Nel 2026 la Valle d’Aosta resta a secco. Nessun Comune valdostano figura tra quelli premiati come Plastic Free. Zero su zero. Un risultato che stona, e parecchio, con la narrazione di una regione alpina, piccola, “naturale” per definizione e spesso pronta a sventolare la bandiera della sostenibilità ambientale.
Eppure, quando si passa dalle parole ai fatti, il conto non torna.
Plastic Free è un’iniziativa nazionale promossa dall’associazione Plastic Free Onlus, che assegna ogni anno un riconoscimento ai Comuni che si distinguono per azioni concrete nella riduzione della plastica monouso, nella gestione dei rifiuti, nella sensibilizzazione dei cittadini e nella tutela dell’ambiente.
Non è un bollino simbolico né un premio “a simpatia”. Per ottenerlo servono politiche reali:
– ordinanze e regolamenti contro l’usa e getta
– iniziative di pulizia del territorio
– collaborazione con scuole, associazioni e cittadini
– una gestione seria dei rifiuti e della raccolta differenziata
– scelte coerenti anche negli eventi pubblici
In sintesi: amministrare pensando all’ambiente, non solo raccontarlo.
Che nessun Comune valdostano sia Plastic Free nel 2026 non è solo una curiosità statistica. È un segnale politico e amministrativo. Vuol dire che manca una strategia condivisa, che il tema ambientale resta spesso confinato nei comunicati stampa o nei programmi elettorali, ma fatica a diventare prassi quotidiana.
Ed è paradossale se si pensa che, proprio per dimensioni e struttura, la Valle d’Aosta avrebbe tutte le carte in regola per fare da laboratorio virtuoso: territori piccoli, comunità ristrette, amministrazioni teoricamente più vicine ai cittadini.
La buona notizia è che il 2026 non è una condanna, ma un campanello d’allarme. Il 2027 può e deve essere l’anno delle candidature valdostane a Plastic Free. Non per la medaglia da appuntarsi al petto, ma per dare credibilità alle politiche ambientali locali.
Serve però un cambio di passo: meno slogan, più atti amministrativi; meno convegni, più scelte concrete. E magari anche un po’ di sana competizione tra Comuni, che non guasta mai.
Essere Plastic Free non è solo una questione ecologica, ma anche culturale e politica. Significa educare, responsabilizzare, investire. Significa dire ai cittadini che la tutela dell’ambiente non è una parola astratta, ma una pratica quotidiana che parte dal Comune sotto casa.
Nel 2027 la Valle d’Aosta può decidere se continuare a raccontarsi verde o iniziare davvero a esserlo. La porta è aperta. Sta alle amministrazioni scegliere se entrare o restare fuori.