Governo Valdostano - 16 gennaio 2026, 17:01

Maturità e autonomia, la Valle d’Aosta difende il francese nelle commissioni d’esame

La Giunta regionale deposita un disegno di legge per adeguare la riforma nazionale dell’esame di Stato alle specificità valdostane, garantendo la presenza della lingua francese e uniformando la composizione delle commissioni a partire dall’anno scolastico 2025/2026

Assessore Erik Lavevaz

La riforma dell’esame di maturità entra nel vivo e la Valle d’Aosta si muove per tempo per evitare che le nuove regole nazionali finiscano per comprimere, anche solo indirettamente, una delle colonne portanti dell’autonomia regionale: il bilinguismo. La Giunta regionale ha infatti approvato e depositato un disegno di legge che modifica la legge regionale del 17 dicembre 2018, intervenendo sulla composizione delle commissioni d’esame alla luce delle novità introdotte dallo Stato.

Il provvedimento nasce dall’esigenza di coordinare la normativa valdostana con il decreto-legge del 9 settembre 2025, poi convertito in legge a fine ottobre, che ridisegna l’esame di Stato del secondo ciclo. La riforma nazionale prevede che l’esame si concentri su quattro discipline: due legate alle prove scritte ministeriali e due ulteriori materie individuate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Una struttura che, applicata in modo automatico, rischierebbe di mettere ai margini la specificità linguistica valdostana.

Ed è proprio qui che interviene la Regione. In Valle d’Aosta, com’è noto, l’esame di maturità comprende anche una terza prova scritta di lingua francese, elemento che rende obbligatoria la presenza di un docente di francese nelle commissioni. Dopo un confronto con il Ministero, la Giunta ha scelto una strada chiara: nella prova orale una delle discipline previste a livello nazionale sarà sostituita dalla lingua francese, salvo nei percorsi in cui il francese è già materia d’esame, come nei corsi ESABAC.

Una scelta tutt’altro che tecnica. Il disegno di legge ribadisce che il francese non è un’aggiunta folcloristica né un retaggio simbolico, ma una componente strutturale del sistema scolastico valdostano, che deve trovare piena cittadinanza anche nelle nuove architetture dell’esame di Stato. In questo senso, l’intervento legislativo assume un valore politico preciso: l’adeguamento alle norme nazionali sì, ma senza arretramenti sul terreno dell’autonomia.

Il quadro sarà completato nelle prossime settimane. Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale di fine gennaio, che definirà le discipline oggetto d’esame per i diversi indirizzi di studio, l’Assessorato regionale emanerà un proprio decreto per stabilire, indirizzo per indirizzo, quale materia verrà sostituita dalla lingua francese nella prova orale.

Un passaggio formale, ma decisivo, che segna l’avvio concreto della maturità 2025/2026 e che conferma come, anche nei dettagli apparentemente più tecnici, si giochi una partita più ampia: quella del rispetto delle prerogative statutarie e del ruolo della scuola come presidio culturale e identitario della Valle d’Aosta.

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