FEDE E RELIGIONI - 16 gennaio 2026, 18:00

Almanach de samedi 17 janvier saint Antoine abbé

Terribile è la giustizia di Dio. Ma non scordiamo che anche la sua misericordia è infinita. (san Pio da Pietrelcina)

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO

Domenica 18 gennaio 2026

  • Casa parrocchiale di Châtillon - ore 18.00
    S. Messa e incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Châtillon-Pontey

Lunedì 19 gennaio 2026

Vescovado - 18.15
Formazione Ordo Virginum

Martedì 20 gennaio 2026

  • Ivrea, vescovado - ore 10.00-16.00
    Assemblea CEP
  • Casa parrocchiale di Quart - ore 20.30
    Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Brissogne-Quart-Ville-Sur-Nus

Mercoledì 21 gennaio 2026

  • Vescovado - ore 9.00
    Riunione della Commissione paritetica Regione-Diocesi per il finanziamento degli interventi di restauro dei beni mobili e immobili di interesse storico-artistico e architettonico
  • Seminario - ore 18.00
    Riunione della Consulta delle Aggregazioni laicali

Giovedì 22 gennaio 2026

  • Casa parrocchiale di Nus - ore 20.30
    Incontro con il Consiglio pastorale di unità parrocchiale Fénis-Nus-Saint-Barthélemy-Saint-Marcel

Venerdì 23 gennaio 2026

  • Vescovado - mattino
    Udienze
  • Seminario Maggiore - ore 18.00
    S. Messa per la Festa di San Francesco de Sales, S. Patrono del Seminario e dei Giornalisti
  • Aosta, Cinéma Théâtre de la Ville - ore 20.45
    Incontro diocesano di formazione con don Luca Peyron
    Credere e Sperare nel tempo delle macchine intelligenti

Domenica 25 gennaio 2026

  • Cattedrale - ore 10.30
    S. Messa per l’unità dei Cristiani
  • Seminario - ore 14.30-17.00
    Incontro con i diaconi permanenti

Lunedì 26 - Mercoledì 28 gennaio 2026

  • Roma
    Riunione del Consiglio permanente della CEI

Venerdì 30 gennaio 2026

  • Aosta, Porta Pretoria - ore 8.00
    Benedizione della Fiera di Sant’Orso e visita agli Espositori
  • Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Orso - ore 18.00
    S. Messa “degli Artigiani”

La Chiesa celebra  Sant' Antonio Abate

Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Conciliio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.

Il sole sorge alle ore 8,11 e tramonta alle ore 16,53

«La guerra è sempre una sconfitta dell’umanità: non costruisce il futuro, lo divora. La pace, invece, è un atto di coraggio quotidiano, che chiede giustizia, ascolto e responsabilità.»
(Papa Leone XIV)
È una frase che colpisce perché rovescia la retorica muscolare della guerra: niente eroismi, niente vittorie, solo macerie umane e politiche. Leone XIV insiste su un punto scomodo ma decisivo: la pace non è passività né buonismo, ma scelta faticosa e concreta, che chiama in causa governi, popoli e coscienze. In tempi di riarmo linguistico prima ancora che militare, è un richiamo che suona quasi controcorrente — e proprio per questo necessario.