C’è un momento, ogni anno, in cui all’École Hôtelière de la Vallée d’Aoste non si cucina soltanto. Si cresce, ci si misura, si sogna. È successo anche mercoledì 14 gennaio 2026, quando tra pentole, coltelli e sguardi tesi si sono svolti in contemporanea l’8ª edizione del Concorso Miglior Allievo – Trofeo “Fabrizio Faccio” e il Trofeo Lady Chef, due appuntamenti che raccontano meglio di tante parole lo stato di salute della ristorazione valdostana.
L’iniziativa, promossa dalla Federazione Italiana Cuochi e dall’Unione Regionale Cuochi Valle d’Aosta, ha trovato ancora una volta nell’École Hôtelière un alleato naturale. Non solo una scuola, ma un luogo dove il talento prende forma e la tradizione incontra l’ambizione, grazie a una collaborazione che continua a dare frutti concreti.
Il cuore del Concorso Miglior Allievo era tutto in uno starter: un antipasto capace di valorizzare il Baccalà Islandese, sponsor nazionale dell’evento, abbinato a una verdura e a un legume. Un esercizio tutt’altro che semplice, che chiedeva tecnica, equilibrio e capacità di interpretare una materia prima importante senza nasconderla dietro effetti speciali.
A mettersi in gioco sono stati nove studenti, ognuno con la propria idea e il proprio racconto nel piatto:
Amalia Carruozzo con “Baccalà scottato su crema di ceci e riduzione di melograno”,
Samuele Chiarotto con “Radici della mia terra”,
Marcello Costanza con “Baccalà in fiore”,
Nicole Dublanc con “La Domenica”,
Gabriele Florian con “Ricordi”,
Lorenzo Damiano Lodato con “La chiara policromia”,
Moreno Menaldino con “Arvedze a giobia ’n bot”,
Giovanni Spalla con “Baccalà al miso di miele con crema di piselli e chips di patate”,
Matteo Stumbo con “Baccalà in verde”.
A valutarli, una giuria che da sola racconta il livello dell’appuntamento: Paolo Griffa, chef del ristorante Paolo Griffa al Caffè Nazionale di Aosta, una stella Michelin; Stefano Bulla, chef del ristorante Gusto di Heinz Beck ad Armancil, in Portogallo, anch’esso una stella Michelin; Christian Turra, chef del ristorante Le Gourmand di Valtournenche; e Stefano Lorusso, commissario e docente dell’École Hôtelière de la Vallée d’Aoste.
Alla fine è stato Matteo Stumbo a conquistare la medaglia d’oro e l’accesso alla finale nazionale di Rimini, in programma il 15 febbraio. Secondo posto per Lorenzo Damiano Lodato, terzo per Gabriele Florian, entrambi premiati con la medaglia di bronzo. Ma al di là delle classifiche, a colpire è stata la serietà con cui questi ragazzi hanno affrontato la gara, come se fosse già un banco di prova professionale.
In parallelo, tra concentrazione e creatività, si è svolto anche il Trofeo Lady Chef, reso possibile grazie all’organizzazione dell’École Hôtelière. Qui la sfida era su un primo piatto, utilizzando uno dei prodotti Cirio Alta Cucina: dai pelati alla passata extrafine della Toscana, dalla Rustica ai datterini gialli in succo, fino al Supercirio. A confrontarsi sono state Annamaria Dublanc, con “Dialogo di tagliatelle intrecciate con datterino giallo, trota affumicata alpina e crema rustica di scalogno”, e Sandra Lomello, con “I miei spaghetti al pomodoro”.
A tirare le fila della giornata è stato il presidente dell’Unione Regionale Cuochi Valle d’Aosta, Gianluca Masullo, che non ha nascosto l’orgoglio: «Il Concorso Miglior Allievo ha messo in luce ragazzi che hanno dimostrato grande maturità, passione e senso di responsabilità. Hanno affrontato questa esperienza con serietà, dedizione e spirito di sacrificio. Il loro impegno è il segnale più concreto del futuro della nostra professione». E sul Trofeo Lady Chef ha aggiunto: «Le partecipanti hanno confermato competenza e passione, ribadendo quanto sia fondamentale valorizzare la figura femminile all’interno del comparto della ristorazione».
Tra i banchi dell’École Hôtelière, insomma, non si è celebrato solo un concorso. Si è raccontata una Valle d’Aosta che investe sui giovani, sulla formazione e su una cucina che non dimentica le proprie radici, ma guarda avanti con ambizione. Ed è forse questa, più di ogni medaglia, la vera vittoria della giornata.