La scelta tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile è diventata sempre più strategica per aziende agricole, artigiani, amministrazioni locali e proprietari di immobili residenziali. In un contesto di cambiamento climatico, con periodi di siccità più frequenti e costi energetici in crescita, dimensionare e scegliere correttamente il sistema di pompaggio non è più un dettaglio tecnico, ma un fattore che incide sui costi operativi, sull’affidabilità degli impianti e sulla continuità del servizio idrico.
Comprendere quando conviene una elettropompa di superficie rispetto a una pompa sommergibile significa valutare con attenzione profondità del pozzo, tipo di utilizzo, qualità dell’acqua, costi di installazione e manutenzione, oltre agli impatti sui consumi energetici. Per PMI, professionisti dell’impiantistica, responsabili tecnici di strutture ricettive o gestori di edifici civili, questa scelta può determinare risparmi importanti lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto.
Scenario attuale: perché la scelta della pompa conta sempre di più
Negli ultimi anni il settore del pompaggio per uso civile, agricolo e industriale ha conosciuto un’evoluzione significativa, spinta da tre grandi driver: incremento del costo dell’energia, richiesta di maggiore efficienza degli impianti e crescente attenzione alla continuità del servizio idrico. Secondo analisi di mercato europee pubblicate tra il 2022 e il 2023, il comparto delle pompe elettriche per acqua registra una crescita annua stimata tra il 3% e il 5%, trainata in particolare dal rinnovamento di impianti obsoleti e dall’adeguamento a standard di efficienza più stringenti.
In Italia, dati ISTAT e rapporti tecnici di settore indicano che una quota rilevante dei sistemi di sollevamento acqua in ambito civile e agricolo ha più di 15–20 anni di vita operativa. Questo significa che molte pompe sono state dimensionate in un contesto in cui il costo dell’energia era sensibilmente più basso e la sensibilità verso la manutenzione preventiva meno sviluppata. Oggi, la sostituzione o il ripensamento degli impianti di pompaggio è un passaggio quasi obbligato per chi vuole contenere i costi operativi e garantire affidabilità.
In questo contesto, la distinzione tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile non è un mero tecnicismo: implica logiche diverse di installazione, gestione, costi iniziali, accessibilità alla manutenzione e, soprattutto, adattabilità alle caratteristiche della fonte idrica (pozzo profondo, cisterna, bacino superficiale, raccolta acque meteoriche).
Elettropompa di superficie: definizione, funzionamento e campi di applicazione
Con “elettropompa di superficie” si indica una pompa il cui corpo principale e il motore elettrico sono installati fuori dal liquido da movimentare, tipicamente a livello del suolo o in un locale tecnico. L’acqua viene aspirata tramite una tubazione collegata al serbatoio, alla cisterna o al pozzo poco profondo, e poi spinta verso la rete di distribuzione o i punti di utilizzo.
Si tratta di soluzioni particolarmente diffuse per alimentare impianti idrici domestici, piccoli impianti irrigui, sistemi di pressurizzazione, travaso da cisterne e recupero acque piovane. Dal punto di vista ingegneristico, le elettropompe di superficie sono progettate per lavorare con altezze di aspirazione limitate (in genere fino a 7–8 metri in condizioni standard) ma possono sviluppare prevalenze di mandata anche elevate, a seconda della configurazione (pompe centrifughe multigirante, autoadescanti, gruppi di pressurizzazione).
Quando si parla di elettropompe di qualità, il riferimento non riguarda solo materiali e durata, ma soprattutto la capacità della pompa di mantenere rendimenti stabili nel tempo, riducendo le perdite di carico, i consumi energetici e la necessità di interventi correttivi. La differenza tra una pompa economica e una pompa progettata con criteri di qualità emerge spesso non nell’immediato, ma nell’arco di alcuni anni di esercizio continuo.
Dati e statistiche: efficienza, consumi e diffusione tra pompe di superficie e sommergibili
È utile considerare alcuni ordini di grandezza per comprendere il peso delle pompe sui consumi energetici e sulla gestione dell’acqua. Secondo analisi tecniche elaborate a livello europeo, i sistemi di pompaggio possono incidere per una quota significativa sui consumi elettrici di molte attività produttive, in particolare nell’agroindustria, nelle strutture ricettive con grandi impianti idrici e nei sistemi di irrigazione. In molti casi si stima che tra il 15% e il 25% dei consumi elettrici complessivi sia collegato a motori e pompe.
Studi comparativi condotti su impianti di piccola e media taglia mostrano che la sostituzione di pompe obsolete con modelli ad alta efficienza (sia di superficie sia sommergibili, correttamente dimensionati) può portare a un risparmio energetico nell’ordine del 20–30%. In ambito residenziale, ricerche svolte da associazioni di categoria nel settore idrotermosanitario evidenziano come molte installazioni funzionino ben al di sotto del punto di massimo rendimento nominale, con sprechi energetici che possono superare il 30% rispetto a un sistema correttamente progettato.
Sul fronte della diffusione, i dati di mercato più recenti indicano una tendenza abbastanza chiara:
Le pompe sommergibili dominano nei pozzi profondi (oltre 20–25 metri) e nelle applicazioni dove l’accessibilità è limitata, come perforazioni profonde e sistemi di sollevamento da falde.
Le elettropompe di superficie rimangono prevalenti in ambito residenziale e nelle piccole attività per irrigazione di giardini, orti, travasi da cisterne, sistemi di pressurizzazione domestica e utilizzi con profondità ridotte.
Questa polarizzazione non è casuale: deriva direttamente dai limiti fisici di aspirazione delle pompe di superficie e dai vantaggi delle pompe sommergibili in presenza di grandi profondità e colonne d’acqua elevate. Tuttavia, per tutte le applicazioni fino a circa 7–8 metri di aspirazione reale, le elettropompe di superficie mantengono una competitività elevata, soprattutto se si considerano accessibilità e costi di manutenzione.
Elettropompa di superficie vs pompa sommergibile: confronto tecnico e pratico
Il confronto tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile non può essere ridotto a una semplice preferenza. Occorre valutare caso per caso, considerando alcuni parametri tecnici chiave: profondità di aspirazione, prevalenza richiesta, portata necessaria, qualità dell’acqua, condizioni di installazione e budget complessivo (acquisto, posa in opera, manutenzione).
Profondità del pozzo e limite fisico di aspirazione
Uno dei punti decisivi è la profondità della fonte. Le elettropompe di superficie sfruttano la depressione creata in aspirazione: in condizioni teoriche il limite fisico per l’aspirazione dell’acqua è intorno a 10 metri, ma nella pratica, considerando perdite di carico, temperatura, altitudine e sicurezza di funzionamento, si tende a operare entro 7–8 metri. Oltre questa soglia, l’affidabilità diminuisce e il rischio di cavitazione aumenta.
Le pompe sommergibili, al contrario, lavorano per spinta: sono immerse nel liquido e “spingono” l’acqua verso l’alto. Questo le rende molto più adatte a pozzi profondi, con colonne d’acqua anche superiori a 50–60 metri. In questi casi, tentare di utilizzare una elettropompa di superficie sarebbe tecnicamente inadeguato o estremamente inefficiente.
Installazione e accessibilità alla manutenzione
Le elettropompe di superficie, essendo installate fuori dall’acqua, offrono un vantaggio evidente: sono facilmente ispezionabili. In caso di calo di prestazioni, rumorosità anomala o perdite, l’intervento del tecnico è più rapido, i tempi di fermo impianto sono ridotti e, in molti casi, è possibile sostituire parti usurate senza smontare lunghe colonne di mandata o estrarre la pompa dal pozzo.
Le pompe sommergibili, invece, richiedono estrazione dal pozzo o dalla cisterna per qualunque intervento significativo. Questo comporta tempi maggiori, l’uso di attrezzature adeguate e costi d’opera più elevati, soprattutto in pozzi profondi o in contesti con accessi difficili. Sul piano della manutenzione ordinaria, questa differenza può tradursi in costi cumulati significativi lungo la vita utile dell’impianto.
Efficienza energetica e rendimento
Dal punto di vista strettamente energetico, non esiste un vincitore assoluto tra pompe di superficie e sommergibili: molto dipende dalla corretta progettazione dell’impianto, dal dimensionamento e dal punto di lavoro effettivo. Una pompa sommergibile installata in un pozzo profondo, ma ben dimensionata, può lavorare con rendimenti molto elevati, mentre una pompa di superficie che opera quasi al limite dell’aspirazione può soffrire di perdite di rendimento importanti.
Tuttavia, per pozzi poco profondi, cisterne e serbatoi con livello dell’acqua relativamente vicino alla superficie, le elettropompe di superficie di buona qualità, dotate magari di inverter e sistemi di controllo della pressione, possono garantire un’ottima efficienza, con la possibilità di modulare la velocità del motore in base alla richiesta. Questo è particolarmente rilevante in impianti domestici e piccoli impianti agricoli, dove la portata richiesta varia nel tempo.
Quando conviene scegliere una elettropompa di superficie
Stabilire i casi in cui conviene optare per una elettropompa di superficie rispetto a una pompa sommergibile richiede un approccio razionale, che metta in fila alcuni criteri fondamentali.
1. Profondità limitata e aspirazione gestibile
La condizione più evidente è la profondità della fonte idrica. Se il livello dell’acqua si trova, in ogni condizione stagionale ragionevolmente prevedibile, entro i 7–8 metri rispetto alla pompa, una elettropompa di superficie rappresenta spesso la soluzione più equilibrata. Tipici esempi sono:
cisterne interrate o seminterrate per raccolta acqua piovana;
pozzi freatici poco profondi;
serbatoi di accumulo a livello del suolo o in locali tecnici;
bacini di raccolta per usi irrigui con livelli relativamente stabili.
In queste situazioni, i vincoli fisici di aspirazione non rappresentano un limite stringente, e il vantaggio in termini di accessibilità e semplicità d’impianto diventa determinante.
2. Esigenza di manutenzione frequente o condizioni variabili
In contesti dove si prevede una manutenzione più frequente, ad esempio per acque con presenza di sabbia, residui o impurità che possono usurare giranti e tenute, la scelta di una elettropompa di superficie è spesso preferibile. L’accesso diretto alla macchina facilita la pulizia di filtri, il controllo di guarnizioni, la sostituzione di componenti soggetti a usura e la verifica rapida di eventuali anomalie.
Lo stesso vale in impianti sperimentali o in contesti dove è verosimile intervenire più volte per tarare il sistema (es. regolazione della pressione in impianti di microirrigazione o in reti idriche condominiali complesse): un’elettropompa esterna consente di effettuare prove, regolazioni e adeguamenti con maggiore agilità.
3. Budget di installazione e semplicità dell’impianto
Anche il profilo economico iniziale gioca un ruolo. In molti casi, una elettropompa di superficie comporta un costo di installazione inferiore rispetto a una pompa sommergibile, soprattutto quando non è necessario realizzare o adeguare pozzi profondi. I costi di posa della tubazione, dei cavi, dei sistemi di sollevamento e degli accessori possono risultare più contenuti, con un impianto complessivamente meno complesso.
Per PMI, artigiani, strutture ricettive di piccola e media dimensione e complessi residenziali, la combinazione di investimento iniziale moderato e costi di manutenzione contenuti può rendere l’elettropompa di superficie la soluzione con il miglior rapporto costo/benefici lungo l’intero ciclo di vita.
4. Contesti residenziali e piccoli impianti irrigui
Nel settore residenziale e nella piccola irrigazione, le elettropompe di superficie sono spesso preferite per la loro versatilità. Possono essere configurate come gruppi di pressurizzazione per abitazioni singole o piccoli condomìni, alimentare impianti a goccia, irrigatori statici o dinamici, oltre a gestire il travaso tra serbatoi a diverse altezze.
Quando la fonte idrica è un serbatoio sopraelevato o una cisterna facilmente raggiungibile, l’elettropompa di superficie consente una gestione intuitiva, con la possibilità di controllare rumore, vibrazioni e accessibilità posizionandola in locali tecnici adeguati, dotati di opportuna ventilazione e isolamento acustico.
Quando è preferibile la pompa sommergibile
Per completezza, è opportuno individuare i casi in cui la pompa sommergibile resta la scelta più coerente dal punto di vista tecnico.
La pompa sommergibile è in genere preferibile quando:
si lavora con pozzi profondi, dove il livello dell’acqua supera stabilmente i 10 metri di profondità;
occorre garantire portate elevate su lunghe distanze, con prevalenze importanti;
le condizioni ambientali richiedono che la pompa sia protetta da gelo, urti esterni o vandalismi;
si desidera ridurre al minimo il rumore percepito in superficie, in particolare in contesti residenziali ad alta densità.
Nelle applicazioni industriali e in quelle agricole intensive, la scelta di pompe sommergibili di buona qualità, accompagnate da un progetto accurato della colonna di mandata e dei quadri elettrici di controllo, permette di gestire situazioni altrimenti non affrontabili con elettropompe di superficie.
Rischi e criticità di una scelta errata
Una scelta non adeguatamente ponderata tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile può generare una serie di problemi tecnici ed economici. Il rischio più immediato è la cavitazione, fenomeno che si verifica quando la pressione in aspirazione scende sotto determinati valori, generando bolle di vapore che implodono sulle superfici interne della pompa, danneggiando giranti e corpi pompa. Questo è particolarmente critico nel caso di pompe di superficie utilizzate al limite delle loro capacità di aspirazione.
Un altro rischio è il sovradimensionamento o sottodimensionamento. Una pompa eccessivamente potente rispetto alle effettive esigenze comporta consumi energetici non giustificati, oltre a potenziali problemi di colpi d’ariete e stress sulle tubazioni. Al contrario, una pompa troppo piccola può lavorare costantemente fuori dal proprio campo ottimale di funzionamento, riducendo la vita utile e generando insoddisfazione nell’utenza per insufficienza di portata o pressione.
A ciò si aggiunge il tema dei costi di manutenzione. Un impianto progettato senza considerare l’accessibilità e la frequenza probabile degli interventi può risultare economicamente oneroso nel medio periodo. In particolare, l’uso di pompe sommergibili in contesti dove sarebbe possibile una pompa di superficie può tradursi in costi di estrazione e reinstallazione evitabili, oltre che in tempi più lunghi di fermo impianto.
Infine, trascurare la qualità dell’acqua (sabbia, limi, materiali abrasivi, presenza di gas) nella scelta della tecnologia di pompaggio significa esporsi a guasti ricorrenti, riduzione dei rendimenti e contaminazioni potenziali delle reti a valle.
Opportunità e vantaggi di una scelta corretta e di elettropompe di qualità
Se la scelta tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile viene effettuata in modo rigoroso, sulla base di dati e misurazioni, gli effetti positivi si vedono su diversi fronti. In primo luogo, la corretta selezione del tipo di pompa e del modello riduce il consumo energetico, con vantaggi economici diretti. Considerando che il costo dell’energia elettrica negli ultimi anni ha subito oscillazioni rilevanti, una riduzione anche solo del 15–20% sui consumi legati al pompaggio si traduce in cifre non trascurabili per aziende, agricoltori e gestori di edifici complessi.
In secondo luogo, l’affidabilità operativa aumenta. Una pompa che lavora nel proprio campo ottimale di funzionamento, con margini di sicurezza adeguati, è meno soggetta a surriscaldamenti, cavitazione, usura precoce e problemi alle tenute meccaniche. Questo vale sia per le pompe sommergibili sia per le elettropompe di superficie, ma in queste ultime la possibilità di intervento rapido rende ancora più evidente il vantaggio di una scelta accurata.
Un ulteriore beneficio riguarda la manutenzione programmata. Definire, già in fase di progetto, la modalità di accesso all’impianto, gli spazi necessari per operare sulla pompa, e prevedere punti di controllo (manometri, flussometri, sensori di livello) permette di impostare una manutenzione preventiva anziché correttiva, riducendo il numero di guasti imprevisti e la loro gravità.
Per gli utilizzatori finali, che si tratti di famiglie, agricoltori o gestori di strutture ricettive, l’effetto combinato di risparmio energetico, riduzione dei guasti e migliore continuità del servizio idrico si traduce in maggiore prevedibilità dei costi e minori interruzioni dell’attività quotidiana.
Aspetti normativi, efficienza energetica e buone pratiche
Negli ultimi anni, il quadro normativo europeo e nazionale ha spinto in modo deciso verso una maggiore efficienza dei motori elettrici e dei sistemi di pompaggio. I regolamenti sull’eco-design e le classi di efficienza dei motori (come i livelli IE2, IE3, IE4) hanno gradualmente escluso dal mercato i prodotti meno efficienti, favorendo soluzioni con rendimenti più elevati. Questo ha impatto diretto anche sulle elettropompe di superficie, che sempre più spesso integrano motori ad alta efficienza e sistemi elettronici di controllo.
Parallelamente, le norme tecniche in ambito idrico (tra cui quelle sui sistemi di pressurizzazione, sulla prevenzione contro i colpi d’ariete e sulla protezione contro il funzionamento a secco) richiedono un’attenzione progettuale maggiore rispetto al passato. In molte applicazioni civili e industriali è ormai prassi integrare pressostati elettronici, sensori di livello, valvole di ritegno e dispositivi di protezione termica, che contribuiscono a salvaguardare sia le pompe di superficie sia le sommergibili.
Per chi deve scegliere tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile, risulta quindi fondamentale:
verificare la classe di efficienza del motore;
considerare la possibilità di utilizzo di inverter per modulare la velocità;
assicurarsi che siano previste protezioni contro il funzionamento a secco e contro sovraccarichi;
rispettare le indicazioni dei produttori in materia di profondità massima di aspirazione, prevalenza e condizioni di esercizio.
Le buone pratiche includono inoltre la misurazione o stima attendibile dei livelli minimi e massimi della fonte idrica, l’analisi di eventuali variazioni stagionali e la valutazione della qualità dell’acqua (presenza di sabbia, solidi sospesi, sostanze corrosive), elementi che guidano la scelta dei materiali (ghisa, acciaio inox, tecnopolimeri) e dei sistemi di filtrazione.
Indicazioni operative per PMI, professionisti e cittadini
Per tradurre questi concetti in scelte operative concrete è utile seguire un percorso metodico, piuttosto che affidarsi a soluzioni standardizzate. In prima battuta, occorre definire in modo rigoroso il fabbisogno idrico: portata richiesta, profilo di utilizzo (continuo o intermittente), pressione desiderata alla utenza più sfavorita e presenza di contemporaneità tra diversi punti di prelievo.
Successivamente, è necessario rilevare con precisione le quote: profondità della fonte idrica, dislivello tra pompa e punti di utilizzo, lunghezza e diametro delle tubazioni. Questi dati consentono di calcolare la prevalenza complessiva necessaria, comprensiva delle perdite di carico concentrate e distribuite.
Sulla base di queste informazioni, si passa alla valutazione comparativa tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile, considerando:
se la profondità di aspirazione rientra nel campo sicuro per una pompa di superficie;
il livello di accessibilità desiderato per manutenzione e controlli periodici;
l’ambiente di installazione (spazio disponibile, esigenze acustiche, protezione dagli agenti atmosferici);
il budget di investimento e i costi operativi previsti lungo 5–10 anni.
Per molte PMI e per numerose applicazioni residenziali, un’analisi accurata porta a riconoscere la convenienza di una elettropompa di superficie di buona qualità, correttamente dimensionata e inserita in un sistema complessivo dotato di adeguati dispositivi di protezione e controllo. Nei casi in cui la profondità, le distanze o le condizioni ambientali lo impongano, la pompa sommergibile rimane invece insostituibile, a patto che sia integrata in un progetto che tenga conto anche dei costi di estrazione e manutenzione.
FAQ: domande frequenti sulle elettropompe di superficie
Fino a quale profondità conviene usare una elettropompa di superficie?
In condizioni pratiche, considerando sicurezza di funzionamento e variazioni stagionali del livello dell’acqua, è consigliabile limitare l’uso di elettropompe di superficie a situazioni in cui il livello minimo dell’acqua non superi i 7–8 metri rispetto alla pompa. Oltre questo valore, è opportuno valutare seriamente l’impiego di una pompa sommergibile.
Le elettropompe di superficie sono più rumorose delle sommergibili?
Sì, generalmente una elettropompa di superficie risulta più percepibile acusticamente perché il motore è installato all’esterno. Tuttavia, un’installazione corretta, in locale tecnico adeguatamente isolato e con antivibranti, può ridurre in modo significativo la rumorosità percepita, rendendola compatibile con l’uso residenziale o in piccoli esercizi.
È possibile utilizzare la stessa elettropompa di superficie per uso domestico e irrigazione?
In molti casi sì, a patto che la pompa sia dimensionata considerando il fabbisogno complessivo e che l’impianto sia dotato di una gestione corretta della pressione e delle portate. Spesso si ricorre a serbatoi di accumulo e a sistemi di regolazione che permettono di bilanciare le diverse esigenze senza sovraccaricare l’impianto.
Conclusioni: verso scelte consapevoli e impianti più efficienti
La scelta tra elettropompa di superficie e pompa sommergibile richiede oggi un livello di consapevolezza superiore rispetto al passato. Profondità del pozzo, caratteristiche dell’acqua, esigenze di portata e pressione, accessibilità, manutenzione e consumi energetici non possono essere valutati in modo separato: compongono un quadro unico che determina l’efficacia economica e funzionale dell’impianto nel lungo periodo.
Per PMI, professionisti dell’impiantistica e cittadini, il primo passo è adottare una logica di progetto e non di semplice sostituzione del “vecchio con il nuovo”. Analizzare con metodo il contesto, confrontare in modo obiettivo le soluzioni disponibili e orientarsi verso elettropompe di superficie o sommergibili di qualità elevata significa ridurre sprechi, aumentare l’affidabilità e rendere i sistemi idrici più resilienti alle sfide poste da costi energetici variabili e da una gestione dell’acqua sempre più delicata.
Quando le condizioni di profondità, accessibilità e fabbisogno lo consentono, una elettropompa di superficie ben progettata e correttamente installata rappresenta una soluzione razionale, bilanciata e sostenibile nel tempo. Il confronto con un tecnico qualificato, che conosca le dinamiche idrauliche ed energetiche dell’impianto, resta il modo più efficace per trasformare un’esigenza concreta – avere acqua dove e quando serve – in un sistema efficiente, sicuro e duraturo.
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