Consiglio Valle Comuni - 15 gennaio 2026, 21:08

Pour l’Autonomie dall’opposizione: unità, autonomia e promesse di rilancio

Il Movimento di Carrel denuncia l’esclusione dalla maggioranza regionale e chiama alla responsabilità gli autonomisti. Tra rivendicazioni, memoria politica e proposte concrete, Pour l’Autonomie prova a rilanciare la sua visione pragmatica dell’autonomia valdostana

A sn l'ex assessore Marco Carrel

Una nota politica per aprire il 2026, tra rivendicazioni, richiami all’autonomismo pragmatico e un appello all’unità delle forze autonomiste. Ma il messaggio di Pour l’Autonomie si scontra con alcune scelte del passato, a partire dall’opposizione al premio di maggioranza quando il suo leader Carrel era assessore. Oggi, dai banchi dell’opposizione, il Movimento rilancia il tema dell’autonomia come azione concreta e chiede un cambio di passo.

L’inizio dell’anno è, tradizionalmente, tempo di bilanci e di riposizionamenti. Non fa eccezione Pour l’Autonomie, che nel pomeriggio ha diffuso una lunga nota politica dal titolo programmatico “Autonomia e realtà odierna: rimettere la Vallée al centro”. Un testo articolato, denso di richiami identitari e di rivendicazioni politiche, che segna la volontà del Movimento di tornare a far sentire la propria voce dopo l’esclusione dalla maggioranza regionale.

Pour l’Autonomie parla di «una fase di riflessione», di incontri sul territorio e di un giudizio «critico» sulla propria collocazione all’opposizione, definita «frutto di decisioni a noi estranee che riteniamo incomprensibili e politicamente ingiustificate». Una lettura che ribadisce il senso di ingiustizia vissuto dal Movimento e che chiama in causa, implicitamente, gli equilibri interni al campo autonomista.

Nella nota si rivendica con forza la legittimità del progetto politico: «i significativi risultati elettorali degli ultimi anni non rappresentano un punto di arrivo, ma indicano chiaramente l’esistenza di uno spazio reale per un autonomismo pragmatico». Un passaggio che fotografa bene l’ambizione di Pour l’Autonomie: non una forza testimoniale, ma un soggetto che rivendica capacità di governo.

Ed è qui che il racconto si intreccia inevitabilmente con la memoria politica recente. Perché a guidare Pour l’Autonomie è Marco Carrel, che da assessore regionale si oppose con decisione all’introduzione del premio di maggioranza, strumento che avrebbe potuto garantire agli autonomisti una guida stabile della Regione. Una scelta allora rivendicata in nome dell’equilibrio istituzionale e della rappresentanza, ma che oggi pesa come un non detto quando, dall’opposizione, si torna a invocare l’unità delle forze autonomiste e la necessità di “contare”.

La nota insiste molto su questo punto: «l’autonomia non può vivere di sola testimonianza o di richiamo identitario, bensì deve tornare a essere azione politica concreta». Un’affermazione condivisibile, rafforzata dal richiamo ad Augusto Rollandin e all’idea che «l’autonomia non è un privilegio, ma la condizione necessaria affinché la Valle d’Aosta possa governare il proprio futuro».

Parole che oggi suonano come un appello, ma che chiamano anche a una riflessione più ampia sulla coerenza delle scelte politiche. Perché l’azione concreta, quella che incide davvero, passa anche attraverso strumenti istituzionali che permettano di governare, non solo di testimoniare. E su questo terreno Pour l’Autonomie è chiamata a fare i conti con il proprio passato.

Il documento entra poi nel merito dei temi: dalla riforma della giustizia alla necessità di evitare «una silenziosa marginalizzazione» della Valle d’Aosta, fino alla proposta di avviare un lavoro serio sull’adeguamento dello Statuto speciale. Un passaggio significativo, quando si afferma che tale percorso non deve avere «intento difensivo», ma mirare a «rafforzare e aggiornare gli strumenti dell’autonomia» nel contesto delle riforme dello Stato e dell’Europa.

C’è, infine, il richiamo al territorio, cifra storica del Movimento: «il nostro primo passo sarà tornare sul territorio per incontrare iscritti e simpatizzanti». Un ritorno all’ascolto che può rappresentare un’occasione vera, se accompagnato da una riflessione politica franca anche sulle scelte che hanno contribuito all’attuale frammentazione del fronte autonomista.

L’auspicio, guardando oltre la polemica, è che Pour l’Autonomie sappia trasformare questa fase di opposizione in un momento di rilancio autentico dell’autonomismo, non solo nelle parole ma nelle proposte e nelle alleanze. Perché rimettere davvero la Vallée al centro significa anche fare i conti con la propria storia politica, senza scorciatoie e senza memorie selettive.

pi.mi.