Parte in Valle d’Aosta una nuova fase della prevenzione sanitaria rivolta agli over 65. Dal 15 gennaio 2026 la Struttura di Igiene e Sanità pubblica dell’Azienda USL invierà progressivamente una lettera di invito ai valdostani nati nel 1958 che non hanno ancora effettuato la vaccinazione contro l’Herpes zoster, conosciuto come “Fuoco di Sant’Antonio”, e contro lo pneumococco, batterio responsabile di infezioni talvolta molto gravi. Si tratta di una campagna di recupero vaccinale gratuita, pensata per chi è già eleggibile ma non ha ancora aderito. I cittadini interessati potranno prenotare la vaccinazione telefonando ai numeri 0165 774655 o 0165 546097 dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.00.
L’obiettivo è semplice e concreto: ridurre il peso di due patologie che, con l’avanzare dell’età o in presenza di fragilità, possono avere conseguenze serie e durature. Il Direttore della Struttura di Igiene e Sanità pubblica, Dott. Salvatore Bongiorno, sottolinea come due vaccinazioni possano evitare dolore cronico, ricoveri e complicanze che incidono pesantemente sulla qualità della vita. Herpes zoster e pneumococco non sono malattie “di poco conto”: sono frequenti, subdole e colpiscono soprattutto chi ha difese immunitarie ridotte o patologie concomitanti.
L’Herpes zoster nasce dalla riattivazione del virus della varicella, contratto in genere nell’infanzia e rimasto silente nell’organismo per decenni. La Dott.ssa Maria Paola Farinelli ricorda che dopo i 50 anni la probabilità di riattivazione cresce nettamente e si manifestano eruzioni cutanee dolorose, spesso accompagnate da bruciore e prurito. La complicanza più temuta è la nevralgia post-erpetica, dolore cronico e invalidante che può durare mesi o anni. Oggi la prevenzione più efficace è la vaccinazione con vaccino glicoproteico ricombinante adiuvato, privo di virus vivo, somministrato in due dosi intramuscolari a distanza di almeno due mesi. Questo vaccino garantisce una protezione molto elevata, prossima al 90%, e può essere somministrato anche in associazione con altre vaccinazioni, tra cui quella antipneumococcica.
La vaccinazione contro l’Herpes zoster è gratuita e indicata non solo per i nati nel 1958 oggetto della campagna, ma per tutti i 65enni e per le persone nate dal 1952 al 1959, oltre che per gli adulti con elevata fragilità: diabete complicato, patologie cardiovascolari, broncopneumopatie croniche o asma severa, immunodeficienze, terapie immunosoppressive o recidive di Herpes zoster. Qui la prevenzione non è retorica: significa evitare dolori persistenti, infezioni secondarie, accessi ospedalieri e perdita di autonomia personale.
Lo pneumococco rappresenta l’altro grande fronte della campagna. È un batterio comune, spesso legato a otiti e sinusiti, ma in alcune categorie – bambini piccoli, anziani e persone con fragilità – può provocare polmonite, meningite o sepsi, con rischi importanti per la vita. Negli adulti viene utilizzato un vaccino coniugato 20-valente, capace di proteggere dai sierotipi più frequenti associati alle forme severe. Una sola dose intramuscolare, senza richiami, offre una protezione duratura e contribuisce anche a ridurre la circolazione del batterio nella comunità.
La vaccinazione antipneumococcica è offerta gratuitamente ai bambini nel primo anno di vita, a chi compie 65 anni e a chi presenta condizioni di rischio tali da aumentare la probabilità di complicanze: patologie croniche, immunodeficienze, fragilità cliniche. Per gli adulti, la somministrazione viene effettuata dal medico di medicina generale, che rappresenta il riferimento diretto per valutare indicazioni e tempistiche.
Questa nuova campagna di recupero vaccinale della USL ha quindi una doppia valenza: sanitaria e culturale. Da un lato riduce ricoveri, costi e sofferenze evitabili, dall’altro rafforza l’idea che prevenire non è un optional ma una scelta di responsabilità verso se stessi e la comunità. La lettera che i nati nel 1958 riceveranno a casa non è burocrazia: è un invito a proteggersi oggi per stare meglio domani.
In una regione che invecchia e che vede crescere la quota di popolazione fragile, la prevenzione passa anche da gesti concreti come una telefonata e due appuntamenti vaccinali. La cronaca sanitaria qui si intreccia con la vita quotidiana: meno “fuoco di Sant’Antonio”, meno polmoniti e complicanze significa più autonomia, meno dolore e meno solitudine. E questo, Piero, vale più di tante parole.