Ci sono momenti della vita in cui il coraggio prende la forma più semplice: qualche ora regalata agli altri. In Valle d’Aosta, ogni giorno, tanti uomini e donne affrontano una diagnosi oncologica che cambia tutto: le abitudini, le priorità, la percezione del futuro. Accanto a loro ci sono medici, infermieri, famiglie. Ma non basta. Serve una comunità. Serve presenza. Serve qualcuno che sieda accanto, che accompagni, che ascolti. Per questo la LILT Valle d’Aosta oggi lancia un appello che non è uno slogan, è una richiesta di aiuto.
«Abbiamo bisogno di volontari» dice il presidente della LILT Valle d’Aosta, Salvatore Luberto. «Abbiamo bisogno di persone normali, non di specialisti dell’eroismo: persone disposte a donare un po’ del loro tempo per stare vicino a chi sta attraversando uno dei momenti più difficili della propria vita». Nelle sue parole non c’è retorica, ma un’urgenza pacata che arriva diretta.
Il volontariato, qui, non è un concetto astratto. È accoglienza nelle strutture ospedaliere, è una mano che accompagna un paziente verso una visita, è una voce che spiega, tranquillizza, orienta. È sostegno nei reparti e negli ambulatori, talvolta anche a domicilio, quando la casa diventa luogo di cura e di fragilità. È anche aiuto negli uffici LILT, nelle iniziative di prevenzione, nelle campagne di informazione, negli eventi che raccolgono fondi per continuare a fare tutto questo.
Ci sono due strade possibili per chi vuole mettersi in gioco: un aiuto continuativo, con una o due mezze giornate alla settimana dedicate all’accoglienza, al supporto nei reparti e negli ambulatori, alle attività degli uffici e dell’associazione. Oppure un aiuto occasionale, almeno tre volte l’anno, durante eventi, iniziative di sensibilizzazione, momenti pubblici in cui la prevenzione diventa parola condivisa e visibile. In entrambi i casi il valore è lo stesso: fare la differenza nella vita di qualcuno.
La prevenzione, poi, è l’altro pilastro. «Prevenire significa salvare vite» sottolinea Luberto. «Ogni evento, ogni gazebo, ogni incontro nelle piazze e nelle scuole è un investimento sul futuro della nostra comunità». Dietro ogni volantino consegnato, dietro ogni spiegazione data a chi si ferma a fare una domanda, c’è un volontario che ha deciso che il proprio tempo può diventare salute pubblica.
Questo appello non è solo un invito alla generosità: è un invito alla responsabilità condivisa. La malattia oncologica riguarda tutti, direttamente o indirettamente. Nessuno è davvero esterno a questa storia. Per questo la LILT Valle d’Aosta apre le porte e chiede, senza giri di parole: abbiamo bisogno di te. «Chi decide di diventare volontario – conclude Luberto – scopre che non sta solo dando: sta anche ricevendo. Riceve storie, sguardi, insegnamenti di forza e di dignità che non si dimenticano più».
A volte basta davvero poco per cambiare la giornata di qualcuno: una presenza all’ospedale, un aiuto durante una campagna di prevenzione, tre giornate all’anno per sostenere un evento. Non c’è impegno obbligante: si invia la propria disponibilità, si viene richiamati, si valuta insieme. Con una certezza: ogni ora donata diventa vita condivisa.
La porta è aperta. La necessità è reale. La richiesta è semplice e diretta: se puoi, fai un passo avanti. La LILT Valle d’Aosta ti aspetta. Abbiamo bisogno di volontari, oggi più che mai.