FEDE E RELIGIONI - 10 gennaio 2026, 08:00

Nuovo Concistoro a giugno, il Papa: ne faremo uno ogni anno

Leone XIV annuncia Concistori annuali e conferma l’Assemblea ecclesiale dell’ottobre 2028. Sinodalità, missione e attenzione alle chiese che soffrono guerre e violenze al centro dei lavori. Il Papa invita i cardinali a lavorare insieme come “compagni di strada”

Il primo Concistoro si è concluso stasera, ma già si guarda al prossimo appuntamento: due giorni a giugno, a ridosso della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Un nuovo Concistoro straordinario attende Papa Leone XIV e i cardinali di tutto il mondo in Vaticano.

Il Pontefice ha annunciato la seconda riunione nel discorso conclusivo della terza e ultima sessione, cui hanno partecipato 170 porporati elettori e non elettori. Spiegando che la riunione si pone “in continuità” con quanto chiesto dalle congregazioni generali pre-Conclave, il Papa ha ribadito la volontà di proseguire i Concistori con cadenza annuale e durata di 3-4 giorni. “Queste quarantott’ore sono la prefigurazione del nostro cammino futuro”, aveva detto già ieri.

Oltre agli annunci, Leone XIV ha ringraziato i presenti e manifestato vicinanza ai porporati impossibilitati a partecipare. “La vostra testimonianza è preziosa. Siamo con voi e vi siamo vicini”, ha affermato.

La sinodalità, vissuta come “compagni di strada”, ha caratterizzato i lavori di ieri e oggi, scanditi da momenti di canto, preghiera e riflessione. La metodologia scelta ha permesso una profonda conoscenza reciproca, nonostante la diversità di esperienze e provenienze dei partecipanti. Il Papa ha richiamato il Vaticano II come base del rinnovamento della Chiesa e ha sottolineato che liturgia e Praedicate evangelium rimangono temi da approfondire.

Un pensiero particolare è stato rivolto al Venezuela e alle chiese che soffrono guerre e violenze. Il cardinale Luis Jose Rueda Aparicio, arcivescovo di Bogotà, ha ricordato le parole del Papa all’Angelus del 4 gennaio: “Ha espresso la sua profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Venezuela e si è impegnato a incoraggiare il dialogo, invocando la pace e il rispetto dei diritti umani”.

“È un tema che portiamo nel cuore, ci addolora tutti e desideriamo i migliori sviluppi possibili”, ha aggiunto Rueda. Nonostante non fosse il tema ufficiale, è stato inevitabile che il Collegio cardinalizio riflettesse sulla situazione geopolitica e sul ruolo della Chiesa nel sostenere le comunità locali.

I relatori hanno poi illustrato la generale atmosfera dei lavori: venti gruppi, tra cardinali elettori e non elettori, ordinari delle diocesi e nunzi in servizio, hanno riflettuto sulla sinodalità e sull’esortazione Evangelii gaudium, ancora attuale. Brislin ha definito l’esperienza “molto arricchente”, sottolineando l’opportunità di conoscere e ascoltare.

“Il Papa ha preso molto sul serio il nostro ruolo nel suo ministero”, ha detto Brislin. “Otto mesi dopo il Conclave, il Papa ci ha convocati per ascoltarci. Questo ci rafforza nella missione della Chiesa”, ha aggiunto Rueda. Il cardinale David ha lodato il format dei lavori, la conversazione nello Spirito e l’attenzione del Pontefice: “Prendeva note, era molto attento, gli input sono stati arricchenti per tutti noi”.

Sulla partecipazione dei laici e il ruolo delle donne, il cardinale David ha sottolineato: “Come non possiamo riconoscere il ruolo delle donne e i loro ministeri nella Chiesa”. Il tema femminile è “una preoccupazione costante”, ha aggiunto, citando la Commissione sul diaconato femminile.

David ha anche richiamato il concetto di “sacerdozio del popolo” del Vaticano II: “Parliamo del corpo della Chiesa: c’è il capo, ma anche il corpo. Le persone hanno il potere di partecipare alla vita e alla missione della Chiesa”.