La discussione sui Carnavals de Montagne chiama in causa non solo le emozioni legate alla tradizione, ma anche la responsabilità di chi amministra la città. La Giunta comunale di Aosta ha ritenuto necessario riportare il confronto su un piano di chiarezza istituzionale, spiegando le ragioni delle scelte assunte e il contesto in cui esse maturano.
Il valore culturale e identitario dei Carnavals de Montagne non è messo in discussione: l’Amministrazione lo riconosce e ne sottolinea il ruolo nella promozione delle tradizioni alpine e della memoria collettiva. Proprio per questo, sostiene la Giunta, tali eventi vanno programmati con serietà, consapevoli dei costi, delle complessità logistiche e della necessità di garantire ordine e sicurezza.
Una singola giornata dei Carnavals comporta un impegno economico stimabile in circa 55 mila euro: una cifra rilevante, che richiede valutazioni attente sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulla sostenibilità nel tempo. Da qui nasce la riflessione su formule diverse di programmazione, tra cui l’ipotesi di una cadenza biennale, che permetterebbe di preservare la manifestazione rendendola compatibile con i bilanci e con il carico organizzativo dell’ente.
La Giunta attuale, insediata da poco, ha operato in un arco temporale ristretto e si è trovata a incrociare una serie di eventi di forte impatto sulla città. Per l’edizione 2026 l’unica domenica realmente praticabile sarebbe stata l’11 gennaio: l’anticipo al weekend precedente confliggeva con la chiusura del Marché Vert Noël, mentre i fine settimana successivi erano condizionati dalla Fiera di Sant’Orso e dal montaggio delle strutture. A questo si aggiunge il passaggio della fiamma olimpica il 12 gennaio, con esigenze straordinarie di sicurezza e gestione degli spazi pubblici. Concentrarne due nello stesso periodo, sottolinea l’Amministrazione, avrebbe significato assumere rischi organizzativi non compatibili con la tutela della cittadinanza.
Parallelamente, la Giunta sta lavorando per garantire il Carnevale dei bambini, momento molto atteso dalle famiglie, con l’obiettivo di assicurare una festa sicura, inclusiva e ben gestita.
Il sindaco Raffaele Rocco richiama il dovere di programmare con serietà e responsabilità, ricordando che le tradizioni si difendono anche attraverso scelte sostenibili e non solo con dichiarazioni di principio. L’assessora Cecilia Lazzarotto ribadisce la disponibilità al confronto e alla progettazione condivisa, sottolineando che la cultura è un investimento che richiede tempi adeguati, collaborazione e visione.
Il messaggio finale della Giunta è netto: le porte restano aperte. La valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni è un obiettivo comune, che può essere raggiunto solo attraverso una collaborazione leale, superando le contrapposizioni sterili e riportando al centro la qualità delle decisioni assunte nell’interesse della comunità.