Ecco un’altra “via ferrata” per principianti e per continuare a sperimentare i progressi per le malattie neurodegenerative, che per gli scalatori non è altro che una comoda via di discesa. Il percorso è inserito in una falesia tra le più complete e belle per arrampicare che, grazie al clima, all’esposizione a sud e alla quota di 350 metri, è percorribile tutto l’anno e consta di più di 200 vie d’arrampicata dislocate su uno spazio pressoché infinito.
A lato vi è anche un “Parco Avventura”, ma per questo occorre informarsi in loco sui giorni di chiusura per essere sicuri di trovarlo aperto, qualora si vogliano abbinare entrambi i percorsi. La falesia in esame si trova all’interno di un’area caratterizzata da un ampio prato verde e da un bel castagneto che contorna le rocce. All’interno è presente anche un ristorantino niente male.
L’idea di valorizzare questo “paradiso dell’arrampicata” nasce e prende vita grazie all’iniziativa del Comune di Settimo Vittone e del negozio di sport “XL Mountain”, con l’obiettivo di attrezzare le vie per creare una moderna palestra di arrampicata sportiva. È così che nel 2009, grazie al lavoro di alcuni volontari locali e delle guide alpine “Gran Paradiso Canavese”, il progetto prende corpo.
I gradi di difficoltà vanno dal 3° al 7c e l’area è stata realizzata con una chiodatura impeccabile. Un enorme prato, un bar ai suoi piedi, un campo di pallavolo e quattro campi di bocce completano la struttura, rendendola un posto ideale per una giornata in famiglia e senza alcun avvicinamento.
La falesia si raggiunge percorrendo la SS26 nel tratto tra Ivrea e Quincinetto, dove si trova il Comune di Settimo Vittone. Se si proviene dall’autostrada, l’uscita consigliata è Quincinetto. Poco prima di Settimo (provenendo da Ivrea) si incontra la frazione di Montestrutto: accanto alla statale è ben visibile una centrale elettrica, dietro la quale corre una strada parallela che conduce al parcheggio del prato sotto le pareti e al Parco Avventura, entrambi ben visibili.
I diversi risalti rocciosi sono stati, per comodità, raggruppati e divisi in settori. Quello che interessa a noi per sperimentare l’arrampicata per chi soffre di Parkinson si limita al primo settore, situato accanto al Parco Avventura: alto una dozzina di metri, è particolarmente adatto, oltre che a noi, anche a chi inizia e ai bambini. I nomi delle vie sono stati dedicati al Carnevale storico di Ivrea.
Il Parco avvenura La Turna
Subito dopo ci si cimenta su quella che noi, con molto ardire, abbiamo definito per i nostri scopi “via ferrata”. Si trova in fondo al prato della prima parte, accanto a un caratteristico monolito di cui parleremo dopo. Il percorso, con corrimano e cavo all’inizio, una scala turistica a metà e alcuni passaggi finali, conduce in cima al sentiero che porta a un maniero e ai ruderi di un’antica cattedrale. Tempo di percorrenza: 30 minuti. Facile e ideale anche per principianti, con ritorno nel parco tramite stradina e mulattiera.
Per finire, a pochi passi dalla ferrata e davanti a un caratteristico piccolo canyon, si trova un curioso masso piramidale isolato, già citato in precedenza: un vero e proprio monolito chiamato dai locali “Il Piccolo Cervino”. Noi abbiamo salito la via meno difficile, la Cresta del Leone, raggiungendone l’apice per un esperimento davvero riuscito, grazie alla straordinarietà del luogo.
Il monolito, noto come “Il Piccolo Cervino”, è descritto su Gulliver grazie al contributo di Alberto Giolitti. La sua forma richiama la montagna simbolo delle Alpi e alle pareti sono stati attribuiti i nomi degli itinerari storici del Cervino. Le sei vie sono, da sinistra (lato nord): Hörnli 4c, Corda della Sveglia 5c, Scala Jordan 5°, Cresta del Leone 4c, Zmutt 7b e Furggen 5c.