Come un fiume che scorre tra le montagne e plasma lentamente la valle, così la cultura in Valle d’Aosta si muove attraverso i luoghi della memoria e dell’arte, portando con sé la promessa di nuovi orizzonti. È in questa metafora che si inserisce il programma espositivo 2026, approvato dalla Giunta regionale e fortemente voluto dall’assessore Erik Lavevaz, che ne firma la direzione culturale con convinzione: “Questo programma espositivo è proposto con l’intenzione di incontrare l’interesse di un pubblico variegato, affiancando esperienze artistiche diverse. Ancora una volta è stata posta attenzione a offrire un percorso di alto livello, che possa qualificare la nostra regione sia in termini di crescita culturale della nostra comunità sia come proposta per chi decide di scoprire Aosta anche attraverso la visita alle esposizioni”.
L’impronta di Lavevaz si percepisce nella cura della pluralità di linguaggi e nella scelta di luoghi diversi, dove ogni mostra diventa occasione per intrecciare storia, identità e sperimentazione artistica. L’assessore insiste sull’obiettivo di costruire un sistema culturale integrato: “Il tutto in un’ottica che vogliamo ampliare nei prossimi anni, cioè quella di una sempre maggiore collaborazione tra i diversi organizzatori di mostre sul territorio regionale, pensando a una cultura accessibile, plurale e armonica”.
Museo Archeologico Regionale
Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia, dal 27 febbraio al 2 giugno 2026. Per la prima volta in Italia, una mostra antologica sull’artista americano di origine bielorussa, attivo a Parigi negli anni Venti e Trenta, che unisce modernismo francese e eredità rinascimentale italiana, con 35 opere selezionate da Valeryia Gorbova e Daria Jorioz.
Marc Chagall. Tra poesia e spiritualità, da giugno a ottobre 2026. In collaborazione con il Musée National Marc Chagall di Nizza, la mostra comprende 120 opere, tra dipinti, sculture e vetrate progettate per cattedrali e sinagoghe, permettendo di immergersi nell’atmosfera dei grandi lavori su vetro realizzati dal maestro.
Centro Saint-Bénin
Mario Giacomelli. Oltre il visibile, dal 20 marzo a settembre 2026. Un percorso nella fotografia italiana del secondo Novecento, capace di oscillare tra documentazione e invenzione.
Nino Migliori. La dialettica del reale, indicativamente da settembre-ottobre 2026 a marzo 2027. Circa 120 fotografie celebrano il linguaggio neorealista di un maestro che nel 2026 compie cento anni.
Hôtel des États
Stefano Scherma. Ahora y siempre, dal 24 aprile al 26 luglio 2026. Un intenso progetto fotografico e multimediale dedicato ai desaparecidos e all’impegno delle Madres de Plaza de Mayo.
Enzo Massa Micon. La Leunna, dal 2 ottobre 2026 al febbraio 2027. Fotografie che collegano la luna alle montagne valdostane, con scatti di qualità scientifica certificata dalla NASA.
Chiesa di San Lorenzo
Marie-Rosalie D’Hérin Seris (1871-1956), dal 24 luglio 2026 a febbraio 2027. Prima monografia dedicata alla fotografa valdostana, valorizzando la fotografia storica conservata negli archivi del Brel.
Il programma, approvato con il parere favorevole della Commissione scientifica e coerente con la precedente mostra dedicata a Marc Chagall, rappresenta un chiaro segnale di continuità culturale e di ambizione territoriale. Le date di apertura restano indicative, ma il filo conduttore è la volontà di trasformare Aosta in un crocevia di esperienze artistiche, dove la storia della regione dialoga con la contemporaneità, e dove la fotografia, la pittura e le installazioni multimediali raccontano la Valle d’Aosta in tutta la sua complessità.
Con questo programma, Lavevaz imprime una visione strategica: cultura come motore identitario, ponte tra comunità e visitatori, e piattaforma per la crescita intellettuale di giovani e adulti. Ogni sede, ogni opera, ogni percorso espositivo diventa così parte di un progetto più ampio, che lega passato e futuro, radici locali e respiro internazionale, sotto la direzione attenta di chi vede nella cultura uno strumento concreto di coesione e sviluppo.