La notte di Crans-Montana ha mostrato in maniera tragica quanto possa essere fragile la sicurezza nei locali pubblici. Fuochi d’artificio e fiamme libere hanno trasformato una festa in un incendio che ha provocato vittime e feriti, lasciando la comunità scioccata. E se la tragedia ha colpito la Svizzera, la lezione arriva forte e chiara anche per l’Italia: la prevenzione non può più essere rimandata.
L’Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani (UNCEM) ha preso l’iniziativa di lanciare una campagna nazionale di sensibilizzazione. Non si tratta di imposizioni, ma di linee guida rivolte a Comuni, Comunità montane, gestori di locali e organizzatori di eventi. L’obiettivo è semplice: evitare che spettacoli pirotecnici o l’uso di fiamme libere possano provocare incidenti gravi.
Nei piccoli centri montani, dove feste e sagre rappresentano momenti di socialità imprescindibili, il rischio è concreto. Nei bar di paesi come Courmayeur o La Thuile, nei ristoranti alpini e nelle sale da ballo delle località turistiche, i gestori spesso usano piccole accensioni scenografiche per intrattenere i clienti. L’UNCEM invita a sostituire queste pratiche con alternative sicure, mentre nelle piazze i comuni vengono sollecitati a predisporre piani di sicurezza rigorosi.
Gli operatori del settore raccontano quotidianamente di feste organizzate con luci, torce e fontane luminose: “Non pensavamo potesse succedere a qualcuno vicino a noi – racconta un gestore di Aosta – ma vedere cosa è successo a Crans-Montana fa riflettere. Da ora in poi, le nostre manifestazioni saranno pianificate con molta più attenzione.” Anche i cittadini manifestano preoccupazione: chi frequenta locali per motivi di lavoro o svago chiede regole chiare e controlli efficaci, perché la sicurezza non può restare una variabile casuale.
Politicamente, l’iniziativa dell’UNCEM ha un significato chiaro. Non si limita a richiamare alla prudenza: promuove un modello di collaborazione tra enti locali e comunità, un coordinamento che unisce prevenzione tecnica, responsabilità politica e sensibilizzazione culturale. In pratica, ogni Comune e Comunità montana diventa custode della sicurezza pubblica, con il supporto di linee guida, formazione e strumenti operativi forniti dall’UNCEM.
La campagna nazionale coinvolge anche comunicazione e informazione: volantini, incontri pubblici, avvisi agli operatori dei locali e diffusione sui media locali e social. L’obiettivo è creare una rete di consapevolezza che permetta ai cittadini di partecipare alle feste senza correre rischi. Perché la lezione di Crans-Montana è semplice: la festa più bella è quella che si conclude senza incidenti e senza vittime.
In un’Italia che ogni anno vive eventi pubblici in piazze e locali, l’iniziativa dell’Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani si propone come faro di prevenzione. Non solo normativa e controlli, ma cultura della sicurezza e responsabilità condivisa. E in ogni locale, tra un brindisi e un applauso, sarà ricordato che la tragedia svizzera può essere uno stimolo per proteggere la vita di tutti.