CRONACA - 05 gennaio 2026, 10:53

Senza casa non c’è futuro. La Legge di Bilancio 2026 ignora l’emergenza abitativa anche in Valle d’Aosta

Dalla cancellazione dei fondi per l’affitto al ridimensionamento del Piano Casa, fino al caos delle locazioni turistiche brevi. La Legge di Bilancio 2026 volta le spalle al diritto all’abitare e i suoi effetti rischiano di essere ancora più pesanti in Valle d’Aosta, dove il mercato immobiliare è già sotto pressione. Il giudizio negativo del SUNIA e le ricadute sul territorio regionale

foto repertorio

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 da parte del Senato e il passaggio alla Camera ridotto a una formalità, il Governo conferma una linea che preoccupa anche la Valle d’Aosta: il tema della casa resta ai margini delle politiche pubbliche, nonostante un’emergenza che qui assume caratteristiche particolari e, in alcuni casi, più acute che altrove.

Il giudizio del SUNIA, il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, è netto e negativo. Secondo il segretario generale Stefano Chiappelli, la manovra ignora chi cerca una casa in affitto a prezzi sostenibili, chi attende da anni un alloggio di edilizia residenziale pubblica e chi rischia lo sfratto senza alcuna alternativa. Una fotografia che, in Valle d’Aosta, coincide sempre più spesso con la realtà quotidiana.

La mancata conferma per il 2026 del Fondo nazionale per il sostegno all’affitto, previsto dalla legge 431 del 1998, rischia di avere effetti devastanti in una regione dove il mercato è già ristretto e i canoni medi risultano spesso fuori portata per lavoratori, giovani coppie e famiglie monoreddito.

In Valle d’Aosta il problema non è solo il costo, ma anche la scarsità dell’offerta: molti alloggi vengono sottratti al mercato residenziale per essere destinati alle locazioni turistiche, mentre l’edilizia pubblica fatica a rispondere alle domande in lista d’attesa. Senza fondi di sostegno, il rischio è quello di un’espulsione silenziosa di residenti dai centri urbani e dai comuni più attrattivi.

Ancora più debole appare il rifinanziamento del Fondo per la morosità incolpevole, che resta ancorato alle risorse minime già stanziate negli anni precedenti. Uno strumento che, se rafforzato, potrebbe prevenire sfratti e conflitti, ma che così rischia di essere inefficace.

Sul fronte delle locazioni brevi, la Legge di Bilancio 2026 si limita a piccoli aggiustamenti fiscali che non affrontano il problema strutturale. Una scelta che pesa in modo particolare su territori turistici come la Valle d’Aosta, dove la diffusione degli affitti di breve durata incide direttamente sull’accesso alla casa per residenti e lavoratori stagionali.

La soluzione adottata dal Governo, mantenendo la cedolare secca per uno o due immobili e intervenendo solo dal terzo in poi, viene giudicata dal SUNIA insufficiente. Regioni e Comuni, anche alpini, chiedono da tempo strumenti normativi chiari per governare il fenomeno e tutelare l’equilibrio urbano e sociale. Richieste che, ancora una volta, restano inascoltate.

Deludente anche il capitolo dedicato al futuro Piano Casa, le cui risorse per il 2026 scendono a 100 milioni di euro, con altri 100 milioni per il 2027. Una cifra che difficilmente potrà produrre effetti concreti, soprattutto in territori montani dove i costi di costruzione e recupero del patrimonio edilizio sono più elevati.

A questo si aggiunge il ridimensionamento del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, con tagli che rischiano di penalizzare anche gli interventi di rigenerazione urbana, recupero degli edifici pubblici e riqualificazione dei quartieri più fragili. Ambiti strategici anche per la Valle d’Aosta, dove la rigenerazione del patrimonio esistente rappresenta spesso l’unica strada percorribile.

Un altro segnale negativo arriva dalla mancata proroga del bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Dal 2026 la detrazione straordinaria al 75% non sarà più disponibile, con un ritorno all’aliquota ordinaria. Una scelta che colpisce in modo particolare anziani e persone con disabilità, in una regione caratterizzata da edifici spesso datati e non sempre accessibili.

Il messaggio che arriva dalla Legge di Bilancio 2026 è chiaro: la casa non è una priorità per il Governo. Ma in una regione autonoma come la Valle d’Aosta, questo vuoto rischia di diventare ancora più evidente.

Il giudizio del SUNIA suona quindi anche come un monito alle istituzioni regionali: senza un impegno politico forte, senza risorse dedicate e senza una strategia che tenga conto delle specificità locali, il diritto all’abitare rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi.

Perché, anche sotto il Monte Bianco, senza un tetto sulla testa non c’è autonomia che tenga. E senza casa, semplicemente, non c’è futuro.

je.fe.