Edoardo Giribaldi – VN
I canti e i colori del Natale continuano ancora per qualche giorno ad abitare i cuori di molti. Le luci non si sono ancora spente, le melodie risuonano nella memoria. Eppure c’è chi questa festa l’ha attraversata nel buio e nel silenzio. Sono tanti bambini, in molte parti del mondo, privati persino dei diritti più elementari, il cui “gemito silenzioso” diventa il grido che più di tutti non può rimanere inascoltato.
Ai “piccoli” Papa Leone XIV dedica il Concerto di Natale della Cappella Musicale Sistina, tenutosi questa sera, 3 gennaio, nella suggestiva cornice degli affreschi di Michelangelo.
La meditazione del Natale, afferma il Pontefice rivolgendosi ai partecipanti al termine dell’evento, si delinea anche attraverso il “linguaggio della musica e del canto”, capace di parlare tanto alla mente quanto al cuore.
Ad esprimerlo sono le voci del coro, antico di oltre 1500 anni, diretto dal maestro monsignor Marcos Pavan, insieme al Maestro dei Pueri, le voci bianche, Michele Marinelli, entrambi ringraziati da Leone XIV.
“Non c’è Natale senza canti”, riconosce poi il Pontefice, evidenziandone le diverse declinazioni a seconda delle lingue e delle nazioni. Un aspetto quasi naturale, dal momento che il racconto evangelico riporta come, nel momento in cui Maria diede alla luce Gesù, “gli angeli in cielo cantavano: ‘Gloria a Dio e pace in terra’”.
Gli “spettatori” di quelle melodie giubilanti, di quel primo “concerto di Natale”, furono i pastori di Betlemme, i quali, sempre secondo il Vangelo, “se ne tornarono lodando e ringraziando Dio”, forse – ama pensare il Papa – “cantando e magari suonando qualche flauto rudimentale”.
Ma la “musica celeste”, quella notte, risuonò anche in un luogo più raccolto e “sensibilissimo”: il cuore di Maria.
Impariamo da lei ad ascoltare nel silenzio la voce del Signore, per seguire fedelmente la parte che Lui ci affida nello spartito della vita.
Una contemplazione di luce che si fa vicina a quella silenziosa, ma dolorosa, dei “bambini che, in tante parti del mondo, hanno vissuto questo Natale senza luci, senza musiche, senza nemmeno il necessario per la dignità umana e senza pace”.
Il Signore, al quale abbiamo voluto elevare stasera i nostri canti di lode, ascolti il gemito silenzioso di questi piccoli e doni al mondo, per intercessione della Vergine Maria, giustizia e pace.
È il Pontefice stesso, al termine del suo saluto, ad intonare il canto del Padre Nostro, seguito da tutti i presenti in Cappella Sistina.
Nell’intervento che precede l’inizio del concerto, monsignor Pavan ringrazia il Pontefice per la sua presenza, definita un onore e un incoraggiamento nel prosieguo del servizio “che da 1500 anni i cantori pontifici svolgono al successore di Pietro”.
Il programma spazia nell’intera produzione polifonica sacra, dal canto gregoriano alle opere di Giovanni Pierluigi da Palestrina, del quale vengono eseguiti due mottetti: Dies Sanctificatus e Hodie Christus Natus Est.
Vengono inoltre omaggiati due maestri emeriti della Cappella Musicale Sistina: Giuseppe Liberto, con Magnum Nomen Domini, e Domenico Bartolucci, con Puer Natus in Bethlehem e Christus est qui natus hodie.
Seguono O Magnum Mysterium del compositore spagnolo del tardo Rinascimento Tomás Luis de Victoria e Quem vidistis, pastores, dicite di Francis Poulenc. Viene poi eseguito Quem pastores laudavere del compositore statunitense James Bassi.
A conclusione del concerto, tre celebri brani della tradizione natalizia: Astro del ciel, Tu scendi dalle stelle attribuito a sant’Alfonso Maria de’ Liguori e Adeste fideles.