ATTUALITÀ - 04 gennaio 2026, 20:13

Valle d’Aosta fragile: tra ghiacciai in ritirata, frane e alluvioni cresce l’urgenza di una nuova cultura del rischio

Il territorio alpino valdostano cambia più in fretta di quanto si riesca a raccontare. Il progetto “Sicuri Insieme” di Cittadinanzattiva prova a rimettere al centro la consapevolezza dei cittadini, la memoria degli eventi e la prevenzione come responsabilità collettiva

La Valle d’Aosta non è mai stata una terra semplice. Montagna, pendenze, ghiaccio e acqua hanno sempre imposto rispetto e attenzione. Oggi però qualcosa è cambiato, e non solo nella percezione. Il cambiamento climatico sta accelerando processi noti, rendendoli più violenti e frequenti, e costringendo istituzioni e cittadini a interrogarsi su come convivere con un rischio che non è più episodico, ma strutturale.

È dentro questo scenario che si inserisce il contributo di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta al progetto nazionale “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva APS e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un percorso avviato ufficialmente durante l’VIII Congresso nazionale dell’associazione, svoltosi a Roma il 27 e 28 giugno, che ha messo al centro alcune delle grandi questioni sociali del nostro tempo: il governo dei rischi, la tutela dei cittadini nelle emergenze e il valore della partecipazione civica.

Elisabetta Anrò e Beatrice Somaglia, entrambe responsabili per la rete valdostana di Cittadinanzattiva, con al centro la Presidente di Cittadinanzattiva

«Sicuri Insieme nasce con l’obiettivo di coinvolgere attivamente le comunità locali nel governo dei rischi del territorio», spiegano dalla rete valdostana di Cittadinanzattiva. Un obiettivo ambizioso, che punta a costruire «una cultura della prevenzione fondata sulla conoscenza, sulla memoria degli eventi e sulla collaborazione tra cittadini, attivisti e istituzioni». Parole che, lette alla luce degli ultimi anni, suonano meno come uno slogan e più come una necessità.

La Valle d’Aosta partecipa al progetto nell’ambito dell’azione A3, dedicata alla tutela nelle emergenze, con un lavoro che mette insieme formazione, analisi della memoria storica delle criticità territoriali e coprogettazione di strumenti concreti utili ai cittadini. «L’analisi della fragilità del territorio valdostano – tra ritiro dei ghiacciai, dissesti idrogeologici e alluvioni sempre più frequenti – vuole contribuire a rendere i cittadini più consapevoli e protagonisti nella prevenzione», sottolineano la responsabile della Rete Ambiente CA VdA Elisabetta Anrò e la segretaria regionale Mariagrazia Vacchina.

I numeri, del resto, parlano chiaro. I ghiacciai valdostani, vere sentinelle del clima, stanno scomparendo sotto i nostri occhi. I dati del Catasto Ghiacciai della Valle d’Aosta, curato da Fondazione Montagna Sicura e ARPA VdA, raccontano una perdita del 22 per cento della superficie glaciale in poco più di vent’anni: dai 216 ghiacciai censiti nel 1999 si è passati ai 175 del 2020, con una riduzione di circa 34 chilometri quadrati. Nemmeno annate con nevicate abbondanti riescono più a cambiare la tendenza. Nel biennio 2024–2025, nonostante un innevamento superiore alla media, i ghiacciai monitorati hanno continuato a perdere massa e ad arretrare.

Il ghiacciaio del Pré de Bar, in Val Ferret, è diventato uno dei simboli di questa crisi. Un luogo che, da risorsa e attrazione, si è trasformato in un osservatorio permanente del cambiamento climatico. Ma il ritiro dei ghiacci non resta confinato in quota: innesca effetti a catena sulla stabilità dei versanti, sulla formazione di laghi glaciali potenzialmente pericolosi, sulla disponibilità di acqua e sul rischio idrogeologico a valle.

Le alluvioni che hanno colpito la regione negli ultimi decenni sono lì a ricordarlo. Dall’evento drammatico dell’ottobre 2000 alle crisi del 2013 e del 2014, fino agli episodi più recenti del 2024–2025, la Valle d’Aosta ha conosciuto emergenze sempre più ravvicinate, con evacuazioni, danni ingenti e ripetute richieste di stato di emergenza nazionale. Eventi che, un tempo, venivano definiti “eccezionali” e che oggi rischiano di diventare la nuova normalità.

Nel frattempo, la Regione ha rafforzato sistemi di monitoraggio, cartografie del rischio e strumenti di allerta. Un lavoro tecnico indispensabile, ma che da solo non basta. «In un territorio montano, dove il rischio zero non esiste, la prevenzione passa anche dalla consapevolezza diffusa», osservano da Cittadinanzattiva. Conoscere il territorio, ricordare ciò che è accaduto, sapere come comportarsi prima e durante un’emergenza diventa parte integrante della sicurezza collettiva.

In questo percorso si inserisce anche il ruolo di Legambiente, presente da oltre quarant’anni come sentinella ambientale. Attraverso iniziative come la Carovana dei Ghiacciai, l’associazione ha contribuito a rendere visibile ciò che spesso resta astratto: il cambiamento climatico che incide sui paesaggi alpini, sui modelli turistici, sulle scelte infrastrutturali ed energetiche e, in definitiva, sulla qualità della vita delle comunità locali.

Conoscere, ricordare e agire insieme. È questa, in fondo, la strada indicata dal progetto “Sicuri Insieme”. Perché la Valle d’Aosta del futuro non potrà permettersi né il fatalismo né l’improvvisazione. Servono responsabilità condivise, partecipazione attiva e una visione che tenga insieme ambiente, sicurezza e cittadinanza. La montagna continua a parlare: sta a noi decidere se ascoltarla davvero.

pi.mi.