La tragedia che ha colpito Crans-Montana ha immediatamente superato i confini amministrativi e nazionali, riportando al centro un dato che sulle Alpi non è mai retorico: la solidarietà è un fatto concreto, prima ancora che un principio. Fin dalle prime ore successive all’evento, la Valle d’Aosta ha manifestato la propria vicinanza al Canton Vallese, attivando canali di collaborazione operativa e istituzionale che, a distanza di giorni, non si sono interrotti ma anzi si stanno strutturando.
La Presidenza della Regione ha confermato il proseguimento di una collaborazione fattiva con il sistema delle emergenze vallesano, in stretto raccordo con il Dipartimento nazionale della Protezione civile. Un impegno che non si è limitato alla fase dell’emergenza immediata, ma che guarda ora alla gestione delle conseguenze umane e psicologiche della tragedia.
In questo quadro si inserisce l’attivazione dell’Associazione Psicologi per i Popoli, chiamata a fornire supporto alle persone coinvolte e ai familiari delle vittime. Nella giornata di oggi, venerdì 2 gennaio 2026, quattro psicologi della Sezione Valle d’Aosta sono partiti alla volta del Vallese, utilizzando un veicolo messo a disposizione dalla Protezione civile regionale. Un intervento mirato, che riconosce come l’emergenza non si esaurisca con la messa in sicurezza dei luoghi, ma prosegua nel tempo, soprattutto sul piano emotivo e relazionale.
Sempre oggi, il Capo della Protezione civile regionale, Valerio Segor, insieme ai rappresentanti del Dipartimento nazionale di Protezione civile, partecipa a Sion a un incontro istituzionale di alto livello tra il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e le autorità elvetiche. Un passaggio politico e operativo fondamentale per fare il punto della situazione, condividere le informazioni disponibili e programmare le prossime azioni congiunte.
La delegazione si recherà successivamente a Crans-Montana, dove sono previsti incontri con i familiari delle persone coinvolte. Un gesto che va oltre il protocollo e che restituisce il senso profondo della cooperazione transfrontaliera: non solo coordinamento tra apparati, ma presenza concreta, ascolto e accompagnamento.
Ad oggi, il bilancio dell’intervento valdostano si misura dunque su più livelli: la rapidità della risposta, la qualità del supporto offerto, la capacità di inserirsi in un contesto internazionale con competenza e discrezione. In un momento segnato dal dolore, la collaborazione tra Valle d’Aosta e Vallese conferma che le Alpi non dividono, ma uniscono, soprattutto quando si tratta di condividere responsabilità, solidarietà e umanità.
La tragedia di Crans-Montana ha causato un bilancio gravissimo: almeno 47 persone hanno perso la vita e 112 sono rimaste ferite a seguito di una violenta esplosione che ha distrutto un bar nel centro della rinomata località sciistica svizzera.
L’esplosione è avvenuta intorno all’1.30 di notte, durante i festeggiamenti per il Capodanno, all’interno del bar “Le Constellation”, un locale molto frequentato che può ospitare fino a 400 persone. Al momento dell’incidente all’interno si trovavano circa 100 clienti. L’onda d’urto ha provocato il crollo parziale della struttura, generando panico e una situazione di emergenza estremamente complessa.
Tra le vittime e i feriti figurano anche cittadini italiani. Secondo quanto comunicato dal ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, 13 ragazzi italiani sono ricoverati in ospedale: 5 versano in condizioni gravi per ustioni, 2 sono ricoverati in Svizzera in prognosi riservata e 3 sono stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano. Restano inoltre 6 dispersi, per i quali proseguono le ricerche.
Le operazioni di soccorso sono state immediate e imponenti, con il coinvolgimento dei servizi di emergenza svizzeri e il supporto internazionale. Le autorità stanno lavorando senza sosta per chiarire le cause dell’esplosione, mentre resta altissima l’attenzione sul fronte sanitario e psicologico per i sopravvissuti e i familiari delle vittime.
Alla tragedia hanno fatto seguito numerosi messaggi di cordoglio. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la vicinanza dell’Italia alle famiglie colpite e alle autorità elvetiche, così come le principali istituzioni italiane ed europee, sottolineando il dolore condiviso per una tragedia che ha colpito nel cuore una notte di festa.