È una serata che lascia il segno quella vissuta dalle forze dell’ordine in Valle d’Aosta, tra Cogne e Aosta, con due interventi distinti ma accomunati da un epilogo di violenza. Il caso più grave si è verificato nel comune di Cogne, dove un carabiniere è stato investito durante un’operazione di soccorso ed è ora ricoverato in pericolo di vita all’ospedale regionale “Parini”.
L’episodio è avvenuto lungo la strada regionale, dove una pattuglia della stazione dei carabinieri di Cogne era intervenuta per aiutare una donna di 41 anni, di origine francese, rimasta in panne con la propria auto elettrica. Dopo averle fornito assistenza e rimesso in moto il veicolo, i militari avevano invitato la conducente a seguirli in una piazzola di sosta vicina, così da permettere la ricarica della batteria in sicurezza.
Ma mentre i carabinieri si avvicinavano a piedi all’auto per continuare a prestare supporto, la donna ha improvvisamente avviato la marcia, investendo uno dei militari e tentando poi di travolgerne un secondo. L’impatto è stato violento. Il carabiniere colpito è stato immediatamente soccorso e trasferito d’urgenza all’ospedale “Parini” di Aosta, dove è stato ricoverato in condizioni giudicate gravissime. La conducente è stata arrestata e, dai primi accertamenti, risulterebbe affetta da patologie psichiche. Le indagini sono in corso per chiarire nel dettaglio la dinamica e le responsabilità dell’accaduto.
Poche ore prima, un altro intervento aveva già messo a dura prova gli agenti sul territorio, questa volta nel capoluogo regionale. Intorno alle 20, ad Aosta, una pattuglia della Polizia è intervenuta per sedare un litigio scoppiato in strada tra una donna di 26 anni, residente in città, e un suo conoscente. All’arrivo degli agenti, la situazione è rapidamente degenerata: la giovane ha iniziato a insultare i poliziotti, per poi passare alle vie di fatto, colpendoli con calci e pugni.
Il bilancio è di due agenti feriti: uno ha riportato lesioni giudicate guaribili in quindici giorni, l’altro in quattro. La donna è stata arrestata con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e denunciata anche per oltraggio e lesioni. Attualmente si trova agli arresti domiciliari e per la giornata di domani è fissata l’udienza di convalida dell’arresto.
Due episodi diversi, contesti differenti, ma un dato comune che emerge con forza: chi indossa una divisa continua a trovarsi sempre più spesso a fronteggiare situazioni imprevedibili e ad alto rischio, anche durante interventi di routine o di semplice assistenza. Una realtà che riporta al centro il tema della sicurezza degli operatori e della crescente tensione che attraversa anche territori tradizionalmente percepiti come tranquilli.