È Renzo Testolin, 57 anni, il nuovo Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, peraltro confermato. L’elezione è avvenuta nella seduta del Consiglio Valle di giovedì 6 novembre 2025, dove il consigliere dell’Union Valdôtaine ha ottenuto 21 voti favorevoli, a fronte di 7 schede bianche, 5 nulle, 1 voto a Laurent Viérin e 1 a Marco Carrel.
Testolin, originario di Aymavilles e di professione consulente finanziario, è una figura di lunga esperienza amministrativa e politica. Dopo gli esordi come consigliere e assessore comunale nel suo paese, ha consolidato un profilo di amministratore pragmatico e attento alle tematiche economiche e territoriali.
Entrato per la prima volta in Consiglio regionale nel 2013, è stato confermato nel 2018 e nel 2020, ricoprendo ruoli chiave nelle Giunte successive. Il suo primo mandato da presidente risale al 2 marzo 2023, quando raccolse l’eredità di un periodo politico complesso, guidando la Regione fino alla fine della legislatura.
Alle elezioni del 28 settembre 2025, Testolin è risultato il più votato tra i 35 eletti, con 3.808 preferenze, un segnale di consenso popolare che ne ha rafforzato la leadership all’interno dell’Union Valdôtaine.
La sua rielezione segna la volontà del nuovo Consiglio di puntare su stabilità e continuità, in un momento in cui la Valle d’Aosta è chiamata a gestire dossier cruciali: la riforma dell’autonomia, la programmazione dei fondi europei, il rilancio del sistema sanitario e la sfida della transizione energetica con CVA come attore strategico.
Nel suo intervento dopo il voto, Testolin ha richiamato l’importanza di «un governo coeso e responsabile, capace di mettere al centro i valdostani, le comunità locali e la tutela della nostra specialità».
Con la sua elezione, l’Union Valdôtaine riafferma il proprio ruolo centrale nello scenario politico regionale, mentre si delinea una nuova fase di equilibrio tra le forze autonomiste e civiche in Consiglio Valle.
Il ritorno di Renzo Testolin alla presidenza è anche il simbolo di una Valle d’Aosta che cerca solidità e concretezza, in un contesto politico che, dopo anni di frammentazione, sembra voler ritrovare una rotta condivisa.