Dal 5 al 7 settembre 2025, il Colle del Gran San Bernardo si è trasformato in un crocevia di idee e di incontri. Le giornate di studio intitolate «Là où naissent les horizons. Voyages, savoirs et rencontres au Grand-Saint-Bernard» hanno visto confrontarsi studenti valdostani e universitari, ricercatori provenienti dall’Italia e dalla Francia, rappresentanti culturali e istituzionali.
L’iniziativa è stata ideata da Corrado Jordan, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle e rappresentante della Fondation Barry, insieme a Federica Locatelli e Monica Lucioni dell’Università della Valle d’Aosta.
«Portare i nostri giovani studenti per tre giorni al Colle del Gran San Bernardo a confrontarsi con la storia, la letteratura, la cultura e le tradizioni dei nostri territori è stato molto interessante. I partecipanti hanno scoperto l’immenso patrimonio materiale e immateriale che può e deve essere valorizzato anche in ambito accademico e culturale», ha sottolineato Corrado Jordan.
Corrado Jordan
Un programma intenso ha accompagnato i partecipanti: conferenze sul Colle come luogo di passaggio e di orizzonti (Marie-Bénédicte Diethelm, Alain Guyot, Monica Lucioni e Laura Grivon), la presentazione delle preziose archives de l’Hospice da parte del prévôt Jean-Pierre Voutaz e delle Archives historiques régionales d’Aoste con Roberto Willien, una passeggiata commentata sulla storia e la geografia del Colle, fino alla visita al museo dell’Hospice e all’incontro con i cani San Bernardo della Fondation Barry guidata da Jordan stesso. Non è mancata, infine, la degustazione di prodotti locali della Valle d’Aosta.
Politica culturale, cultura politica
Jordan ha voluto rimarcare il valore di queste giornate non come evento isolato, ma come vero e proprio investimento politico e culturale:
«Promuovere la cultura, promuovere lo studio della nostra identità da parte di studenti per la maggior parte provenienti da regioni limitrofe ci dimostra che dobbiamo investire in maniera sistemica e sinergica, superando le divisioni settoriali che spesso diventano un limite, e creando opportunità di valorizzazione per l’intera regione», ha spiegato.
Il legame con il territorio diventa così strumento di formazione e, al tempo stesso, di azione politica:
«Anche questo è fare politica, è promuovere la nostra identità, i nostri valori e il nostro territorio», ha concluso Jordan, offrendo una chiave di lettura che fonde cultura e impegno istituzionale.
Horizons qui ne s’arrêtent pas
Dans un monde dominé par la vitesse, le col a rappelé sa vocation ancestrale : celle d’un refuge propice à la réflexion, au dialogue et à la découverte.
L’expérience a été pour les jeunes un apprentissage intellectuel et historique, rythmé par la découverte du paysage et de la culture. Comme l’a dit le prieur des chanoines du Grand-Saint-Bernard, José Mittaz :
«Les horizons ne s’arrêtent pas, ils commencent», une phrase qui résume parfaitement l’esprit de cette aventure humaine et intellectuelle.
Une première édition qui fait école
Questa prima edizione è stata resa possibile dal sostegno di un ampio partenariato: Association Pro Grand-Saint-Bernard, Conseil régional de la Vallée d’Aoste, Université de la Vallée d’Aoste, Assessorat aux activités et aux biens culturels, Fondation Barry du Grand-Saint-Bernard, Chaire Senghor de la Francophonie, Comune e Proloco di Saint-Rhémy-en-Bosses e il gruppo di ricerca in littérature de voyage NAVIRE.
Un mosaico di realtà che dimostra come la Valle d’Aosta possa essere non solo luogo di transito, ma laboratorio d’idee, capace di mettere in rete memoria e futuro.