Sul campo sportivo di Sarre l’aria si riempie di grida e di risate, ma anche di concentrazione e disciplina. Qui prende forma il progetto “Metaa! Il Rugby come stile di vita”, promosso dal SerD e dall’ASD Stade Valdotain. Non è solo sport: è reinserimento sociale, è crescita personale. «Il rugby è molto più di una palla e di due pali», spiega il Presidente Francesco Fida. «Insegna lealtà, solidarietà, rispetto delle regole e dell’avversario, lavoro di squadra e autocontrollo. È un mezzo potente per il recupero sociale».
Gli allenamenti sono guidati dal tecnico German Parra insieme a un’educatrice e a una psicoterapeuta del SerD. Ogni esercizio è un’occasione per confrontarsi, riflettere e sperimentare la collaborazione. «Le persone affette da dipendenza vivono spesso in solitudine», sottolinea il Direttore del SerD, Dottor Gerardo Di Carlo, «lo sport diventa un ponte verso il mondo e verso l’altro». E infatti, non si tratta solo di passaggi e placcaggi: ogni movimento sul campo è integrato a momenti di riflessione, laboratori e discussioni guidate, con attenzione costante alla crescita individuale e collettiva.
Non mancano momenti di socialità e divertimento, pensati per rinforzare il senso di comunità. Dalle pizzate alla Comunità Terapeutica La Svolta alle grigliate di Asado al campo, i pazienti hanno l’occasione di condividere esperienze con allenatori, dirigenti e rappresentanti della FIR. «Il progetto è pensato per creare motivazione e appartenenza», racconta Parra, «non solo per insegnare sport, ma per far crescere persone».
Il percorso dimostra quanto lo sport possa essere uno strumento educativo potente: sul campo si impara a rispettare gli altri, a gestire le emozioni e a misurarsi con regole comuni. L’attività fisica diventa occasione di consapevolezza corporea, mentre la socialità rafforza legami, fiducia e autonomia. «Partecipare agli allenamenti, condividere impegno e regole è una preziosa opportunità di salute e di nuove motivazioni», riprende Di Carlo, ricordando come il rugby possa fungere da palestra di vita.
In questo contesto, la palla ovale non è più solo un oggetto di gioco: diventa simbolo di riscatto, di integrazione, di speranza. È la testimonianza concreta che il reinserimento sociale passa anche dalla disciplina, dalla condivisione e dalla capacità di affrontare le sfide insieme. Come sottolinea Fida, «il rugby è uno strumento per crescere come individui e come comunità».
Ed è proprio così: tra placcaggi, passaggi e mete, il progetto “Metaa!” dimostra che il futuro si costruisce con valori condivisi, fatica e sorrisi. Come direbbero i francesi, «Le sport est un langage universel qui ouvre des portes vers la vie».