Si è chiusa ad Aosta un’estate speciale, che ha lasciato dietro di sé sorrisi, abbracci e nuove amicizie. La prima edizione del centro estivo sportivo promosso dall’associazione AVP Onlus ha regalato ai ragazzi con disabilità e alle loro famiglie un’esperienza indimenticabile. Un’iniziativa gratuita, resa possibile da una rete di solidarietà che ha unito istituzioni, volontari e club service, e che ha trasformato lo sport in un’occasione di crescita umana e relazionale.
“Non volevamo solo proporre attività fisiche – spiega Egidio Marchese – ma creare un ambiente in cui gioco e socialità diventassero strumenti per crescere insieme, per sentirsi parte di una comunità. Il risultato è andato oltre le nostre aspettative: un’estate indimenticabile, fatta di autonomia ritrovata e di legami autentici”.
Il progetto ha avuto la forza di coinvolgere tutti: il sostegno del Dipartimento Politiche Sociali della Regione Valle d’Aosta, il contributo generoso di Rotary Club Aosta, Rotary Courmayeur Valdigne, Inner Wheel Aosta Centenario e Rotaract, oltre alla disponibilità dell’Istituzione Isit Manzetti che ha messo a disposizione i suoi spazi. Una sinergia che ha reso possibile un programma ricco e variegato, capace di andare oltre l’attività sportiva.
I ragazzi hanno provato l’arrampicata e la palestra Disval, pedalato con l’associazione Lupi di Sarre, vissuto una giornata al Golf Club Arsanìère di Gignod, praticato Yoga per ritrovare equilibrio e concentrazione. Hanno incontrato l’infettivologa Silvia Carla Maria Magnani, sperimentato la Pet Therapy, creato con le mani nei laboratori artigianali. Hanno camminato nella natura con le Guide Alpine, visitato il Centro Lontre di Valsavarenche e quello del Parco del Gran Paradiso a Chanavey, fino a toccare con mano la realtà agricola della Fondazione Ollignan e quella civile dei Vigili del Fuoco.
“Tutti, dai partner alle famiglie, hanno reso questo progetto un’esperienza condivisa – sottolinea Marchese –. I volontari hanno avuto un ruolo fondamentale: ragazzi e ragazze che si sono messi a disposizione con semplicità e cuore, diventando compagni di gioco e di vita. La loro presenza ha permesso la nascita di relazioni spontanee, quelle che valgono più di qualsiasi programma educativo”.
La filosofia inclusiva dell’associazione AVP, coltivata da anni, ha trovato qui la sua espressione più compiuta: un approccio personalizzato, attività modellate sui bisogni di ciascun partecipante, il dialogo continuo con le famiglie, considerate parte integrante del percorso. Non un centro “per” ma un centro “con”: insieme, in un cammino di autonomia e fiducia.
Alla fine dell’estate, la festa conclusiva ha restituito il senso pieno di questo viaggio: la gioia di chi ha vinto le proprie paure, la serenità di chi ha scoperto nuovi amici, la gratitudine di genitori che hanno trovato nella comunità un alleato prezioso. “Abbiamo dimostrato che lo sport non è competizione, ma condivisione – conclude Marchese –. Qui nessuno è rimasto indietro. Ed è questo il dono più grande”.
Un modello virtuoso, che ha dato alla Valle d’Aosta un esempio concreto di come solidarietà e impegno sociale possano abbattere barriere e costruire futuro.