ATTUALITÀ POLITICA - 10 agosto 2025, 11:55

Ghiacciai, mobilità e futuro: la posizione di Christian Sarteur sul collegamento Ayas-Valtournenche

Tra paure ancestrali e nuove opportunità, il coordinatore di Pays d’Aoste Souverain prende posizione a favore del collegamento che attraversa il Vallone di Cime Bianche, in un dibattito acceso tra ambientalisti e amministratori

Mentre nelle pieghe della Valle d’Aosta si alzano scudi contro il progetto del collegamento tra Ayas e Valtournenche, Christian Sarteur, coordinatore di Pays d’Aoste Souverain e candidato nella lista dell’Union Valdôtaine alle prossime regionali, rompe gli indugi: “Il collegamento è un’opportunità da non perdere, un investimento nel futuro delle nostre valli, che deve essere portato avanti con serietà e rispetto dell’ambiente.”

Il racconto dei ghiacciai, continua Sarteur, “è sempre stato ambivalente. C’è stato un tempo in cui l’avanzata dei ghiacciai incuteva terrore, descritti come dragoni pronti a inghiottire villaggi e baite. Le processioni erano l’unica speranza contro questa furia naturale. Ma durante le fasi di ritiro, come l’optimum climatico, i ghiacciai aprivano nuove possibilità: più pascoli, coltivazioni in quota e la possibilità di vivere stabilmente in montagna.”

Oggi, il rapido scioglimento dei ghiacci non può essere sottovalutato. “Il cambiamento climatico è un campanello d’allarme che impone di ripensare il nostro rapporto con la montagna. Ma questo non significa chiudersi al progresso: il ritiro dei ghiacciai può rappresentare l’occasione per sviluppare una mobilità green, collegamenti più sostenibili tra vallate, che sostituiscano il traffico pesante e l’inquinamento.”

Sarteur porta l’esempio di Ayas, “un comune che ha saputo trasformare le sfide in opportunità: qualità della vita elevata, programmazione lungimirante e un trend positivo di nascite – 16 nuove famiglie solo nell’ultimo anno – segnali di un’area che guarda avanti.”

Non tutte le realtà però sono uguali: “Nei comuni stretti dentro i confini del Parco del Gran Paradiso, dove lo sviluppo è rigidamente bloccato, si assiste a un declino demografico preoccupante. Qui la gente se ne va, le nascite sono scarse, e il rischio è trasformare le comunità in musei viventi di una cultura che non riesce più a evolversi.”

Sarteur non nasconde la necessità di una scelta coraggiosa: “Sta a noi decidere se subire passivamente i cambiamenti o sfruttarli come una spinta per innovare. Le montagne sono sempre state capaci di adattarsi, e questa volta il futuro dipende dalla capacità di bilanciare tutela ambientale e sviluppo.”

In chiusura, il coordinatore di Pays d’Aoste Souverain rivolge un monito: “L’immobilismo sarebbe la fine di una cultura e di una società intera. Noi dobbiamo invece cogliere questa occasione per costruire un domani migliore.”

«Face aux défis climatiques et au déclin démographique, il nous appartient de choisir : rester figés dans le passé ou embrasser l’avenir avec audace. Nos montagnes méritent un futur où protection et innovation marchent main dans la main.»