Sono circa 250 i lavoratori valdostani direttamente occupati nei punti vendita Carrefour, e guardano con crescente preoccupazione all’operazione di cessione del gruppo, oggetto dell’incontro che si è svolto il 30 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sul tavolo, la vendita di Carrefour Italia al fondo NewPrinces Group e le sue conseguenze occupazionali per i 24.000 addetti coinvolti a livello nazionale, tra dipendenti diretti, in franchising e in appalto.
“Il nostro obiettivo – spiega Raffaele Statti, segretario regionale UILTuCS UIL Valle d’Aosta – è quello di ottenere finalmente chiarezza su ciò che accadrà ai lavoratori valdostani. L’azienda continua a diffondere informazioni parziali, quando invece servirebbe un piano serio, trasparente e condiviso.” Parole nette, che riflettono una frustrazione diffusa anche tra i delegati sindacali presenti al tavolo ministeriale, convocato dopo settimane di mobilitazione.
All’incontro erano presenti le tre sigle nazionali del settore: FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTuCS UIL. Tutte hanno espresso una posizione comune: sì al confronto, ma solo a partire da un piano industriale completo e condiviso.
Nel mirino non c’è solo la mancanza di un documento ufficiale, ma anche la strategia comunicativa adottata finora dalla nuova proprietà. “Non possiamo accettare – aggiunge Statti – che i lavoratori vengano a conoscenza dei propri destini attraverso comunicati stampa o indiscrezioni giornalistiche. Questo non è rispetto, né per le persone, né per le istituzioni.”
La Valle d’Aosta, pur rappresentando un mercato piccolo nel quadro complessivo, è toccata in modo diretto e profondo da ogni cambiamento nella rete Carrefour. La grande distribuzione è infatti uno dei pochi settori capaci di assorbire occupazione stabile sul territorio, e ogni taglio o ristrutturazione ha ricadute immediate su famiglie e comunità locali.
Il Ministero, da parte sua, ha riconosciuto l’importanza della vertenza e si è impegnato ad attivarsi nei confronti sia del gruppo cedente (Carrefour), sia del gruppo subentrante (NewPrinces Group), affinché venga finalmente presentato un piano industriale ufficiale e dettagliato.
“Ci aspettiamo che non ci si limiti a generiche rassicurazioni – conclude Statti – ma che venga tracciata una traiettoria chiara, fatta di investimenti, tutela dell’occupazione e rilancio vero della rete commerciale. La Valle d’Aosta non è terra di scarti: anche qui servono visione e rispetto.”
Nel frattempo, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS UIL restano in stato di allerta e ribadiscono la necessità di un confronto reale, che dia voce ai territori e non li releghi al ruolo di spettatori passivi in una trattativa dai contorni ancora troppo nebulosi.