CRONACA - 27 luglio 2025, 14:07

Ricchezza per pochi, povertà per tanti

Lo studio ABI annuncia famiglie italiane solide e ricche. Ma nella realtà aumentano le disuguaglianze, gli anziani rinunciano a curarsi e le buste paga non reggono l'inflazione. Quando la statistica diventa fumo negli occhi. E il Governo applaude

"Le famiglie italiane sono tra le più solide d’Europa", titola oggi lo studio ABI. Ma la domanda è: solide per chi?"
Perché se da una parte si festeggia una ricchezza netta pari a 8 volte il reddito disponibile, dall’altra continuano a moltiplicarsi i casi di anziani che rinunciano alle cure sanitarie per motivi economici, famiglie che tagliano sul cibo o sul riscaldamento, giovani con stipendi da fame che non possono neanche pensare a un mutuo. E allora chi se la tiene tutta questa ricchezza?

Lo studio dell’Associazione Bancaria Italiana, basato su dati BCE, racconta che nel 2024 le famiglie europee hanno raggiunto 70.200 miliardi di euro di ricchezza netta, con l’Italia che da sola pesa per il 16% del totale. Un dato che impressiona, ma non fotografa affatto la condizione reale della maggioranza degli italiani. Perché la media, come sappiamo, spesso è una trappola: se uno mangia due polli e l’altro nessuno, la statistica dice che ne hanno mangiato uno a testa.

In realtà, la ricchezza si concentra sempre più in poche mani, e lo stesso ABI ce lo fa intuire: la componente principale è il patrimonio immobiliare (43,9%), seguito da partecipazioni imprenditoriali e liquidità. Tutte voci che parlano della ricchezza accumulata nel tempo, non certo della vita quotidiana di chi non riesce a far quadrare i conti tra bollette, inflazione e salari bloccati.

Il Governo centrale, invece di leggere tra le righe, si compiace. Non una parola su come redistribuire questa ricchezza, su come garantire accesso alle cure sanitarie, o sostenere i redditi medio-bassi. Solo sorrisi di facciata e un trionfalismo fuori tempo massimo. In compenso, si tagliano i fondi alla sanità pubblica e si rinvia ogni riforma strutturale del fisco.

Eppure, i segnali di allarme sono ovunque: quasi 6 milioni di italiani in povertà assoluta, 4.000 persone solo in Valle d'Aosta, consumi alimentari in calo, il boom dell'usura e del gioco d’azzardo tra le fasce più fragili. Altro che solidità patrimoniale: questa è la fotografia di un Paese economicamente sdoppiato, dove una parte galleggia e l’altra affonda, nell’indifferenza di chi governa.

Mais rassurez-vous : les statistiques vont bien. Ce sont seulement les gens qui vont mal. Même dans notre Petite Patrie, où plus de 4.000 personnes vivent en situation de pauvreté absolue et où les demandes d’aide alimentaire ne cessent d’augmenter, on préfère célébrer la solidité du patrimoine plutôt que regarder en face la précarité croissante. Quand les chiffres brillent, les consciences dorment.

pi.mi.