Che poi, a ben guardare, questa storia delle preferenze multiple sa un po’ di buffet politico: prendi quel che vuoi, ma non aspettarti una cena vera. E infatti, ecco arrivare la trovata del secolo: tre preferenze anziché una! Wow. Un passo avanti per la democrazia, o una tripla razione di pasticcio istituzionale riscaldato?
Chi ha partorito il referendum del 10 agosto – sì, proprio lui, quello col nome da concorso estivo e i contenuti da fiction di terz’ordine – sostiene che si tratti di un grande passo avanti. Certo, non obbliga a votare donne. E neanche uomini. Basta scegliere tre nomi, e poi tornarsene a casa con la coscienza (più o meno) a posto.
Ma i verdi-rossi di AVS-Rete Civica mica ci cascano. Loro dicono NO, e lo dicono con il sorriso sulle labbra e il cartellone in mano. Sabato ad Aosta, in pieno sole e con la voce sicura di chi ha poco da perdere (ma tanto da sognare), rilanciano: “Quando saremo al governo – e guarda che prima o poi ci arriviamo, eh! – faremo una vera riforma. Quattro preferenze. Due donne, due uomini. Così, tanto per non fare finta.”
E giù applausi. Sinceri? Forse. Coraggiosi? Sicuro. Perché mentre altri fanno i furbi e saltellano tra un SÌ e un NO come se fosse un gioco di società, AVS si mette in marcia. Volantini, incontri, Minelli in versione “rock tour” a tappe forzate (manca solo il merchandising). Il messaggio è chiaro: la parità non è un optional, e nemmeno un’illusione d’agosto. È una cosa seria. O almeno dovrebbe esserlo.
E chissà, magari tra tre preferenze da grattare spunta fuori quella giusta: la quarta. Quella del futuro. Quella che ancora non c’è, ma che – parola delle Betoneghe – fa già paura a chi ha costruito il sistema per restare sempre lì, seduto comodo.
Chi pensa che le mucche siano tranquille e beate sui nostri alpeggi, sbaglia. Hanno un nemico subdolo e puntuto: la Dermatite Nodulare Contagiosa. L’Assessorato alla Sanità si è messo d’accordo con quello dell’Agricoltura e – udite udite – ha organizzato un piano vaccinale per ben 38.000 capi bovini. Cioè, praticamente più vaccini ora per le mucche che per i valdostani durante la pandemia. Tempi record, piani operativi, task force, e zero polemiche. Il motivo è semplice: le mucche non fanno conferenze stampa. Né liste civiche.
Il Presidente Bertin, invece, ha preso parola in Consiglio per ribadire il sostegno della Valle al popolo curdo. Giustissimo. Ma ci chiediamo: e tutti gli altri popoli? Domanda provocatoria, lo sappiamo. Ma c’è una gerarchia della sofferenza internazionale o solo una selezione geografico-emotiva? Restiamo in attesa di una risposta… diplomatica.
Vuoi la bolletta rifiuti via mail? Ora si può. Basta andare sul sito del Comune di Aosta, cliccare su TARIP e seguire il percorso a ostacoli. Comodo, no? Peccato che se poi ti arriva una multa, sei fregato. Il verbale non si trova, il pagamento nemmeno. Tocca affidarsi a qualche anima pia (a pagamento) che te la stampa e ti indica il bancomat giusto. L’innovazione, in fondo, è un concetto elastico: vale solo per ciò che non disturba.
Iscrizioni aperte per il 31° Concorso Mieli della Valle d’Aosta. Termine massimo il 1° settembre, con premiazione nella Sagra del miele a Châtillon, il 26 ottobre. Ci sarà da ridere. O da piangere. Perché se è vero che il miele addolcisce la vita, per molti politici freschi di disfatta elettorale sarà una sagra amarissima quella del 26 ottobre durante la quale è prevista la premiazione dei mieli più dolci. E magari per una volta assaggeranno l’umiltà. Ma è un gusto che in pochi apprezzano.