ECONOMIA - 06 luglio 2025, 20:45

il casinò cresce, ma i giocatori calano

Saint-Vincent segna incassi in salita, ma con sempre meno ingressi. E intanto continua la retorica del “rilancio” in salsa contabile

Che il Casinò di Saint-Vincent abbia chiuso giugno con un incasso lordo di 5,68 milioni di euro, in crescita di oltre 322mila euro rispetto al 2024, è un dato. Che questo significhi automaticamente “ripresa”, “rilancio” o peggio ancora “successo”, è un'altra storia.

A ben guardare, il mese scorso sono entrate nel Casinò 2.170 persone in meno rispetto al giugno precedente. E anche se le slot hanno fruttato più soldi (oltre 3,3 milioni) e i giochi da tavolo hanno tenuto botta (2,3 milioni), il quadro è sempre lo stesso: meno persone che spendono di più. E spesso, non perché si divertano, ma perché inseguono sogni di rivincita in un contesto economico sempre più difficile.

Certo, il progressivo semestrale è positivo: da gennaio a giugno 2025 il Casinò ha incassato quasi 39,5 milioni di euro, 4,3 milioni in più dell’anno scorso. Ma anche qui: non si tratta di una “crescita sana”, bensì dell’effetto combinato di una gestione più aggressiva sui giochi, del ritorno di alcuni clienti abitudinari e, forse, di una narrazione ottimista che serve soprattutto ai bilanci.

L’offerta alberghiera del Grand Hôtel Billia segue la stessa logica: 3,4 milioni di euro nei primi sei mesi, in aumento rispetto al 2024. Ma l’occupazione media delle camere è al 45%, un dato che in qualunque contesto alberghiero normale verrebbe considerato tutt’altro che entusiasmante.

Il problema non è che il Casinò non funzioni. Il problema è che viene ancora venduto come la locomotiva turistica dell’intera Valle, quando in realtà è un comparto molto particolare, che si regge su un equilibrio fragile, con un pubblico ristretto e sempre più selezionato (e assuefatto). Parlare di “rilancio” sulla base di qualche punto in più d’incasso è come dire che un teatro vive perché aumenta il prezzo del biglietto, anche se le poltrone vuote sono sempre più numerose.

E intanto tutto il resto — dall’indotto turistico ai lavoratori stagionali — rimane in apnea, mentre le istituzioni valdostane fanno quadrato attorno a un modello che forse garantisce dividendi, ma non più visione. L'economia del gettone continua a girare, ma la sensazione è che girino sempre gli stessi.

pi.mi.