Le polemiche sulla struttura sanitaria di Variney sono entrate con forza nell'aula del Consiglio Valle. Infatti la Capogruppo Erika Guichardaz ha richiamato gravi segnalazioni riguardanti la struttura di Variney, chiedendo una verifica urgente per la sicurezza del servizio. Ha sollevato interrogativi sull'affiancamento del personale, sui minutaggi e sulle figure professionali coinvolte.
L'Assessore Marzi ha dichiarato che la formazione mirava al miglioramento delle competenze e ha elencato le figure aziendali presenti, assicurando che l'assistenza rispetta le normative. Un gruppo è stato istituito per valutare i casi di decesso. Guichardaz ha espresso dubbi sulla formazione e sui minutaggi, chiedendo dettagli.
In particolare la Capogruppo Erika Guichardaz ha richiamato «l'appalto che ha esternalizzato la gestione dell'assistenza della struttura di Variney, le tante iniziative portate avanti dal nostro gruppo e le gravi segnalazioni di Cittadinanzattiva, insieme al responsabile valdostano del Tribunale per i diritti del malato, riguardanti decessi e presunte condotte del personale della struttura, per cui veniva chiesta una verifica urgente per garantire la sicurezza e l'efficacia del servizio.» Ha quindi chiesto una serie di informazioni a seguito di quanto riportato dall'Usl e dall'Assessore: «In particolare, vogliamo conoscere il periodo, le modalità e gli esiti dell'affiancamento del personale delle strutture J.B. Festaz e Variney con particolare riferimento alla valutazione redatta dal coordinatore infermieristico del J.B. Festaz sulla formazione del personale della cooperativa Quadrifoglio, cui è stata affidata l'assistenza infermieristica e di supporto della struttura di Variney; se i minutaggi riferiti alla presenza del personale infermieristico sui pazienti di Unità assistenziale prolungata (Uap) sono stati riportati ai minutaggi applicati durante la gestione J.B. Festaz; i nominativi e il ruolo delle tre figure professionali apicali sempre in capo all'Azienda Usl che hanno svolto attività di vigilanza intensiva sulla struttura; se sia già stata istituita la commissione per effettuare valutazioni ad hoc su ogni singolo caso di decesso occorso dall'inizio dell'attuale modello di gestione della struttura di Variney e quali ne sono i componenti.»
Premettendo che «in previsione dell’accoglienza presso la struttura di Variney di pazienti provenienti dalla struttura J.B. Festaz, è stato proposto dall’Ausl un percorso di formazione specifica dedicato agli infermieri della Cooperativa che gestisce la struttura consistente in un affiancamento osservativo presso il J.B. Festaz per un totale di 60 ore», l'Assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha riferito che «la formazione era finalizzata al miglioramento delle competenze necessarie all’assistenza dei pazienti ricoverati e gli infermieri hanno pienamente perseguito gli obiettivi formativi previsti. Il personale viene comunque sempre valutato semestralmente dal coordinatore della Cooperativa con una valutazione condivisa con il coordinatore aziendale. Il minutaggio sulla presenza del personale di Variney per i pazienti Uap corrisponde a quanto già avveniva per il nucleo assistenziale quando era ubicato presso la struttura del Festaz.»
«Apprendiamo che l'Ausl ha deciso la formazione e, quindi, avrà deciso anche le modalità di erogazione - ha replicato la Capogruppo Guichardaz (nella foto)-. A oggi non siamo riuscite a comprendere chi ha formato chi, perché si è reso necessario che colleghi con lo stesso profilo professionale dovessero formare altri colleghi di un'azienda privata e gli esiti della formazione. Rispetto al minutaggio a noi risulta che sono previsti 72 minuti di assistenza infermieristica per i pazienti di Uap di Variney contro i 107 del J.B. Festaz, quindi chiederemo copia del verbale dell'incontro con i sindacati. Le figure che si occupano della struttura sono meritevoli di nota: persone che da anni lavorano nell'Ausl e immaginiamo ben consce della responsabilità che hanno sulle spalle, anche a seguito di quanto evidenziato dalle associazioni. È positivo che sia già stata messa in piedi la commissione per verificare i casi di decesso sul cui lavoro chiederemo aggiornamenti puntuali, ma evidenziamo che, a differenza di quanto detto ieri, non è né il tasso di mortalità indicatore di qualità, né il fatto che l’ufficiale sanitario non abbia chiesto le autopsie. Dovrebbe essere in primis il medico della struttura a evidenziare criticità. Bene che l'Ordine dei medici abbia scelto di fare chiarezza, immaginiamo sui medici coinvolti e non sui cittadini che hanno segnalato fatti gravi.»