CRONACA - 20 novembre 2018, 15:08

Inchiesta appalti, le intercettazioni: "Sono preoccupata per la perizia sulla scuola...'

A causa del rischio di carenze strutturali derivanti dalle modalità di realizzazione dei lavori, la procura ha chiesto il sequestro della scuola media in frazione Cretaz, a Valtournenche

Il Municipio di Valtournenche

"Mi spiegate perchè bisogna fare un cappotto su una scuola, che abbiamo già fatto un cappotto antisismico? Spiegatemelo, io non è che lo capisca più di tanto, non è il mio mestiere...". Questo chiedeva nel 2017 la segreteria comunale di Valtournenche, Cristina Machet, all'ingegner Corrado Trasino e al tecnico comunale Fabio Chiavazza, che adesso sono indagati dalla Procura di Aosta - il primo con obbligo di dimora e il secondo da stamattina in carcere a Brissogne - per reati di corruzione, concussione, abuso d'ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. L'inchiesta 'Do Ut Des' dei carabinieri di Chatillon e Aosta ha messo in un luce un presunto giro di corruzione in Valle, soprattutto nella Valtournenche, ma anche la correttezza di alcuni funzionari che non si sono 'piegati' ai voleri degli indagati.

Nella circostanza di cui sopra, oggetto di perplessità da parte di Machet era una perizia sui lavori di adeguamento strutturale antisismico e la messa a norma antincendio della scuola media in frazione Cretaz, a Valtournenche, per un importo iniziale di 600 mila euro. Trasino e Chiavazza, secondo gli inquirenti dell'Arma, per favorire l'intervento di una ditta 'amica', la Bertini srl di Nicolò Bertini, avevano deciso di 'gonfiare' di circa 200 mila euro circa i lavori con una variante 'sostenuta' da una perizia compiacente. Il progetto di messa in sicurezza della scuola è del 2008, redatto dall’ingegner Antonio Raso, che nel 2014 progetta lavori di miglioramento strutturale per un milione e mezzo di euro. Circa un anno dopo Chiavazza subentra a capo dell'ufficio tecnico comunale, e poco dopo tempo con una determina 'stravolge' l'incarico a Raso, che riprogetta i lavori  unicamente per “l’affidamento dei servizi attinenti l’architettura e l’ingegneria concernenti la progettazione definitiva/esecutiva in un’unica fase, coordinamento della sicurezza, progettazione/esecuzione dei lavori”, per un importo di circa 220.000 euro. 

Il progetto originario di Raso viene accantonato, si rifà la gara alla quale lo stesso ingegnere partecipa ma a vincere l'incarico della nuova progettazione è invece l'ingegnere Giuseppe Zinghinì. Secondo i carabinieri “Vi sono elementi che inducono seriamente a ritenere che vi fosse un accordo che già prevedeva la percezione, da parte di Zinghinì, di una somma maggiore rispetto a quella offerta”. Una nuova determina del sindaco, Cristina Camaschella, stabilisce la “progettazione definitiva esecutiva per l’adeguamento strutturale antisismico e la messa a norma antincendio”. Nel marzo 2017, viene indetta la gara ad offerta economicamente più vantaggiosa con base d’asta a 599mila euro. I lavori se li aggiudicaa la ditta 'Bertini Aosta srl', di Nicolò Bertini, e la direzione dei lavori è in capo alla 'Sitec srl', di Corrado Trasino.

Secondo gli inquirenti, Chiavazza, Bertini e Trasino si sono poi accordati per fiissare una base d’asta bassissima, in relazione alla complessità dei lavori e alla natura dell’opera, con la precisa e vincolante intesa che l’importo dei lavori sarebbe stato aumentato attraverso il ricorso, previamente concordato, all’escamotage di lavori in variante”. 

"Mi sorpresi quando, credo nel dicembre 2017 ma poteva essere gennaio 2018 - ha spiegato Machet ai carabinieri - Chiavazza mi predispose addirittura la delibera con tutti gli allegati, dicendo che la variante era una cosa ordinaria e indispensabile per terminare i lavori. Chiavazza fece espressamente leva sul fatto che, senza variante, i lavori non sarebbero stati conclusi e gli studenti non sarebbero potuti tornare a scuola in autunno. Io riscontrai che i lavori oggetto della variante non erano assolutamente pertinenti con la messa in sicurezza antisismica, ma riguardavano, tra l'altro, la realizzazione di un cappotto che non aveva niente a che vedere con la messa in sicurezza. Feci espressamente presente a Chiavazza che c'era un grosso problema di rispetto del codice degli appalti".

Ma per il tecnico comunale e per l'ingegner Trasino il codice degli appalti evidentemente veniva dopo la necessità di far assegnare all'impresa amica i lavori alla scuola. In quei giorni l'ingegnere aostano e Chiavazza fecero continue pressioni su Machet e sulla giunta comunale per ottenere l'approvazione di una variante senza la quale, sostenevano, i lavori alla scuola non sarebbero potuti terminare.

Telefonate e conversazioni dal contenuto inequivocabile sono state intercettate dai carabinieri. Chiavazza le prova tutte, a convincere Cristina Machet a far preparare la determina di autorizzazione dei lavori:

Chiavazza: "Io ho chiesto due righe...due righe in cui mi dicessero 'sì, è vero, bisogna integrare la somma'. Bon, basta, io parto in quarta e chiamo gli appaltatori...".

Machet: "A me, i tuoi..."

Chiavazza: "Gli appaltatori io chiamo, mica pinco pallino..."

Machet: "Io non ne voglio sapere...non ne voglio sapere...(...) sono preoccupata per la perizia della scuola...200 mila euro in più...io non l'ho vista..."

Chiavazza: "Allora..."

Machet: "...perchè io non l'ho né approvata, né firmata, né (incomprensibile)..firmata su la Commissaria, quindi, non so, noi non l'abbiamo ancora fatto..."

Chiavazza: "Perchè se non viene pubblicata la determina che autorizza a far la perizia di variante, che io ho firmato e che è supportata anche da un legale..."

Machet: "La sta guardando la commissaria (Sara Bordet ndr) , la quale dice: 'io (incomprensibile)"

Chiavazza: "Allora blocchiamo tutto!"

Machet: Eh, bravo, siamo commissariati! Blocchiamo tutto! (...) 200 mila euro in più su un appalto da 700 mila, a te non ti spaventa..."

Chiavazza: "No".

Anche Trasino contatta poco dopo direttamente Machet tentando di blandirla; lei in particolare contesta il fatto che l'oggetto della variante è relativo a lavori che esulano totalmente dall'area della messa in sicurezza riguardando, al contrario, modificazioni neanche strutturali. 

Trasino: "Eh, ma perchè veniamo a spiegarvelo, ci sono dei problemi di natura tecnico-progettuale che non permettono questa sequenza...sarebbe bellissimo fare come dicevi te...anzi non vi avremmo neanche rotto le balle...facevamo i lavori...(...)"

Machet: "Non lo so...io...non sono capo ufficio tecnico e onestamente..."

Cristina Machet capisce che questa insistenza non è normale e spiega inoltre le difficoltà di movimento di un Comune commissariato:
Machet: "Il Comune è commissariato, questa cosa va capita, lei (Sara Bordet, il commissario ndr) non può decidere di fare il cappotto alla scuola, spendendo il 37% di euro in più rispetto all'appalto, quindi non lo farà...".

Trasino cerca di minimizzare la cosa sostenendo che comunque, anche se più tardi rispetto ai tempi da lui previsti, quei lavori si faranno. Ma il segretario comunale non si convince anzi:
Machet: "Non lo so, guarda, sono preoccupata...mi spiegate il perchè bisogna fare un cappotto su una scuola che abbiamo fatto un progetto antisismico...spiegatemelo , io non è che lo capisca più di tanto, non è il mio mestiere..."

Trasino: "Allora quando te lo spieghiamo lo capisci e dirai 'eh, sono cavoli di qualcheduno perchè qui ci sono delle situazioni che devono essere anche un po' chiarite eh...capito".

Machet: "Io non ho in mano niente...io so solo che c'ho in mano una determina che mi dice autorizzarmi a pagare un professionista non so 10 mila euro o quello che è per fare una perizia e io come responsabile dell'anticorruzione dico mi sembra troppo elevata questa perizia di variante per fare un cappotto...un impianto elettrico su un antisismico...".

E tra i 15 indagati nell'inchiesta c'è anche un candidato del M5S alle scorse elezioni regionali in Valle. E' l'ingegnere 65enne Paolo Carotenuto, per il reato di 'tentata corruzione elettorale': secondo l'accusa avrebbe chiesto un sostegno alle elezioni in cambio di servizi.

Tra gli altri indagati figurao; l'architetto Ezio Alliod di Verres, la funzionaria dell'Ufficio tecnico lavori pubblici del Comune di Valtournenche Cristina Camaschella, Nicolò Bertini (legale rappresentante della ditta 'Bertini Aosta srl' di Issogne), e l'ingegnere Giuseppe Zinghinì, tutti per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

 

 

patrizio gabetti