ECONOMIA - 28 settembre 2018, 17:28

Se il casino è in agonia la Cioccolato Valle d'Aosta Srl è in coma irreversibile

Dipendenti senza stipendio. Cronaca di una morte (quasi) annunciata! La Cioccolato Valle d'Aosta di Pont Saint Martin di proprietà della società Turca “Captain Gida” sta vivendo una situazione molto difficile

Tutti parlano di casino, ma ci sono tante altre aziende in crisi. Aziende delle quali la Presidente Nicoletta Spelgatti e l’assessore allo sviluppo economico, Stefano Aggravi, entrambi della Lega, forse manco sanno dell’esistenza.

Né la presidente né l’assessore hanno avuto la compiacenza, in oltre 100 giorni di governo, di incontrare le aziende in crisi e le aziende che tirano. Troppo presi a studiare i dossier e pensare al casino.

Alla Cioccolato Valle d'Aosta di Pont-Saint-Martin le produzioni  sono ferme dall'inizio del 2018 e non si intravede alcun segnale di ripresa e i  lavoratori occupati sono stati abbandonati a se stessi all'interno di uno stabilimento  “fantasma”.

I dipendenti dell'Azienda, assunti a tempo indeterminato nell'estate del 2016 – si legge in una nota congiunta Savt ed i sei dipendenti - attendono, da mesi, risposte dall'azionista e proprietario turco per conoscere quale sarà il  loro futuro e cosa resterà dello stabilimento valdostano che ha visto, per decenni, la  produzione del cioccolato con il marchio Feletti 1882”.

Il Savt Industrie ed i dipendenti esprimono “forte preoccupazione per la situazione in atto,  in quanto non si denota un'inversione di tendenza all'immobilismo di una società che  venuta in possesso dello stabilimento, aveva dichiarato di operare nel breve periodo, per il  suo sviluppo, con investimenti per la crescita produttiva e l'occupazione. Niente di tutto  questo è stato fatto”. (Nella foto Edy Paganin segretario Savt Ind.)

La “Cioccolato Valle d'Aosta” dopo aver beneficiato di un finanziamento regionale  di 4 milioni di euro, erogati da Finaosta, per il rilancio aziendale, nulla ha mosso  all'interno dello stabilimento e le poche tavolette di cioccolato prodotte inizialmente sono  rimaste invendute, mancando totalmente una rete di vendita. 

La nota definisce “drammatica la situazione”. Infatti, precisa: “dal mese di giugno il fornitore della corrente elettrica  non garantisce più luce e energia e i dipendenti non percepiscono la retribuzione dal mese di luglio scorso. Una situazione vergognosa e paradossale, se pensiamo che la Società  Cioccolato Valle d'Aosta aveva garantito un'operazione industriale di rilievo per far  ripartire e ampliare le produzioni dolciarie, ormai totalmente inesistenti”.

Al Sindacato ed  ai lavoratori rimane un grande rammarico. Malgrado tutte le assicurazioni, al posto di  avere sviluppo industriale e continuità lavorativa, “assistiamo – sostiene la nota -ad avventure economiche e  gestionali, al limite della truffa, per creare insediamenti industriali che nel giro di poco  tempo si rivelano operazioni completamente sbagliate e prive di futuro”.  Dopo aver sollecitato più volte un incontro con la proprietà e con l'Assessore  regionale competente, senza ricevere alcun riscontro, il  sindacato “denuncia con forza la situazione  non più sostenibile che i lavoratori interessati vivono quotidianamente, nel silenzio totale  della politica e delle istituzioni interessate”.   

red. eco.