Tornano a scendere i tassi d’interesse e a salire le richieste di mutui. Siamo arrivati, non molti giorni fa, a toccare la soglia percentuale di 1,20% per il tasso fisso a 20 anni e gli esperti assicurano che c’è ancora tempo prima che questo momento d’oro finisca.
Anche perché si sta assistendo a una vera e propria corsa, non solo da parte degli aspiranti mutuatari, che desiderano approfittare delle condizioni particolarmente favorevoli, ma anche da parte degli istituti bancari, che si sfidano a suon di spread azzerati e sconti sulle spese accessorie per accaparrarsi il cliente prima che arrivi il tanto temuto, quantomeno sotto il profilo economico, 2019.
Crescono le richieste per mutui prima casa ma non solo, perché sembra stiano tornando di moda le surroghe, anche se nel trimestre luglio/settembre stiamo assistendo a un leggero calo rispetto al trimestre primaverile, in cui si era registrato un vero e proprio exploit.
Del resto le condizioni favorevoli di questo settembre sarà difficile ritrovarle nel prossimo futuro; gli stessi spread bancari, la percentuale di guadagno per le banche, sono ai minimi storici perché in questo momento risulta più urgente conquistare nuove clienti e fidelizzarli, in vista dell’annunciato rialzo di tassi e costi, che guadagnare grossi capitali.
La corsa è, ovviamente, verso il mutuo a tasso fisso, anche se il tasso variabile segna addirittura un numero negativo, perché è il prodotto che più rassicura in questa situazione di ambigua instabilità.
Molto probabilmente è questo il motivo principale per il quale sono ripartite le richieste di surroga, che poi, nei fatti, non è che si fossero mai fermate. Semplicemente erano diminuite rispetto agli anni precedenti, quando la rinegoziazione del mutuo - ricordiamo che la surroga è appunto la facoltà di traslocare il proprio mutuo da una banca ad un’altra che offre migliori condizioni e si prende l’onere di pagare tutte le spese burocratiche necessarie per portare a termine l’operazione (Consulta la guida alla surroga del mutuo su Calcoloratamutuo.org) - era diventato un must per molti clienti che si erano ritrovati ad aver sottoscritto finanziamenti ipotecari assolutamente svantaggiosi rispetto a quelli che il nuovo mercato economico di allora proponeva.
Le surrogazioni hanno tenuto in piedi il mercato dei mutui in questi anni di profonda crisi economica, che si è riverberata sul settore edilizia e sul segmento delle compravendite, di fatto, crollate. Erano poi andate naturalmente a diminuire, in concomitanza con una ripresa delle richiesta di mutui ex novo, perché ormai il mercato era stato ripulito dalla maggior parte dei prodotti finanziari “tossici” del passato.
Non deve, dunque, stupire, questo ritorno alla surroga. L’appeal che il tasso fisso oggi suscita non può che spingere quei consumatori che sono intestatari di un mutuo che può essere ancora migliorato ad approfittare del momento particolarmente favorevole per mettersi in tranquillità per i prossimi vent’anni, con la libertà di potersi disinteressare se lo spread impenna e la crisi sale.