ECONOMIA - 29 gennaio 2016, 10:00

Imprese valdostane penalizzate dai mediatori di appalti pubblici

Chissà perché in altre regioni le nostre aziende non riescono ad entrare mentre da noi c'è l'invasione di extravaldostani che poi chiedono aiuto alle nostre imprese per portare a termine l'appalto?

Chi controlla il rispetto degli appalti degli enti pubblici per la fornitura di servizi? A chi compete il controllo? Chi sovrintende alle norme contrattali previste dalla gara d'appalto? Chi controlla i prezzi delle offerte in rapporto ai costi fatturati per il servizio? Da come stanno le cose pare da nessuno. E sicuramente nessuno si preoccupa di pubblicizzare gli affidamenti degli appalti né segnalare pubblicamente le ammende comminate per il mancato rispetto del contratto.

La mancanza di una strategia condivisa, carenza di infrastrutture, sordità alla domanda di sburocratizzazione che viene dalle imprese, appalti e commesse che privilegiano il basso costo e favoriscono la colonizzazione del territorio da parte di aziende di altre regioni mettono in ginocchio le nostre aziende. Sono tutti  problemi che complicano la vita ai nostri imprenditori che creano occupazione, generano ricchezza e pagano le tasse in Valle.

Imprese che si aggiudicano appalti per lavori per la cui esecuzioni necessitano una decina di dipendenti, mentre a libro paga ne hanno un paio o anche meno.

Ci sono imprenditori che aspettano mesi per avere risposte e nel frattempo, da oltre Pont-Saint-Martin, arriva l'invasione di imprenditori che si aggiudicano appalti pur avendo aziende non adeguatamente strutturate, oppure vincono l'appaltano e poi subappaltano ai nostri imprenditori costretti a lavorare per un tozzi di pane.

La crisi economica del territorio è sotto gli occhi di tutti e fanno scalpore i problemi più evidenti che minano la vita delle imprese. Per miopia la stazione appaltante non vede ciò che vedono tutti e i problemi si fanno sempre più pesanti.

Gli esempi? Basandosi sul ribasso dei costi, l’appalto per la costruzione le tensostrutture per la Foire ha coinvolto imprese extra valdostane. Questo significa che, seppure le strutture potranno arricchire Aosta di alcune opportunità, al tempo stesso si è persa l’occasione di dare lavoro alle aziende locali e farle crescere in termini occupazionali e di competenze, aprendo loro nuovi mercati.

E' possibile che le uscite di sicurezza della tensostruttura di piazza Chanoux presenti un gradino che in caso di fuga può causare cadute e ingorghi? Non si rendono conto che quel gradino è un ostacolo per chi ha problemi di deambulazione? Ma questo è solo un esempio per dire che le cose sono da cambiare. E' necessario far lavorare le imprese valdostane che posseggono professionalità e capacità.

C'è chi si ricorda che qualche anno indietro il tendone di piazza  Chanoux è stato sfondato dalla neve perché nessuno era intervenuto in quanto l'installatore era di fuori valle? Solo il caso ha evitato quella che poteva provocare gravi danni alle persone.

Prima che sia troppo tardi è necessario invertire questa prassi. E' ora di avere la giusta di attenzione verso il mondo imprenditoriale valdostano a partire da appalti, burocrazia e legalità. Chissà perché in altre regioni le nostre aziende non riescono ad entrare mentre da noi c'è l'invasione di extravaldostani che poi chiedono aiuto alle nostre imprese per portare a termine l'appalto?

p.m.