ATTUALITÀ ECONOMIA - 28 dicembre 2015, 02:00

Il Consiglio Valle contrario Trattato transatlantico di libero scambio USA-UE

Nell’ ultima adunanza del 2015 il Consiglio Valle hab approvato una mozione presentata congiuntamente dai gruppi Movimento 5 Stelle, Union Valdôtaine Progressiste e Alpe sull'applicazione del Trattato transatlantico di libero scambio USA-UE

Tratto da politicafemminile-italia.blogspot.com

Il testo, approvato all'unanimità, impegna «le competenti Commissioni consiliari permanenti ad audire, in seduta congiunta con gli Assessori di riferimento, gli esponenti dell’associazione Attac Italia, per ottenere informazioni rispetto al Trattato transatlantico di libero scambio USA-UE (T-TIP), in corso di negoziazione tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, e a quanto lo stesso sarebbe impattante sulle nostre piccole aziende agricole e di trasformazione»; impegna inoltre il Governo regionale «a promuovere, presso i cittadini valdostani sull’intero territorio regionale, azioni di informazione e sensibilizzazione sul contenuto, le finalità e le conseguenze applicative del T-TIP.»

Roberto Cognetta

TTIP  è un acronimo del nome in inglese, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”. È un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America: inizialmente veniva chiamato TAFTA, da area transatlantica di libero scambio, riprendendo l’acronimo di altri simili trattati già esistenti (come il NAFTA). Il trattato è ancora in fase di discussione, non solo tra le parti: nella politica e tra i gruppi che ne stanno seguendo i negoziati, per alcuni «prevede che le legislazioni di Stati Uniti ed Europa si pieghino alle regole del libero scambio stabilite da e per le grandi aziende europee e statunitensi», per altri faciliterebbe i rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti portando opportunità economiche, sviluppo, un aumento delle esportazioni e anche dell’occupazione.

Il trattato coinvolge i 50 stati degli Stati Uniti d’America e le 28 nazioni dell’Unione Europea, per un totale di circa 820 milioni di cittadini. La somma del PIL di Stati Uniti e Unione Europea corrisponde a circa il 45 per cento del PIL mondiale (i dati sono del Fondo Monetario Internazionale aggiornati al 2013). Si tratta dunque, non fosse altro che per il suo impatto globale potenziale, di un trattato di importanza storica.

Nel giugno del 2013 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e l’allora presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, dopo più di dieci anni di preparazione, hanno avviato ufficialmente i negoziati sul TTIP; dovrebbero essere completati nel 2015.

Il trattato dovrà poi essere votato dal Parlamento europeo, per quanto riguarda l’UE. A condurre i colloqui per conto dell’Unione Europea è la direzione generale commercio della Commissione europea – cioè uno dei “ministeri” in cui è suddivisa la Commissione – diretta finora dal belga Karel De Gucht e sostituito da Cecilia Mallström nella nuova commissione Juncker. Ci sono due negoziatori ufficiali tra le parti: per l’UE è Ignacio Garcia Bercero mentre Dan Mullaney è la sua controparte statunitense.

I negoziati si sono svolti per ora in sette diversi incontri, l’ultimo a Washington dal 29 settembre al 3 ottobre. L’obiettivo del nuovo trattato, secondo il Consigliere del M5S, Roberto Cognetta, “Sarebbe l'eliminazione di tutte le barriere non tariffarie” per il libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, ma l’associazione Attac Italia è in possesso di studi economici che dimostrano che non porterà benefici né dal punto di vista della crescita né in termini occupazionali. Questo è un trattato volto a svilire i nostri prodotti”.

Da parte sua il consigliere Alberto Bertin (ALPE - nella foto) ha sottolineato l’importanza che “la popolazione venga informata sulla trattativa di cui invece non si conosce quasi niente. Anche il Consiglio regionale deve fare la sua parte su un aspetto che rischia di condizionare i cittadini e le Istituzioni”.

Di “tema molto complesso” ha parlato il Presidente della Regione che ha detto: “Se ne parla sin dal 1997 e la discussione è avanzata”. Ha anche concordato “sull'importanza di approfondire la materia in Commissione, in particolare per cercare di capire gli aspetti che vanno maggiormente a colpire l'economia valdostana, nell'ottica di salvaguardare i prodotti tipici. Pertanto accogliamo favorevolmente questa mozione”.

p.m.-info consiglio valle