Preg.mo Direttore
Le scrivo in qualità di ex dipendente della gloriosa ex Cassa di Risparmio di Biella che nel tempo è stata fagocitata prima dalla ben più piccola Cassa di Risparmio di Vercelli e successivamente dalle varie Comit, Banca Intesa, ahimè Monte Paschi di Siena e ultimamente dalla Banca Cr Asti, una ex Cassa di Risparmio nata fra i vigneti, che ha saputo mantenere la propria identità a vantaggio del proprio territorio e partendo da posizioni di classifica da ultimo posto (fra le ex Casse) ha letteralmente ‘spazzato’ gli sforzi di Monsignor Losana e le nostre tradizioni di Banchieri, espressione di una terra, magari senza vigneti, ma conosciuta in tutto il mondo per la nobiltà dei propri tessuti e la potenza economica, “una nobile decaduta”. Il colpevole di tutto ciò ha un nome ed un cognome che tutti conoscono.
Le scrivo però anche come azionista del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, uno dei tanti azionisti che hanno recentemente sottoscritto l’aumento del Capitale Sociale ai quali la Banca, dimostrando particolare attenzione alla comunicazione, rivolge un GRAZIE che non può che essere apprezzato. Personalmente però, e come ex Dirigente della ex CR Biella ed oggi come modesto azionista, gradirei che i vertici del Gruppo CR Asti prendessero davvero a cuore anche la gestione del personale di Biverbanca , personale che ha subito dal 1997 ad oggi ben 4 passaggi di proprietà con relativi adeguamenti di procedure telematiche, di prodotti, di metodi di lavoro e di Direzioni Generali.
I vertici di Banca Cr Asti infatti dovrebbero porre molta più attenzione allo stato d’animo dei propri collaboratori in Biver, persone che un tempo erano motivate ed animate da spirito aziendale, un valore aggiunto difficilmente quantificabile, ma certamente molto importante nella gestione della clientela che è la vera fortuna di un Istituto di Credito che vuole essere attento e sensibile allo sviluppo del territorio in cui opera ed ha come mission la valorizzazione delle risorse umane interne. Purtroppo detto spirito aziendale in Biver sta scemando, il personale è rassegnato e demotivato, ciò è soprattutto frutto di una gestione poco attenta ad eliminare alcune “rendite di posizione”: i soliti furbastri, avvezzi a trovare sempre le opportune “ introduzioni “ con chi conta, da troppo tempo beneficiano immeritatamente di sistemazioni ad un passo dalla propria abitazione e dai propri interessi a scapito dei tanti che giornalmente, pur svolgendo il proprio lavoro con competenza, impegno ed onestà intellettuale, affrontano trasferimenti che comportano disagi chilometrici che coinvolgono la propria famiglia ed il proprio portafoglio.
Lo spirito di Gruppo non si inventa, ma è conseguenza naturale di un attenta gestione delle risorse umane che per Loro natura sono molto sensibili alle ingiustizie “incancrenite” ed inspiegabili. Sono certo che il nuovo Presidente della Fondazione Cr Biella, socio importante del Gruppo, leggendo questo mio appello, con la sensibilità ed il tatto che lo contraddistinguono, dopo aver verificato le mie affermazioni, saprà sensibilizzare i vertici Astigiani per poter recuperare quello spirito aziendale che ha sempre contraddistinto la Cassa di Risparmio di Biella.