POLITICA - 19 novembre 2014, 15:38

INCHIESTA GRUPPI: Richieste di rinvio a giudizio pesanti per quasi tutti gli indagati

Marilinda Mineccia, Procuratore capo Tribunale di Aosta

Una cosa è certa, qualsiasi siano le richieste tutti gli indagati nell'ambito dell'inchiesta relativa alle spese allegre dei gruppi del Consiglio regionale faranno ricorso ai riti processuali alternativi: patteggiamento o rito abbreviato. Nessuno, anche per evitare troppa pubblicità negativa sui media, andrà a dibattimento, ovvero nessuno andrà in aula per farsi giudicare dal Tribunale. Ma quanto emergerà dalle richieste della Procura e delle sentenze porteranno a conseguenze politiche davvero importanti. E' anche questo uno dei motivi che hanno provocato il rallentamento dei confronti per l'allargamento della maggioranza regionale.

Gli indagati si presenteranno davanti al Giudice per l'udienza preliminare (Gup) e formuleranno le richieste di patteggiamento o di processo abbreviato facendo affidamento sulla documentazione già presentata, sulle memorie e sul materiale che forma il faldone processuale.

Le richieste di rinvio a giudizio, firmate dalla prudente e meticolosa Marilinda Mineccia, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Aosta, saranno davvero pesanti.

Chi sperava in derubricazioni dei reati o la cancellazione, rimarrà deluso. Il peculato la farà da padrone così come il finanziamento illecito ai partiti politici. Ed è proprio il peculato che fa tremare i polsi a tanti consiglieri regionali che si troveranno a restituire alla Presidenza del Consiglio Valle, migliaia e migliaia di euro. Interverrà anche la Corte dei Conti. C'è poi la probabilità che la Regione si costituisca parte civile per il danno di immagine subito.

Per alcuni consiglieri da decadenza prevista dalla 'legge Severino'. La legge prende il nome da Paola Severino (ministro della Giustizia nel governo Monti) che l’ha formulata, recita le “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”: in sostanza, disciplina l’incandidabilità e la decadenza dei politici eletti su cui pesa una sentenza anche non passata in giudicato. La legge è entrata in vigore il 5 gennaio 2013 e ha già mietuto alcune vittime, delle quali parleremo in seguito.

Dal processo è già uscito Francesco Salzone, allora capogruppo di Stella Alpina che ha patteggiato la pena di un anno di carcere e la restituzione di 98.000 euro. Quella di Salzone è stata una strategia difensiva non avrebbe infatti potuto godere della condizionale.

Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio, nove sono consiglieri, sette dei quali in base alla legge Severino rischiano di essere sospesi dalla carica nel caso in cui vengano condannati in primo grado (o patteggino la pena) per peculato.

Destinatari della richiesta di rinvio a giudizio sono per il Pd: Raimondo Donzel e Carmela Fontana, l'ex consigliere regionale Gianni Rigo, i vertici di partito e della società editrice del giornale 'Le Travail': Ruggero Millet, Davide Avati, Claudio Latino, Michele Monteleone (consigliere comunale di Aosta), Giovanni Sandri, Fabio Platania (vice presidente del Consiglio comunale di Aosta), Giuseppe Rollandin, Emilio Zambon, Erika Guichardaz.

Per Alpe: Alberto Chatrian, Patrizia Morelli e Chantal Certan (quest'ultima in quanto all'epoca dei fatti segretaria del Movimento); l'ex presidente del partito Carlo Perrin e gli ex consiglieri regionali Giuseppe Cerise e Roberto Louvin.

Per l'U: l'ex capogruppo Diego Empereur, l'ex presidente e oggi capogruppo Ego Perron, il tesoriere Osvaldo Chabod, il presidente della società editrice 'Le Peuple', Guido Grimod.

Pe Pdl: gli ex consiglieri regionali Massimo Lattanzi, Alberto Zucchi, Enrico Tibaldi e Cleto Benin.

Per Stella alpina: Dario Comé, già capogruppo e vice ed ex consiglieri regionali, gli attuali consiglieri Marco Vierin e André Lanièce.

Per Fédération autonomiste: Claudio Lavoyer e Leonardo La Torre ( nel frattempo candidatosi nell'Uv), all'epoca dei fatti assessore e capogruppo entrambi.

L'inchiesta era stata avviata dopo che aostacronaca.it aveva denunciato le spese pazze del gruppo Pd, peraltro pubblicati sul sito del partito, che riguardavano l'acquisto di carne di capra per le Festa della Calabria, l'utilizzo dei soldi dei gruppi per il versamento dei contributi previdenziali da parte dei tre consiglieri, l'acquisto di scooter per la lotteria del partito.

L’udienza preliminare è l’udienza che si svolge avanti al G.u.p. e che è destinata alla verifica preliminare della fondatezza dell’accusa.

Si tratta di un'udienza che:

si svolge in camera di consiglio ovvero senza la presenza del pubblico (solitamente nella stanza del GUP) alla quale partecipano il difensore dell’imputato, il Pubblico Ministero ed il cancelliere del Giudice, mentre la persona offesa e l’imputato (personalmente) hanno la facoltà ma non il dovere di presenziare;

rappresenta una garanzia per l’imputato poiché principalmente volta alla verifica da parte del G.U.P. dell'accoglibilità o meno della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico Ministero (tale richiesta è quella avanzata dal PM affinché sia celebrato il processo a carico dell’indagato che con la predetta richiesta diviene imputato);

serve perché il G.u.p., esaminato il fascicolo delle indagini preliminari ed ascoltate le ragioni della difesa e dell’accusa (che interverranno oralmente in udienza), si pronuncerà circa la fondatezza dell’imputazione ovvero non già circa la colpevolezza o meno dell’incolpato.

aostacronaca.it