POLITICA - 11 ottobre 2013, 09:32

Manovrina: nessuna tassa ma tagli e vendite. Ecco i dettagli

Nessuna nuova tassa nella manovra per mantenere il rapporto deficit/Pil sotto il 3 per cento. Salvi, per ora. Per le nuove tasse non mancherà occasione con la legge di stabilità.Il Ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha spiegato che la copertura dell'importo necessario di 1,6 miliardi alla “manovrina” è ottenuta con 2 modalità: la vendita degli immobili del demanio e dello stato alla Cassa Depositi e Prestiti per 500 milioni e lariduzione delle spese dei ministeri e dei trasferimenti per 1,1 miliardi. Importante sottolineare che dai tagli sono esclusi ricerca, sanità e istruzione.Il temuto e mormorato aumento della benzina di circa 6 centesimi a litro non è arrivato. Sono stati inseriti fondi per le politiche sull'immigrazione pari a 190 milioni di euro.

Per ora i 330 milioni di euro per rifinanziare la cassa integrazione sono rimandati. Si parlerà anche di questo la prossima settimana nella legge di stabilità. Arrivano anche 120 milioni in più sul fondo di solidarietà comunale 2013 per assicurare la spettanza ai Comuni del gettito Imu.Il tutto avvenuto nel rispetto dei patti con l'Europa e nella consapevolezza che queste misure potranno avere un significato positivo nelle aspettative dei mercati finanziari soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti di Saccomanni a Washington per la riunione al Fondo Monetario Internazionale, e a Lussemburgo per l’Ecofin. Questa “manovrina” è la conseguenza di una cattiva politica amministrativa degli scorsi anni e serve solo a mettere una pezza sulle mancanze dei nostri conti.

La vendita degli immobili dello stato e i tagli ai ministeri sono misure di emergenza che non possono e non dovrebbero essere mai attuate. Un jolly della disperazione che Saccomanni ha calato oggi e sul quale non potremo fare affidamento un domani.La prossima legge di stabilità, ha spiegato il titolare del Tesoro, dovrà essere in grado “di ridurre la spesa e le tasse contemporaneamente mantenendo gli obiettivi concordati in sede europea”, ai quali “dobbiamo far fronte a causa dell’elevato indebitamento”. Come sempre noi staremo a vedere e vi terrò informati sui contenuti che saranno approvati della legge di stabilità affinché insieme potremo verificare se effettivamente queste ambiziose promesse saranno onorate.Va riconosciuto che Enrico Letta sta portando avanti il governo e l'approvazione di queste leggi in un clima teso.

Fra i guai giudiziari e gli umori di Berlusconi, gli attacchi del Movimento 5 Stelle, le giravolte di Alfano e i malumori del PD, il Premier ha quasi sempre mantenuto una certa lucidità e coerenza. Allo stato attuale delle cose credo che un Letta leader di una coalizione meno ampia delle “larghe intese” ma con le forze di centro al suo interno e con una maggioranza solida e compatta possa rappresentare una buona scelta per il futuro politico dell'Italia.

Vasco Cannatà