La Telcha ha un nuovo assetto societario e risulta così composto: 51% Cofely Italia S.p.A. (azienda della società Gaz de France Suez); 24% CVA S.p.A.; 12.5% Fratelli Ronc S.r.l.; 12.5% Società Energetica Aostana S.r.l. Il capitale sociale è di Euro 204 mila 081,63 e il patrimonio netto di Euro 1 milione 551 mila. La capitalizzazione della società verrà adeguata all’avanzamento del progetto. Il nuovo assetto è stato ufficializzato oggi in aula dal Presidente della Regione rispondendo ad una interpellanza del gruppo Alpe.
La rete di distribuzione al termine dei lavori, previsto nel 2018, come ha fatto sapere Rollandin, avrà uno sviluppo di 47 kilometri. Le zone della città di Aosta che saranno progressivamente servite dal teleriscaldamento si possono facilmente vedere sulla pianta della città consultabile sul sito di Telcha – telcha.it. E’ interessata tutta la città di Aosta, iniziando da Est, Zona Borgnalle - Quartiere Dora, per arrivare progressivamente fino alla zona compresa tra Viale Piccolo San Bernardo e Via parigi, al confine con il Comune di Sarre, ad ovest.
Per quanto riguarda le risorse conferite da Unione Europea, Stato e Regione, Rollandin ha ricordato che con la deliberazione della Giunta regionale n. 1527 del 5 giugno 2009, è stato concesso un contributo a valere sul Programma Operativo FESR Competitività regionale 2007/2013 per la realizzazione della centrale di cogenerazione e recupero calore destinata ad alimentare la rete di teleriscaldamento.
Il Presidente della Regione ha quindi sottolineato che “l’intensità massima del contributo è pari al 50% delle spese ammissibili, l’importo massimo erogabile è di circa 5 milioni 700 mila euro e il contributo è stato concesso a fronte della realizzazione di uno stralcio funzionale del valore di circa 28 milioni di euro, comprendente l’installazione di impianti specifici tra cui la pompa di calore che permette il recupero del calore delle acque di raffreddamento degli impianti della Cogne Acciai Speciali”. Ha quindi precisato che “il contributo concesso non copre le spese per la realizzazione dello stralcio di centrale alimentata con caldaie a biomassa (non ammissibili a finanziamento da parte del Fondo Europeo di sviluppo regionale) e della rete di distribuzione”.
La citata deliberazione 1527 del 2009, configurabile come aiuto di Stato a una grande impresa, è stata immediatamente trasmessa alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea, che ha provveduto alla notifica alla Commissione europea il 18 giugno 2009. Da quanto si è appreso da Rollandin, la Commissione, con atto n. 8959 del 10 novembre 2009, ha deciso di non sollevare obiezioni nel confronto del regime notificato poiché conforme alla disciplina dell’Unione Europea sugli aiuti per la tutela dell’ambiente ed lo ha considerato compatibile con il mercato comune ai sensi dell’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.