Dopo alcuni anni di assenza, Pont-Saint-Martin ritorna tra le tappe del Festival Organistico della Valle d’Aosta, una rassegna che da oltre mezzo secolo valorizza il patrimonio musicale e artistico custodito nelle chiese della regione. L’appuntamento di venerdì 24 luglio 2026 rappresenta un’occasione particolarmente significativa perché coincide con una ricorrenza speciale: i 130 anni dello storico organo Carlo Vegezzi-Bossi, costruito nel 1896 e considerato un autentico esempio dell’eccellenza dell’arte organaria italiana.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale di Pont-Saint-Martin nell’ambito della 56ª edizione del Festival Organistico della Valle d’Aosta, si terrà nella Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, in via San Lorenzo 8, con ingresso libero fino a esaurimento posti. La scelta di riportare la località della bassa Valle all’interno del circuito della manifestazione assume un valore che va oltre il semplice evento musicale: significa restituire centralità a un luogo storico e a uno strumento che raccontano una parte importante della cultura europea.
A sedersi alla consolle dell’organo Vegezzi-Bossi sarà Roberto Bonetto, organista veronese di fama internazionale, protagonista di una carriera che lo ha portato a esibirsi in numerosi Paesi europei e in Giappone. Formatosi nei conservatori di Padova e Verona, Bonetto ha poi approfondito il repertorio romantico francese a Parigi con maestri come Naji Hakim e Jean Guillou, sviluppando una particolare attenzione per le grandi tradizioni organistiche tra Ottocento e Novecento.
Il concerto proporrà un viaggio musicale ampio e raffinato, capace di mettere in luce le caratteristiche dello storico strumento di Pont-Saint-Martin. Il programma si aprirà con la Chaconne di Louis Couperin (1626-1661) e proseguirà con Les Barricades Mystérieuses di François Couperin (1628-1733), tratto dalle Pièces de Clavecin. Saranno poi eseguiti l’Andante in re maggiore di Francesco Geminiani (1687-1762), nell’arrangiamento dello stesso Bonetto, e alcune pagine di Lorenzo Perosi (1872-1956).
La seconda parte della serata sarà dedicata a importanti autori del repertorio organistico europeo, con il Preludio e fuga in do minore op. 37 n.1 di Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847), il Prelude tratto dalle Trois pièces op. 29 di Gabriel Pierné (1863-1937), il Madrigal (dans le style ancien) di Vincent d’Indy (1851-1932), anch’esso nell’arrangiamento di Bonetto, e la celebre Toccata di Eugène Gigout (1844-1925).
La presenza di un interprete di questo livello contribuisce a valorizzare non soltanto il patrimonio musicale, ma anche quello storico e turistico della bassa Valle d’Aosta. Gli organi storici rappresentano infatti un punto d’incontro tra artigianato, architettura, liturgia e cultura: strumenti costruiti in epoche diverse che continuano ancora oggi a raccontare il rapporto tra comunità locali e grandi tradizioni artistiche.

Per Pont-Saint-Martin, il concerto rappresenta anche un’opportunità di promozione territoriale. La valorizzazione del patrimonio culturale può diventare un elemento di attrattività economica e sociale, capace di coinvolgere residenti, appassionati e visitatori interessati a un turismo più lento e attento ai luoghi. In questo senso, il Festival Organistico conferma il proprio ruolo di collegamento tra i diversi territori valdostani, portando la musica in contesti spesso caratterizzati da autentici tesori nascosti.
Con il ritorno nella bassa Valle e la celebrazione dei 130 anni dell’organo Vegezzi-Bossi, il Festival ribadisce il valore della memoria culturale come strumento per costruire il futuro. La musica d’organo, con la sua capacità di unire storia e contemporaneità, diventa così un patrimonio condiviso che supera i confini locali e restituisce alle comunità il senso profondo dei luoghi che custodiscono.













