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CULTURA | 21 luglio 2026, 15:20

Custodi della Terra: la Valle d’Aosta racconta con uno scatto chi difende la montagna ogni giorno

Un concorso fotografico per dare voce ai pascoli, ai pastori e alle donne dell’agricoltura valdostana, trasformando immagini e memorie in un racconto collettivo del legame profondo tra uomo, natura e territorio. Le fotografie potranno essere presentate fino al 30 settembre 2026 nell’ambito delle iniziative dedicate agli anni internazionali dei pascoli, dei pastori e delle donne agricoltrici

Custodi della Terra: la Valle d’Aosta racconta con uno scatto chi difende la montagna ogni giorno

Ci sono luoghi che non sono soltanto paesaggi, ma custodi di storie. Un pascolo d’alta quota, il rumore dei campanacci all’alba, le mani segnate dal lavoro, il passo lento di chi conosce ogni sentiero della montagna: sono immagini che raccontano una Valle d’Aosta autentica, fatta di sacrificio, passione e rispetto per la terra. È proprio a questo patrimonio umano e culturale che guarda il concorso fotografico “Custodi della Terra”, promosso dall’Assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta.

L’iniziativa nasce con l’ambizione di fermare nel tempo, attraverso la fotografia, quei gesti quotidiani che spesso rimangono lontani dai riflettori ma che rappresentano la vera anima delle comunità rurali. Raccontare un pastore che accompagna il proprio bestiame, una famiglia impegnata nella cura dei pascoli, una donna che innova il lavoro agricolo senza dimenticare le proprie radici significa raccontare una montagna viva, capace di guardare al futuro senza perdere la propria identità.

Il concorso si inserisce nelle iniziative dedicate all’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori e all’Anno Internazionale delle donne agricoltrici, occasioni pensate per riconoscere il valore di chi ogni giorno contribuisce alla tutela degli ecosistemi, alla produzione alimentare e alla conservazione delle tradizioni locali.

Due sono le categorie previste. La prima, “Pascoli, pastori e pastorizia: uomini, animali e territorio”, invita a raccontare il rapporto speciale tra allevatori, animali e ambiente montano. Uno sguardo fotografico capace di mostrare come la pastorizia non sia soltanto un’attività economica, ma un elemento identitario della Valle d’Aosta, un sapere tramandato nel tempo che contribuisce alla manutenzione del territorio e alla protezione del paesaggio alpino.

La seconda categoria, “Donne in agricoltura: lavoro, identità e innovazione”, vuole invece mettere in evidenza il ruolo sempre più centrale delle donne nel settore agricolo. Figure spesso rimaste nell’ombra, ma che hanno saputo diventare protagoniste nelle aziende familiari, nella trasformazione dei prodotti, nella valorizzazione delle tradizioni e nell’introduzione di nuove idee legate alla sostenibilità. La fotografia diventa così uno strumento per riconoscere un contributo fondamentale alla crescita delle comunità rurali.

Dietro questa iniziativa c’è anche una riflessione politica e sociale sul futuro della montagna. In un momento storico in cui molte aree alpine affrontano lo spopolamento, il cambiamento climatico e le difficoltà economiche legate alla gestione delle attività agricole, valorizzare chi rimane sul territorio significa sostenere un modello di sviluppo basato sulla cura, sulla responsabilità e sulla continuità. I pascoli non sono soltanto superfici verdi: sono spazi economici, ambientali e culturali che richiedono presenza e lavoro costante.

L’agricoltura valdostana rappresenta infatti un settore strategico, non solo per la produzione di qualità ma anche per il mantenimento dell’equilibrio ambientale della regione. Gli allevatori e gli agricoltori svolgono un ruolo essenziale nella salvaguardia del territorio, contribuendo alla conservazione dei paesaggi che attirano visitatori da tutto il mondo e che costituiscono una parte importante dell’identità valdostana.

La partecipazione al concorso è aperta a chi desidera raccontare questa realtà attraverso uno sguardo personale e autentico. Le candidature e le fotografie dovranno essere presentate entro il 30 settembre 2026, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblicato sul sito istituzionale della Regione autonoma Valle d’Aosta.

“Custodi della Terra” non sarà soltanto una competizione fotografica, ma un archivio di emozioni e testimonianze. Ogni immagine potrà diventare il frammento di una storia più grande: quella di una comunità che continua a prendersi cura delle proprie montagne. Perché difendere un pascolo, allevare un animale, coltivare un campo o innovare un’azienda agricola significa custodire un’eredità ricevuta dal passato e consegnarla alle generazioni future.

In fondo, la montagna vive grazie alle persone che la abitano e la lavorano. Raccontare i loro volti, le loro fatiche e le loro speranze significa ricordare che il territorio non è soltanto uno spazio geografico, ma un patrimonio fatto di relazioni, memoria e futuro.

pi.mi.

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