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ATTUALITÀ ECONOMIA | 17 luglio 2026, 14:51

Contratti stagionali, la Filcams CGIL boccia l'intesa: «Più flessibilità alle imprese, ma i lavoratori restano senza vere tutele»

La Filcams CGIL Valle d'Aosta prende le distanze dall'accordo territoriale sui contratti stagionali firmato da SAVT, CISL e UIL. Il sindacato denuncia un eccessivo ampliamento della flessibilità per le aziende senza adeguate garanzie per i dipendenti e critica il riconoscimento dell'intero territorio valdostano come area a prevalente vocazione turistica, ritenendo che rischi di legittimare un ricorso sempre più esteso al lavoro precario

Contratti stagionali, la Filcams CGIL boccia l'intesa: «Più flessibilità alle imprese, ma i lavoratori restano senza vere tutele»

La firma dell'accordo territoriale sui contratti stagionali nel commercio, nel terziario e nei servizi, salutata dai sindacati firmatari come un punto di equilibrio tra le esigenze delle imprese e quelle dei lavoratori, trova però una netta opposizione da parte della Filcams CGIL Valle d'Aosta. Il sindacato sceglie di non aderire all'intesa e apre uno scontro politico e sindacale su un tema centrale per l'economia valdostana: il delicato rapporto tra competitività delle aziende turistiche e qualità dell'occupazione.

Secondo la Filcams CGIL Valle d'Aosta, l'accordo sottoscritto da SAVT, CISL e UIL concede alle imprese margini di flessibilità più ampi senza introdurre strumenti realmente efficaci per proteggere i lavoratori stagionali, che continuano a rappresentare la parte più fragile del mercato del lavoro. Nel documento il sindacato sottolinea che riconoscere l'intero territorio regionale come area a prevalente vocazione turistica non può tradursi automaticamente in un'estensione del ricorso ai contratti stagionali. «La stagionalità è una realtà dell'economia valdostana, ma non può diventare un alibi per consolidare condizioni di precarietà e sfruttamento», osserva la Filcams, evidenziando come i problemi strutturali del comparto restino irrisolti.

La critica investe anche l'utilizzo stesso del contratto stagionale. Per la Filcams CGIL, questa tipologia dovrebbe essere applicata esclusivamente nei casi di effettiva variazione ciclica dell'attività produttiva. Quando invece strutture ricettive o attività commerciali operano durante tutto l'anno e necessitano stabilmente di personale, continuare a ricorrere a contratti stagionali significa, secondo il sindacato, snaturare lo strumento previsto dalla normativa e trasformare un'eccezione in una regola. Le conseguenze sarebbero un aumento della precarietà, minori possibilità di stabilizzazione e una progressiva compressione dei diritti dei lavoratori.

Il sindacato contesta inoltre l'impianto dell'accordo, che viene presentato come un equilibrio tra esigenze imprenditoriali e tutela dell'occupazione. Per la Filcams CGIL Valle d'Aosta, questo equilibrio oggi non esiste. Le garanzie previste vengono giudicate insufficienti e prive di un reale sistema di verifica sulla loro applicazione. Il timore è che possano aumentare i contenziosi tra aziende e dipendenti, sia per il mancato rispetto dei contratti sia per questioni legate all'inquadramento professionale e al riconoscimento dei diritti economici e normativi.

Da qui la richiesta di invertire l'ordine delle priorità. Prima di concedere ulteriori strumenti di flessibilità alle imprese, sostiene la Filcams, occorrerebbe rafforzare le tutele attraverso percorsi di stabilizzazione per chi lavora stagione dopo stagione, maggiori garanzie sulla continuità occupazionale e sul reddito e controlli più efficaci contro gli abusi.

La presa di posizione della Filcams CGIL rappresenta anche una critica indiretta alle scelte di SAVT, CISL e UIL, che hanno invece deciso di sottoscrivere l'intesa. Una divergenza che evidenzia come, all'interno del fronte sindacale, esistano visioni profondamente diverse sul modo di governare un mercato del lavoro sempre più legato alle esigenze del turismo. Se da un lato i firmatari ritengono necessario offrire alle imprese strumenti più elastici per affrontare i picchi di attività, dall'altro la Filcams avverte il rischio che, ancora una volta, sia il lavoratore a pagare il prezzo della competitività.

Il confronto, quindi, va oltre il contenuto dell'accordo e tocca una questione politica più ampia: quale modello di sviluppo vuole perseguire la Valle d'Aosta. Una regione che fonda una parte importante della propria economia sul turismo ha certamente bisogno di strumenti capaci di accompagnare la stagionalità, ma il dibattito resta aperto su un punto fondamentale. Senza un rafforzamento delle tutele e senza reali prospettive di stabilizzazione, il rischio è che la flessibilità diventi un obiettivo in sé e che il lavoro stagionale, anziché rappresentare un'opportunità, finisca per consolidare un sistema occupazionale caratterizzato da precarietà cronica e diritti sempre più deboli.

je.fe

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