ATTUALITÀ - 06 luglio 2026, 13:02

Discarica di Pompiod, il TAR respinge il ricorso: la battaglia si sposta al Consiglio di Stato

Le associazioni ambientaliste incassano la sconfitta davanti al TAR della Valle d'Aosta, ma rilanciano annunciando l'impugnazione della sentenza. Nel mirino resta soprattutto la fase autorizzativa, sulla quale chiedono verifiche rigorose in materia di ambiente, salute pubblica, traffico ed emissioni.

ph. repertorio

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La partita giudiziaria si chiude, ma quella politica, amministrativa e ambientale è tutt'altro che finita. La sentenza del Tribunale amministrativo regionale che ha respinto il ricorso contro la decisione della Regione di non sottoporre il rinnovo dell'autorizzazione della discarica di Pompiod alla Valutazione di Impatto Ambientale rappresenta certamente un punto a favore dell'Amministrazione regionale e del gestore dell'impianto. Ma per il fronte ambientalista non costituisce affatto la parola fine. Al contrario, la vicenda entra ora in una nuova fase nella quale le associazioni promettono di mantenere alta la pressione istituzionale e giudiziaria.

Con un comunicato diffuso nella giornata di lunedì 6 luglio 2026, Valle Virtuosa APS, Legambiente e il Comitato Discarica Sicura di Pompiod, assistiti dall'avvocata Emanuela Beacco, prendono atto della decisione del TAR senza però arretrare di un passo.

Le tre realtà spiegano infatti che "non intendono in questa fase entrare nel merito della decisione del TAR", annunciando contestualmente che "la sentenza sarà impugnata davanti al Consiglio di Stato".

Una scelta che dimostra come il confronto sia destinato a proseguire anche sul piano della giustizia amministrativa, mantenendo aperto uno dei dossier ambientali più delicati degli ultimi anni in Valle d'Aosta.

Le associazioni ricordano che la pronuncia dei giudici amministrativi riguarda esclusivamente il provvedimento con cui la Regione autonoma Valle d'Aosta aveva deciso di non assoggettare il progetto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Un aspetto tecnico, certamente rilevante, ma che secondo gli ambientalisti non esaurisce le verifiche ancora necessarie.

Nel comunicato sottolineano infatti che "la vicenda amministrativa relativa alla discarica di Pompiod, tuttavia, non si conclude con questa sentenza", evidenziando come resti aperta "la successiva e decisiva fase del procedimento autorizzativo".

È proprio qui che si concentra ora la strategia delle associazioni.

Secondo quanto evidenziato dagli stessi ricorrenti, la sentenza riconosce che nella fase autorizzativa dovranno ancora essere affrontati numerosi aspetti ambientali e territoriali di particolare importanza. Per questo motivo annunciano che "è su questa fase che si concentrerà da subito l'attenzione delle associazioni e del Comitato".

Tra i temi che rimangono sul tavolo figurano la verifica dell'incidenza sul vicino sito della Rete Natura 2000, la procedura di screening ambientale, l'efficacia delle misure di mitigazione previste, gli effetti derivanti dall'aumento del traffico pesante e le modalità con cui saranno contenute le emissioni prodotte dall'impianto.

Questioni che, nella lettura delle associazioni, rappresentano il vero banco di prova dell'intero procedimento.

Per questo motivo Valle Virtuosa, Legambiente e il Comitato assicurano che continueranno a seguire l'iter con estrema attenzione, verificando che "tutte le prescrizioni, gli approfondimenti e le garanzie previste dalla normativa ambientale siano rigorosamente rispettati".

La conclusione del comunicato ribadisce la filosofia che guida la mobilitazione: "La tutela dell'ambiente, del territorio, della salute delle comunità locali e delle future generazioni resta al centro del nostro impegno."

Sul piano politico la vicenda continua ad assumere un significato che va oltre il singolo impianto di smaltimento. Il confronto riguarda infatti il delicato equilibrio tra esigenze di gestione dei rifiuti, sviluppo infrastrutturale, tutela del paesaggio e protezione della salute pubblica. La scelta della Regione di escludere la Valutazione di Impatto Ambientale è stata ritenuta legittima dal TAR, ma il contenzioso dimostra quanto il tema resti divisivo e quanto le organizzazioni ambientaliste intendano utilizzare tutti gli strumenti previsti dall'ordinamento per ottenere controlli ancora più approfonditi.

L'annunciato ricorso al Consiglio di Stato e il monitoraggio della fase autorizzativa fanno capire che il caso Pompiod è destinato a rimanere al centro del dibattito valdostano ancora a lungo. Perché, al di là dell'esito processuale di oggi, la vera questione resta quella di garantire che ogni decisione su un impianto con potenziali ricadute ambientali sia assunta nella massima trasparenza e con il più elevato livello possibile di tutela per il territorio e per le comunità che vi abitano.

pi.mi.

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