/ ATTUALITÀ

ATTUALITÀ | 19 maggio 2026, 19:58

L'OPINIONE DI UN LETTORE: La tramvia del Drinc, tra studi, ricordi e rilanci: una lunga battaglia tecnica e politica

Un tecnico che segue il destino della ex tramvia Cogne–Pila dal 2008 ricostruisce quindici anni di studi, proposte e mancati recuperi dell’infrastruttura. Tra analisi tecniche, sentenze della Corte dei Conti e ipotesi di riconversione, riaffiora il tema del confronto tra ferrovia e funivia, con nuovi costi, vecchi progetti e un nodo ancora aperto sul futuro del collegamento

L'OPINIONE DI UN LETTORE: La tramvia del Drinc, tra studi, ricordi e rilanci: una lunga battaglia tecnica e politica

La tramvia del Drinc, tra studi, ricordi e rilanci: una lunga battaglia tecnica e politica

Egr. Dir. Minuzzo, mi complimento con lei e con la redazione per l’articolo di ieri 14/5 in oggetto, una volta tanto a favore della ferrovia.

Da persona interessata ai trasporti seguo tali vicende dal 2008, quando di colpo si bloccò tutto mentre si stavano facendo i primi collaudi e le messe a punto dei rotabili.

Mi sembrava una cosa assurda: a opera terminata si decideva di chiudere tutto. L’amministrazione regionale aveva poi prodotto degli studi che sancivano il fallimento dell’impresa.

Con pazienza e tempo cominciai a raccogliere informazioni da varie fonti e a visionare tali studi. Mi resi conto che i problemi e le criticità non erano così insormontabili, e iniziai a redigere osservazioni e commenti sulla vicenda.

Si sarebbe potuto recuperare l’impianto con costi sostenibili. Ho collaborato con il comitato a salvaguardia della tramvia, conoscendo il sindaco Ruffier, ma invano, nonostante sia diventato nel 2014 il più votato “Luogo del Cuore” FAI in Valle d’Aosta.

Avversati da Regione e Comune, anche con la complicità di giornalisti compiacenti e tecnici di parte, la vicenda è stata progressivamente spinta nell’oblio. Tuttavia riaffiora ogni tanto: nel 2024 con l’emergenza a Cogne, in occasione della presentazione degli studi di Pila lo scorso febbraio, e ora con il vostro articolo.

C'è chi fa il gioco di Pila Spa, che da tempo ha dichiarano il proprio interesse per lo smantellamento del tratto da Acquefredde a Plan Praz per ampliare una pista da sci e realizzare una strada. Ma anche per le stesse gallerie del Drinc e di Charemoz, che verrebbero riconvertite in cunicoli di passaggio per servizi ed emergenze, con la demolizione del binario e della massicciata per far passare una condotta d’acqua destinata ad alimentare gli invasi per le piste da sci di Pila.

In questi 15 anni ho redatto svariati studi, via via più affinati, che sono stati inviati a sindaci, consiglieri e assessori. Quello riportato nel sito Cuorediferrovalledaosta è la seconda versione del 2013 (con documenti precedenti: in totale sono arrivato a una dozzina di versioni).

Detti studi sono stati apprezzati da alcuni funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in particolare l’ing. Elena Molinaro, che seguì le prime vicende della tranvia all’inizio della carriera, e dal prof. Ricci dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Quest’ultimo è stato anche consulente tecnico d’ufficio nel processo contro il direttore lavori della tranvia Devoti presso la Corte dei Conti di Aosta. È da notare che nella sentenza i giudici, alla richiesta di un parere sull’utilizzabilità o meno dell’impianto, il prof. Ricci rispondeva positivamente, pur con la necessità di rilevanti interventi (variabili tra i 5,2 e i 6,9 milioni di euro).

Nell’ultimo studio che ho redatto nel 2024, allegato, si voleva riassumere la vicenda ed è stato considerato degno di pubblicazione dalla redazione della rivista “Ingegneria Ferroviaria” del CIFI – Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani. Dovendo chiedere la liberatoria alla Regione Valle d’Aosta, mi è stata però negata, impedendo la pubblicazione.

Tornando al vostro articolo, la cifra indicata per la ferrovia potrebbe andare bene per la riattivazione della tramvia con convogli di dimensioni ridotte, che purtroppo sono stati venduti per soli 30.000 euro alla Valente Spa di Lainate e risultano ancora presenti nella loro sede.

Circa i costi della funivia, non sono aderenti alla realtà: già nel 2012 si stimavano 35–40 milioni di euro per una funivia Epinel–Pila. Ora, negli studi prodotti a febbraio dalla Pila Spa, siamo ben oltre i 100 milioni.

Sono emersi, in tale occasione, molti dubbi sulle soluzioni funiviarie, ma anche l’esigenza di un collegamento emergenziale.

A tal proposito ho prodotto un primo studio,  in cui si ipotizza l’adeguamento della tramvia con normali tram a scartamento ridotto e l’allargamento delle gallerie. Purtroppo non so stimare gli importanti costi di quest’ultime, ma se l’intervento complessivo costasse 50 milioni di euro potrebbe risultare competitivo con le funivie.

Vi saluto cordialmente,
Menolotto Flavio

red

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore