La Valle d’Aosta guadagna spazio e voce nei tavoli istituzionali nazionali. Il Presidente del Consiglio regionale, Stefano Aggravi, è stato nominato responsabile del Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
Una nomina avvenuta nella giornata di martedì 31 marzo 2026, nel corso dell’assemblea plenaria della Conferenza, alla quale Aggravi ha partecipato da remoto, ma che ha comunque segnato un passaggio politico e istituzionale di primo piano.
Si tratta di un incarico tutt’altro che formale. Il Coordinamento, infatti, rappresenta uno snodo strategico per l’azione congiunta delle Assemblee legislative regionali su uno dei terreni più delicati: quello della legalità. Tra le sue funzioni principali vi è la definizione di modelli condivisi di legislazione regionale, la promozione di iniziative di educazione civica e cultura della legalità, oltre all’organizzazione di momenti di confronto, studi e collaborazioni tra territori.
Un lavoro spesso silenzioso, ma decisivo, che punta a costruire una rete istituzionale capace di prevenire e contrastare fenomeni criminali anche nelle aree dove la percezione del rischio è più bassa.
Ed è proprio qui che il nuovo incarico assume un significato politico più ampio. La guida del Coordinamento consente infatti al Consiglio Valle di uscire da una dimensione periferica e di inserirsi da protagonista in una rete interregionale, contribuendo in modo diretto alla definizione di politiche e strumenti condivisi.
«Ringrazio il Presidente della Conferenza e i colleghi per la fiducia – ha dichiarato Aggravi –: questa nomina rappresenta per me un onore e una grande responsabilità. Il Coordinamento svolge un ruolo fondamentale nel rafforzare la collaborazione tra le Assemblee legislative regionali sui temi del contrasto alla criminalità organizzata e della promozione della legalità, ambiti nei quali è essenziale un impegno condiviso e continuativo».
Parole che sottolineano non solo il peso dell’incarico, ma anche la volontà di imprimere un’accelerazione al lavoro comune tra le Regioni.
«Coordinare un organismo della Conferenza – ha aggiunto – consente inoltre al Consiglio Valle di essere protagonista attivo all’interno di una rete interregionale, valorizzando il proprio contributo e rafforzando il lavoro comune tra i territori. In questo contesto, sarà mia cura promuovere un confronto costante e costruttivo tra le diverse realtà, per rendere sempre più incisiva ed efficace l’azione comune».
Al di là delle dichiarazioni ufficiali, il messaggio è chiaro: la Valle d’Aosta prova a giocare una partita più ampia, portando il proprio modello istituzionale e la propria esperienza anche su un terreno complesso come quello della legalità.
Un segnale che va letto anche in chiave politica: in un momento in cui il tema della trasparenza e del contrasto alle infiltrazioni criminali è sempre più centrale nel dibattito pubblico, assumere un ruolo di coordinamento nazionale significa esporsi, ma anche assumersi la responsabilità di guidare processi concreti.
Non resta ora che vedere come questo nuovo incarico verrà tradotto in iniziative operative. Perché, al di là dei titoli, la sfida vera sarà trasformare il coordinamento in azione. E la legalità, da principio condiviso, in pratica quotidiana.













