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CRONACA | 12 febbraio 2026, 22:30

Valanghe, la montagna che cede: massima allerta in Valle d’Aosta - AGGIORNAMENTO

Un grande distacco nel tardo pomeriggio a Gressoney-La-Trinité: un escursionista estratto vivo dopo tre ore sotto la neve e trasportato al Pronto soccorso di Aosta in ipotermia. Imponente macchina dei soccorsi e altri distacchi segnalati in diverse zone della regione. Protezione civile: allerta arancione e invito alla massima prudenza

Ph. CUS Valle d'Aosta

Ph. CUS Valle d'Aosta

La montagna ha parlato, e questa volta lo ha fatto mettendo davvero alla prova uomini, mezzi e nervi. Nel tardo pomeriggio di oggi una valanga di grandi dimensioni si è staccata a Gressoney-La-Trinité, a nord dell’abitato, travolgendo un escursionista e attivando una complessa e delicatissima operazione di soccorso durata ore.

È stato lo stesso uomo, sepolto dalla massa di neve, a lanciare l’allarme: una chiamata al numero unico di emergenza 112, poche parole concitate – il tempo di dire di trovarsi sotto una valanga – poi la linea si è interrotta. Un dettaglio che si è rivelato decisivo. I Carabinieri sono riusciti a individuare l’area di provenienza della chiamata e l’operatore della Centrale Unica del Soccorso, già a conoscenza di un soffio valanghivo nella zona, ha immediatamente indirizzato i soccorsi nella direzione corretta.

Sul posto si è messa in moto una vera e propria macchina del soccorso alpino. I primi a intervenire sono stati i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano con un’unità cinofila, seguiti dal personale pisteur secouriste della Monterosaski, dal Sagf di Cervinia e di Alagna dal versante piemontese, dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta, dai Vigili del fuoco professionisti e volontari e dai pisteurs del comprensorio sciistico. I Vigili del fuoco hanno inoltre garantito l’illuminazione dell’area e utilizzato droni sia per il monitoraggio dall’alto sia per la ricerca di eventuali segnali telefonici.

Le operazioni di ricerca sono state lunghe e difficili. Dopo che il primo cane aveva esaurito le forze, sono entrate in azione altre unità cinofile. Determinanti le operazioni di sondaggio sistematico sull’intera valanga: una tecnica che consente di liberare gli odori e che ha permesso al cane del Sagf di individuare con precisione il punto in cui l’uomo si trovava, indicando ai soccorritori dove scavare. L’escursionista è stato estratto dopo circa tre ore di permanenza sotto la neve e in acqua gelida.

Trasportato al Pronto soccorso di Aosta, si trova ora in fase diagnostica e presenta ipotermia. Un esito che, viste le condizioni e i tempi di seppellimento, ha il sapore di un autentico miracolo.

Gressoney, però, non è un episodio isolato. Nelle stesse ore altri distacchi valanghivi sono stati segnalati a Courmayeur, Pila, Oyace, Bionaz, Valtournenche e Valsavarenche. Un elenco che racconta una regione sotto pressione, schiacciata da condizioni nivologiche estremamente instabili.

La combinazione è quella più temuta: abbondanti nevicate nelle scorse ore, vento forte in quota che ha creato accumuli pericolosi e temperature che non favoriscono la stabilizzazione del manto nevoso. Un mix che trasforma ogni pendio in una possibile trappola.

Da qui l’appello netto delle autorità: massima prudenza nello sci fuoripista e nello scialpinismo. È fondamentale consultare sempre il bollettino neve e valanghe e le previsioni meteo aggiornate, evitando qualsiasi improvvisazione. Viene inoltre ribadita l’importanza di avere con sé l’equipaggiamento completo – artva, pala e sonda – e soprattutto di saperlo utilizzare.

La Protezione civile ha confermato un’allerta arancione per rischio valanghe nei settori Nord, Ovest e Sud della Regione. La CUS resta in costante contatto con i sindaci dei territori interessati, monitorando una situazione che richiede attenzione continua e decisioni rapide.

La montagna, in questi giorni, non concede sconti. È affascinante, ma fragile e imprevedibile. E ricordarlo, dopo quanto accaduto a Gressoney, non è allarmismo: è un dovere.

je.fe.

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