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Governo Valdostano | 02 febbraio 2026, 11:00

Legalità e cittadinanza, parte il progetto in Bassa Valle: coinvolti 1.200 studenti

Un mese per crescere cittadini: scuola, istituzioni e territorio insieme per 1.200 studenti   C’è un’idea di comunità che passa dai banchi di scuola, dalle palestre, dalle aule improvvisate in spazi non convenzionali e persino da un campo da calcio dentro il carcere. È un’idea concreta, quotidiana, fatta di incontri veri e domande scomode. È quella che anima le Settimane della Legalità e della Cittadinanza della Bassa Valle, al via venerdì 6 febbraio 2026, per un mese intero di appuntamenti che coinvolgeranno oltre 1.200 studenti e una rete fitta di istituzioni, associazioni e professionisti.   Il filo rosso scelto per l’edizione 2026 è ambizioso quanto necessario: la Costituzione, non come testo astratto, ma come bussola per orientarsi tra diritti, doveri, relazioni e scelte personali. Un macrotema che attraverserà laboratori, confronti e momenti di riflessione condivisa nelle scuole della Bassa Valle.   A essere protagonisti saranno gli studenti dell’Isiltep di Verrès, del Don Bosco e del CNOS-FAP di Châtillon, insieme a centinaia di ragazze e ragazzi degli istituti comprensivi del territorio. Numeri importanti, ma soprattutto presenze reali, chiamate a mettersi in gioco.   A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è l’Assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Erik Lavevaz, che insiste sul valore educativo dell’ascolto e del confronto:   «Parlare di legalità ai giovani e ai giovanissimi, dando loro l’opportunità di confrontarsi con esperti, contribuisce ad attivare uno spirito critico e a stimolare le coscienze. Educare alla legalità significa educare al rispetto della dignità della persona».   Non un percorso episodico, ma un lavoro paziente e quotidiano.   «Vogliamo porre l’educazione alla legalità e alla cittadinanza come sostegno operativo quotidiano – aggiunge Lavevaz –. Crediamo che scuola e famiglia debbano perseverare in modo sempre più sinergico verso il confronto, la collaborazione e la condivisione».   Il progetto nasce e si sviluppa all’interno dell’azione coordinata prevista dal Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto delle violenze nei confronti della persona e della comunità familiare, promosso dalla Procura della Repubblica di Aosta, e dal Tavolo tecnico permanente Legalità & Intergenerazionalità, coordinato dall’Assessorato. Una macchina complessa, ma necessaria, che tiene insieme istituzioni, mondo dell’associazionismo, forze dell’ordine e professionisti.   A precedere l’avvio ufficiale delle attività sarà l’incontro del 3 febbraio, che vedrà attorno allo stesso tavolo l’Assessore, la Sovraintendente Marina Fey, la coordinatrice tecnica del Piano Laura Ottolenghi e i rappresentanti del Gruppo Coordinamento Genitori regionale: un passaggio tutt’altro che formale, pensato per costruire una progettualità condivisa anche con le famiglie.   Il calendario degli appuntamenti è denso e simbolico. Non a caso, l’inizio e la fine del percorso si svolgono alla Casa circondariale di Brissogne. Venerdì 6 febbraio gli studenti delle classi quarte dell’Isiltep di Verrès parteciperanno al forum Giovani e adulti a confronto, discutendo di tempo, spazio e senso della libertà. Un mese dopo, il 6 marzo, una rappresentanza degli stessi studenti tornerà in carcere per una partita di calcio: un gesto semplice, ma potente, per abbattere – almeno per un pomeriggio – il confine tra “dentro” e “fuori”.   Nel mezzo, un lavoro capillare nelle scuole. Dalle dipendenze – droga, gioco d’azzardo, alcol – al bullismo e cyberbullismo, dalla violenza familiare ai diritti dei minori, fino ai temi della giustizia minorile, della parità e dell’uso consapevole delle tecnologie. Sempre con il contributo di chi porta esperienze reali, spesso difficili, ma autentiche.   Spazio anche all’educazione alle emozioni, alla relazione e alla responsabilità digitale, con il Percorso smartphone e la firma del Patto Legalità & Intergenerazionalità, alla presenza di Polizia Postale, Ser.D dell’Azienda Usl e Ordine degli Avvocati.   Non mancano i percorsi più innovativi, come quelli proposti all’I.S. Mont Rose A di Pont-Saint-Martin, tra progetto Diderot, laboratori di arte e scienza e attività per sviluppare uno spirito critico verso le informazioni sanitarie che circolano sul web.   La chiusura delle attività nelle scuole è fissata per il 4 marzo, nella Gallery dell’Isiltep di Verrès, con un confronto sull’Agenda 2030 e temi che parlano direttamente al futuro: cambiamenti climatici, tutela del paesaggio, soccorso in caso di eventi naturali, migrazioni, scienza al servizio dell’ambiente, memoria dei ghiacci.   Un lavoro silenzioso ma fondamentale sarà svolto anche da Plus, incaricata della valutazione dei percorsi attraverso questionari dedicati, per misurare l’impatto reale delle attività.   E la cittadinanza non ha età: anche scuole dell’infanzia e primarie saranno coinvolte, con laboratori su sicurezza domestica, rispetto, ambiente, associazionismo e Protezione civile. Perché imparare a essere comunità comincia presto, molto prima di conoscere gli articoli della Costituzione.   In Bassa Valle, per un mese, la legalità smette di essere una parola astratta e torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: un esercizio quotidiano di responsabilità condivisa.

Erik Lavevaz

Erik Lavevaz

C’è un’idea di comunità che passa dai banchi di scuola, dalle palestre, dalle aule improvvisate in spazi non convenzionali e persino da un campo da calcio dentro il carcere. È un’idea concreta, quotidiana, fatta di incontri veri e domande scomode. È quella che anima le Settimane della Legalità e della Cittadinanza della Bassa Valle, al via venerdì 6 febbraio 2026, per un mese intero di appuntamenti che coinvolgeranno oltre 1.200 studenti e una rete fitta di istituzioni, associazioni e professionisti.

Il filo rosso scelto per l’edizione 2026 è ambizioso quanto necessario: la Costituzione, non come testo astratto, ma come bussola per orientarsi tra diritti, doveri, relazioni e scelte personali. Un macrotema che attraverserà laboratori, confronti e momenti di riflessione condivisa nelle scuole della Bassa Valle.

A essere protagonisti saranno gli studenti dell’Isiltep di Verrès, del Don Bosco e del CNOS-FAP di Châtillon, insieme a centinaia di ragazze e ragazzi degli istituti comprensivi del territorio. Numeri importanti, ma soprattutto presenze reali, chiamate a mettersi in gioco.

A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è l’Assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Erik Lavevaz, che insiste sul valore educativo dell’ascolto e del confronto: «Parlare di legalità ai giovani e ai giovanissimi, dando loro l’opportunità di confrontarsi con esperti, contribuisce ad attivare uno spirito critico e a stimolare le coscienze. Educare alla legalità significa educare al rispetto della dignità della persona».

Non un percorso episodico, ma un lavoro paziente e quotidiano. «Vogliamo porre l’educazione alla legalità e alla cittadinanza come sostegno operativo quotidiano – aggiunge Lavevaz –. Crediamo che scuola e famiglia debbano perseverare in modo sempre più sinergico verso il confronto, la collaborazione e la condivisione».

Il progetto nasce e si sviluppa all’interno dell’azione coordinata prevista dal Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto delle violenze nei confronti della persona e della comunità familiare, promosso dalla Procura della Repubblica di Aosta, e dal Tavolo tecnico permanente Legalità & Intergenerazionalità, coordinato dall’Assessorato. Una macchina complessa, ma necessaria, che tiene insieme istituzioni, mondo dell’associazionismo, forze dell’ordine e professionisti.

A precedere l’avvio ufficiale delle attività sarà l’incontro del 3 febbraio, che vedrà attorno allo stesso tavolo l’Assessore, la Sovraintendente Marina Fey, la coordinatrice tecnica del Piano Laura Ottolenghi e i rappresentanti del Gruppo Coordinamento Genitori regionale: un passaggio tutt’altro che formale, pensato per costruire una progettualità condivisa anche con le famiglie.

Il calendario degli appuntamenti è denso e simbolico. Non a caso, l’inizio e la fine del percorso si svolgono alla Casa circondariale di Brissogne. Venerdì 6 febbraio gli studenti delle classi quarte dell’Isiltep di Verrès parteciperanno al forum Giovani e adulti a confronto, discutendo di tempo, spazio e senso della libertà. Un mese dopo, il 6 marzo, una rappresentanza degli stessi studenti tornerà in carcere per una partita di calcio: un gesto semplice, ma potente, per abbattere – almeno per un pomeriggio – il confine tra “dentro” e “fuori”.

Nel mezzo, un lavoro capillare nelle scuole. Dalle dipendenze – droga, gioco d’azzardo, alcol – al bullismo e cyberbullismo, dalla violenza familiare ai diritti dei minori, fino ai temi della giustizia minorile, della parità e dell’uso consapevole delle tecnologie. Sempre con il contributo di chi porta esperienze reali, spesso difficili, ma autentiche.

Spazio anche all’educazione alle emozioni, alla relazione e alla responsabilità digitale, con il Percorso smartphone e la firma del Patto Legalità & Intergenerazionalità, alla presenza di Polizia Postale, Ser.D dell’Azienda Usl e Ordine degli Avvocati.

Non mancano i percorsi più innovativi, come quelli proposti all’I.S. Mont Rose A di Pont-Saint-Martin, tra progetto Diderot, laboratori di arte e scienza e attività per sviluppare uno spirito critico verso le informazioni sanitarie che circolano sul web.

La chiusura delle attività nelle scuole è fissata per il 4 marzo, nella Gallery dell’Isiltep di Verrès, con un confronto sull’Agenda 2030 e temi che parlano direttamente al futuro: cambiamenti climatici, tutela del paesaggio, soccorso in caso di eventi naturali, migrazioni, scienza al servizio dell’ambiente, memoria dei ghiacci.

Un lavoro silenzioso ma fondamentale sarà svolto anche da Plus, incaricata della valutazione dei percorsi attraverso questionari dedicati, per misurare l’impatto reale delle attività.

E la cittadinanza non ha età: anche scuole dell’infanzia e primarie saranno coinvolte, con laboratori su sicurezza domestica, rispetto, ambiente, associazionismo e Protezione civile. Perché imparare a essere comunità comincia presto, molto prima di conoscere gli articoli della Costituzione.

In Bassa Valle, per un mese, la legalità smette di essere una parola astratta e torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: un esercizio quotidiano di responsabilità condivisa.

pi.mi.

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