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ECONOMIA | 02 febbraio 2026, 08:00

Consumatori tra caro vita e truffe: “In Valle d’Aosta il rischio esclusione è reale” - INTERVISTA A BRUNO ALBERTINELLI

Il presidente di Federconsumatori Valle d’Aosta, Bruno Abertinelli, fotografa le difficoltà dei cittadini tra bollette energetiche elevate, truffe telefoniche, digitalizzazione forzata e rapporti sempre più complessi con pubbliche amministrazioni e grandi operatori. Un allarme che riguarda anziani, famiglie e fasce fragili

Bruno Albertinelli

Bruno Albertinelli

In un contesto segnato dall’aumento del costo della vita, dalla crescente complessità dei servizi e da un rapporto sempre più sbilanciato tra cittadini e grandi operatori, il ruolo delle associazioni dei consumatori torna centrale. In Valle d’Aosta Federconsumatori rappresenta da anni un presidio di tutela e ascolto per utenti e famiglie, confrontandosi con problematiche che spesso anticipano o amplificano dinamiche nazionali: isolamento territoriale, digitalizzazione forzata, servizi essenziali sempre meno accessibili.

Ne parliamo con Bruno Abertinelli, presidente di Federconsumatori Valle d’Aosta dal 2011, per fotografare lo stato di salute dei consumatori valdostani e capire quali siano oggi le principali criticità, tra livello locale e scenari nazionali.

Presidente Abertinelli, quali sono oggi le principali segnalazioni che arrivano agli sportelli di Federconsumatori in Valle d’Aosta?

«La telefonia rimane la principale causa di apertura delle pratiche. Subito dopo vengono i contratti stipulati, soprattutto telefonicamente, con informazioni false o fuorvianti per spostare forniture di energia elettrica e gas da un venditore all’altro. Molto frequenti anche i casi di consumi errati inseriti in bolletta e le vere e proprie truffe telefoniche, nelle quali vengono richiesti i dati bancari: i truffatori si spacciano per operatori della banca e avviano percorsi che in molti casi portano allo svuotamento del conto corrente. Stanno inoltre aumentando le segnalazioni di persone che ricevono multe per infrazioni commesse in città dove non si sono mai recate.»

Il caro vita colpisce ovunque, ma in un territorio come il nostro pesa di più? Dove lo vedete maggiormente: energia, affitti, trasporti, servizi?

«Credo che il problema principale sia il costo dell’energia, soprattutto nel periodo invernale per quanto riguarda il riscaldamento. Ricordiamo che chi si riscalda tramite il teleriscaldamento paga cifre astronomiche senza avere diritto al bonus gas. Sugli affitti siamo più o meno nella media nazionale, mentre sull’alimentare registriamo costi superiori anche rispetto al Nord Italia. Un’ultima nota riguarda le prestazioni sanitarie private: analisi e percorsi medici costano in Valle d’Aosta più che a Ivrea o Biella.»

Ci sono problemi “tipicamente valdostani” che a livello nazionale faticano a essere compresi?

«A livello nazionale la nostra regione viene spesso considerata “benestante” e questo genera una certa diffidenza. È un pregiudizio che rende più difficile il rapporto su molte problematiche concrete e quotidiane che invece esistono eccome.»

Molti cittadini lamentano una crescente difficoltà nel rapportarsi con aziende e pubbliche amministrazioni. Il consumatore oggi è più tutelato o più solo?

«Il cittadino è più tutelato per quanto riguarda i consumi, ma sul fronte della pubblica amministrazione esiste un vuoto di rapporto notevole. In molti casi non si riesce nemmeno a parlare con i Comuni in merito a richieste di pagamento di tasse ritenute dovute. Abbiamo inviato numerose PEC a Comuni e Regione che, anche a distanza di anni, non hanno mai ricevuto risposta. La nostra Regione funziona talvolta in modo discreto, ma troppo spesso il cittadino si scontra con un muro di incomprensione che è più personale che strutturale.»

La digitalizzazione dei servizi sta semplificando o, al contrario, escludendo una parte della popolazione valdostana?

«Credo che il numero elevato di persone anziane presenti in Valle d’Aosta sia in gran parte escluso da una digitalizzazione che guarda al nuovo ma non tiene conto di chi non ha competenze informatiche. Non tutti hanno internet in casa, un computer, una stampante, uno scanner o una PEC, sia per costi sia per capacità di utilizzo. Pensiamo allo SPID, fortemente voluto dallo Stato: molte persone lo usano una o due volte e poi dimenticano le password, finendo in difficoltà quando ne hanno di nuovo bisogno. Questo crea dipendenza da terzi e nuovi costi a carico dei consumatori. Un esempio recente è SEND: per leggere una multa bisogna scaricare un’app e spesso rivolgersi a patronati o associazioni. Il caso delle migliaia di multe mai notificate ad Aosta ha creato un danno economico enorme a molti cittadini.»

Anziani e fasce fragili: quanto pesano davvero queste difficoltà nella vostra attività quotidiana?

«Pesano tantissimo. Creano disagio, rabbia e frustrazione, rendendo sempre più debole il rapporto tra cittadini e istituzioni.»

Le problematiche che riscontrate in Valle d’Aosta ricalcano quelle del resto d’Italia o ci sono differenze marcate?

«Le problematiche sono molto simili al resto del Paese.»

A livello nazionale Federconsumatori lancia spesso allarmi su prezzi, pratiche scorrette e concentrazioni di potere economico. C’è un tema che oggi la preoccupa più degli altri?

«Esiste una povertà mascherata, determinata da salari e pensioni basse a fronte di un costo della vita eccessivo. Questo può generare tensioni sociali difficili e favorisce una fuga non solo dei giovani, ma anche di figure professionali qualificate, con vuoti evidenti in settori cruciali come la sanità. Mi preoccupa inoltre la concentrazione del potere economico, che sta indirizzando – se non sostituendo – la politica democratica, creando una visione in cui sopravvive chi consuma, resta silente e non vota, dimenticando il concetto di democrazia e di sociale.»

Il quadro normativo attuale tutela davvero i consumatori o rincorre sempre i problemi?

«Tutela, ma con difficoltà sempre maggiori, perché chi truffa, ruba e inganna oggi è molto più preparato.»

Che rapporto c’è oggi tra Federconsumatori e le istituzioni regionali valdostane?

«Non esiste un rapporto strutturato. Il confronto corretto dovrebbe avvenire tra istituzioni e associazioni collettivamente. Al momento, anche a fronte dei cambiamenti politici regionali, non si registra un vero dialogo. Per quanto riguarda il Comune capoluogo, oggi manca del tutto un rapporto.»

Cosa dovrebbe fare di più la politica, a livello regionale e nazionale, per difendere concretamente i consumatori?

«Ascoltare di più il mondo del volontariato, che rappresenta il sentire quotidiano delle difficoltà che i consumatori affrontano.»

Guardando ai prossimi anni, quali sono le sfide principali per Federconsumatori in un territorio piccolo ma complesso come la Valle d’Aosta?

«La sfida principale è essere presenti ogni giorno e far capire a ogni cittadino che può essere tutelato e difeso.»

Se dovesse dare un consiglio pratico ai cittadini valdostani per difendersi meglio come consumatori, quale sarebbe?

«Seguire con attenzione l’informazione diffusa quotidianamente dalle forze dell’ordine e dalle associazioni dei consumatori, per essere aggiornati su truffe e raggiri, e agire sempre per tutelarsi, anche nei confronti dei grandi gruppi.»

pi.mi.

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