Come si spiega l’orrore della Shoah e delle deportazioni a chi è ancora bambino? Come si può impedire che i nomi delle vittime svaniscano nel tempo, inghiottiti dall’abitudine e dalla distanza storica? A queste domande prova a rispondere Federico Gregotti con il suo ultimo libro, “Le pietre d’inciampo”, pubblicato nella collana Semplicemente eroi di Einaudi Ragazzi.
Il volume, rivolto a lettori dai 9 anni in su, esplora il significato delle Stolpersteine, i piccoli blocchi di pietra ricoperti di ottone ideati dall’artista Gunter Demnig e disseminati nelle città europee. L’opera di Gregotti non è un semplice resoconto storico, ma un vero e proprio viaggio narrativo attraverso dodici vite spezzate, che restituisce un’identità e un volto a chi è stato travolto dalla follia nazifascista.
Dalle strade di Roma a quelle di Berlino e Milano, le “pietre d’inciampo” costringono il passante a chinarsi: non per un inciampo fisico, ma per un atto di rispetto e di riflessione. Gregotti sceglie un linguaggio delicato ma onesto, calibrato sulla sensibilità dei più giovani, per raccontare storie di ordinaria quotidianità improvvisamente interrotte dalla Storia con la S maiuscola. Il libro diventa così uno strumento prezioso per educare alla cittadinanza attiva e alla consapevolezza storica.
Con una scrittura limpida e coinvolgente, Federico Gregotti si conferma una voce capace di dialogare con le nuove generazioni, trasformando temi complessi e dolorosi in narrazioni necessarie per la costruzione di una coscienza critica. Un esercizio di memoria che non indulge nella retorica, ma invita a guardare, leggere e ricordare.
«Inciamperanno i passanti, inciamperanno i loro sguardi, e per un attimo il passato tornerà a essere presente. Perché dimenticare è la seconda morte, e noi non possiamo permetterlo».













