La montagna, a volte, decide in un attimo. Un rumore sordo, la neve che si spezza, il pendio che si muove. Domenica, sopra Cervinia, in zona Plan Maison, questa scena si è materializzata all’improvviso: una valanga a pochissimi metri dalle piste, due sciatori travolti, il rischio concreto che la giornata si trasformasse in tragedia. A cambiare il finale sono stati la prontezza e il coraggio di chi, in quota, è intervenuto senza esitare.
«Ero in zona Plan Maison, vicino alla funivia, assieme alle mie due colleghe quando via radio hanno dato l’allarme per una valanga che si era staccata a pochissima distanza. Sono arrivato sul posto per primo, assieme a un pisteur. Nel giro di quindici minuti siamo riusciti a estrarre entrambi gli sciatori, rimasti praticamente illesi», racconta il vicebrigadiere dei carabinieri Federico Paini, 31 anni, originario di Genova, in servizio alla stazione di Valtournenche. È lui ad avere in mano il filo del racconto, ed è a lui che si deve il salvataggio dei due cittadini cinesi residenti in Lombardia coinvolti nel distacco.

Federico Paini
Paini aveva con sé tutta l’attrezzatura necessaria: ARTVA, pala, sonda, esperienza sulle piste e testa fredda. Le sue due colleghe sono rimaste a presidiare il bordo pista, per evitare che altri sciatori scendessero lungo il pendio già destabilizzato. Lui e il pisteur, invece, si sono buttati subito verso la zona della valanga. Appena arrivati hanno intravisto il cuscino rosso dell’airbag di uno dei due travolti, ancora visibile tra la neve. Lo hanno raggiunto e aiutato a uscire: era illeso, lucido, abbastanza da dire che l’amico aveva l’ARTVA… ma in modalità ricerca. Dunque muto, senza alcun segnale utile.
Da lì sono stati minuti che pesano. Sondare la neve, passo dopo passo, metro dopo metro, ascoltando il pendio e il silenzio. A circa trenta metri più a valle un segno minuscolo ha cambiato tutto: un bastoncino che spuntava dalla neve. Hanno cominciato a scavare con decisione e in breve il secondo sciatore è riemerso. Era vivo, cosciente, in buone condizioni. La montagna, questa volta, aveva restituito entrambi.
Nel frattempo sono arrivate le guide del Soccorso alpino valdostano e le altre squadre di supporto. Insieme è stata completata la bonifica della zona per escludere ulteriori coinvolgimenti e mettere in sicurezza l’area del distacco. Il resto è stata solo stanchezza, neve respirata e l’adrenalina che lentamente scende.
Uno dei due sciatori non ha riportato conseguenze; l’altro è stato accompagnato in via precauzionale all’ospedale Parini di Aosta, visitato e dimesso con lievi contusioni. Poteva andare diversamente, e tutti lo sanno. In alto, però, c’era chi non ha perso nemmeno un secondo.
In quelle manciate di minuti tra il rumore della valanga e il silenzio del dopo, il fattore decisivo è stato il gesto umano: il vicebrigadiere Paini, atleta abituato alla montagna e al suo carattere, che ha trasformato un allarme via radio in un salvataggio riuscito. Non sempre gli eroi hanno musiche epiche di sottofondo. A volte sono in divisa, con gli sci ai piedi, immersi nella neve che si è appena richiusa.













