Il Presidente nazionale di Uncem, Marco Bussone, e il Consigliere nazionale Jean Barocco hanno incontrato l’Assessore regionale Leonardo Lotto per fare il punto sulle politiche di sviluppo delle aree montane. La Valle d’Aosta, come sottolineato dai rappresentanti di Uncem, si conferma un modello nazionale non solo per le iniziative economiche e sociali, ma anche per il rapporto virtuoso che lega Regione, enti locali e Comuni.
“Qui c’è un approccio integrato – ha spiegato Jean Barocco – che coniuga autonomia locale, gestione efficace delle risorse e sviluppo sostenibile. La Valle d’Aosta dimostra che le politiche montane non sono solo interventi infrastrutturali, ma strumenti di coesione sociale e crescita economica”.
L’Assessore Lotto, responsabile nazionale delle politiche della montagna nella Conferenza delle Regioni, coordina i colleghi italiani, portando avanti un modello che combina efficacia amministrativa e visione strategica. Come evidenziato nell’incontro, i modelli fiscali differenziati e autonomisti della Regione alpina possono diventare un riferimento replicabile in altre realtà montane italiane.
“Il confronto con Uncem è fondamentale – ha dichiarato Lotto – perché permette di mettere a sistema esperienze concrete dei Comuni con strumenti di legge nazionali e regionali. La Valle d’Aosta è un laboratorio in cui le politiche per le montagne si traducono in progetti reali, dalle infrastrutture ai servizi, dalla sostenibilità ambientale alla valorizzazione delle comunità locali”.
Uncem e Regione puntano anche ad approfondire i percorsi legati all’attuazione della legge nazionale sulla montagna, cercando sinergie che possano rafforzare il ruolo dei Comuni come protagonisti dello sviluppo territoriale. La coesione tra amministrazioni e la capacità di tradurre le risorse in interventi concreti rappresentano, secondo Bussone, la chiave per evitare lo spopolamento e favorire nuove opportunità economiche nelle aree alpine.
In questo contesto, la Valle d’Aosta diventa simbolo di un approccio “dal basso verso l’alto”, in cui le esigenze dei Comuni sono integrate nelle strategie regionali e nazionali. Un modello replicabile che dimostra come autonomia, collaborazione e pianificazione possano trasformare le montagne italiane in territori vivi, competitivi e sostenibili.













