Bruxelles oggi si colora di giallo e verde: migliaia di agricoltori da tutta Europa, tra cui una nutrita delegazione valdostana, scendono in piazza per difendere il cibo, le imprese agricole e la sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini. “Non è questa l’Europa che vogliamo” è il grido che riecheggia tra cartelli provocatori come “Von der Leyen go home” e “Affamate chi vi sfama”, un richiamo diretto ai tecnocrati che decidono da lontano senza guardare alla realtà dei campi.
“Le guerre e i conflitti commerciali degli ultimi anni hanno mostrato quanto sia strategica la filiera alimentare – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti –. Gli Usa investono quattro volte più dell’Europa, la Cina mette il cibo al centro delle sue priorità. E l’UE? Taglia i fondi: 90 miliardi in meno per l’Europa, 9 solo per l’Italia. Senza investimenti perderemo competitività e innovazione. Non siamo contro gli accordi commerciali, ma servono reciprocità e regole uguali per tutti”.
Accanto a Prandini, Vincenzo Gesmundo ricorda che “noi siamo europeisti per vocazione, ma questa Europa ha bisogno di uscire dal coma dei tecnocrati. Diciamo no al furto dei fondi degli agricoltori per finanziare bombe e carri armati. Serve un’Europa diversa, che ascolti il Parlamento e i sindacati, veri punti di ancoraggio democratico”.
Le conseguenze dei tagli sono già drammatiche: le aree interne e montane come la Valle d’Aosta rischiano il tracollo, con agricoltori costretti a chiudere, prodotti locali in pericolo e un patrimonio ambientale minacciato. “Servono risorse certe e regole distinte per la PAC, per garantire la permanenza degli agricoltori e cibo di alta qualità – avverte Alessia Gontier, presidente di Coldiretti Valle d’Aosta –. Politiche sconsiderate rischiano di compromettere il nostro patrimonio rurale e l’ambiente, veri tesori della regione”.
Elio Gasco, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta, sottolinea come la burocrazia europea schiacci le aziende agricole: “Le norme complesse rappresentano un ostacolo alla crescita e alla sostenibilità. È fondamentale semplificare e destinare risorse adeguate, sostenendo un reddito agricolo che è anche presidio culturale e ambientale”.
La proposta di Coldiretti Valle d’Aosta è concreta: progetti territoriali che valorizzino mercati contadini, scuole e mense, promuovendo stili alimentari sani e prodotti locali, contrastando alimenti ultra-processati e tutelando territorio, biodiversità e tradizioni. Solo così le montagne valdostane potranno restare vive, con agricoltori che continuano a produrre cibo di qualità, proteggendo ambiente e comunità, garantendo un futuro sostenibile per tutti.













